{"id":1295,"date":"2025-05-14T00:01:00","date_gmt":"2025-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1295"},"modified":"2025-05-13T11:28:57","modified_gmt":"2025-05-13T09:28:57","slug":"mediblei-e-palazzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/mediblei-e-palazzolo\/","title":{"rendered":"Mediblei e Palazzolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Avete presente il bar di <em>Nati stanchi<\/em> dove Picone e Ficarra andavano a chiacchierare con gli amici? Ecco, quel locale, che si trova a Palazzolo Acreide, in piazza del Popolo, accanto alla chiesa di San Sebastiano, da qualche anno \u00e8 diventata, nei fatti, la sede della cooperativa \u201cMediblei\u201d che, lo leggiamo dal loro sito, \u201cnon si occupa soltanto di visite guidate e di tour nella pi\u00f9 classica delle accezioni: ci piace narrare paesaggi e luoghi in modo non convenzionale, amiamo coinvolgere i pi\u00f9 piccoli e abbiamo una sede pronta ad accogliere lavoratori in smart working e nomadi digitali da tutto il mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sara Curcio Raiti, 37 anni, \u00e8 la presidente della cooperativa (\u201cperch\u00e9 sono l\u2019unica donna e quella che parla pi\u00f9 di tutti\u201d, ci dice lei ridendo). Quella sera, allo \u201cSpazio\u201d, si era tenuta un\u2019affollata presentazione di un libro. Al termine abbiamo fatto una chiacchierata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sara, quando e perch\u00e9 nasce Mediblei?<\/strong><br>Nasciamo esattamente il 9 luglio del 2019 e siamo stati la prima cooperativa di comunit\u00e0 della provincia di Siracusa.\u00a0Nonostante nessuno abbia ancora ben chiaro quale sia il principio delle cooperative di comunit\u00e0, ci affascinava il fatto di cooperare e lavorare insieme. In pi\u00f9, nello statuto della cooperativa di comunit\u00e0 \u00e8 previsto che i soci lavorino in favore del territorio.\u00a0E cos\u00ec noi abbiamo scelto di lavorare per il territorio del comune di Palazzolo Acreide ma, in una visione futura, anche per il territorio di Buscemi, Buccheri, Cassaro, Ferla, Canicattini Bagni. In questa scelta abbiamo individuato l&#8217;area che un tempo era quella dell\u2019unione dei comuni. Perch\u00e9 nasce? Ti dico prima la motivazione che ci siamo dati sei anni fa. E poi qual \u00e8, secondo me, la consapevolezza che abbiamo oggi.<br>Quando siamo nati, noi soci (all\u2019inizio eravamo cinque, poi siamo diventati quattro, dopo un po\u2019 tre e adesso siamo tornati ad essere quattro) non ci conoscevamo molto bene, ma per una serie di fortuite coincidenze ci siamo di trovarti e abbiamo scoperto che avevamo in comune il fatto di credere in questo territorio e di voler diventare anche veicolo di cambiamento.\u00a0<br>Adesso, dopo sei anni, ti dico che secondo me il motivo che ci ha fatti trovare come persone \u00e8 che abbiamo delle storie molto simili. A livello di vissuto siamo delle persone estremamente strutturate, come carattere, come personalit\u00e0, e siamo riusciti a creare una realt\u00e0 che ci rappresenta, che ha scelto di non lasciare indietro nessuno di noi. Perch\u00e9 ciascuno di noi, in alcuni momenti della propria vita, si \u00e8 dovuto sbracciare pi\u00f9 di altri per non rimanere indietro. Probabilmente la forza di Mediblei \u00e8 quella di essere riusciti a canalizzare le difficolt\u00e0 e la rabbia che covavano in ognuno di noi nel positivo invece che nel negativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sei nata a Noto, cresciuta a Siracusa, com\u2019\u00e8 che ti ritrovi a Palazzolo?<\/strong><br>A Palazzolo non sono nata e nemmeno vi sono cresciuta. Ci venivo con mia mamma in vacanza. Ma per me Palazzolo \u00e8 stata importante per due cose. Vengo dal mondo del giornalismo radiofonico e in passato ho fatto delle inchieste legate all\u2019ambiente. Una di queste, un\u2019inchiesta sul petrolchimico di Priolo e Melilli, mi ha cambiato profondamente perch\u00e9 mi ha fatto capire alcune cose che riguardavano l\u2019entroterra del siracusano. Con l\u2019industrializzazione lungo la costa, questi territori hanno perso presidi umani, perch\u00e9 la gente non ha pi\u00f9 lavorato in campagna e la campagna era il motivo per cui questi luoghi esistevano. Parlo di Palazzolo ma anche di Buscemi o di Cassaro. Il futuro per questi luoghi non esiste. Nessuno pensa a cosa sar\u00e0 il post industriale a cosa sar\u00e0 il futuro dell&#8217;agricoltura per questi territori. Questa \u00e8 la terra dei miei nonni, e non accettavo il fatto che qui non ci fosse pi\u00f9 nessuno a presidiarla, che la raccontasse.<br>Un&#8217;altra cosa che mi ha spinta a tornare a Palazzolo e mettere su questo progetto \u00e8 stato il fatto che un giorno, eravamo nel 2014, con mia mamma siamo partiti per andare a Sortino e siamo passati accanto a Priolo e Melilli. Quella passeggiata mi ha aperto un mondo perch\u00e9 mi sono resa conto che questo territorio era denso di storia, aveva tante cose da raccontare, ed era un peccato che non ci fosse qualcuno che le raccontasse. In quegli anni Noto stava spiccando il volo come localit\u00e0 turistica grazie soprattutto ai tanti investimenti da parte di persone che venivano da fuori. Ma chi viene da fuori non ha la stessa sensibilit\u00e0 di chi questi posti li vive, e quel giro con mia mamma mi ha fatto sentire responsabile nei confronti di questi luoghi e mi ha fatto pensare che dovevo fare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E dunque cosa fate per promuovere questo territorio?<\/strong><br>Lavoriamo all&#8217;interno di uno spazio di prossimit\u00e0 che si chiama \u201cSpazio San Sebastiano\u201d. La svolta nella vita di Mediblei \u00e8 arrivata grazie a un partenariato con la parrocchia di San Sebastiano e all&#8217;incontro con il suo parroco, Padre Salvatore Randazzo, che nel 2021 ha avuto una intuizione che coincideva con quella di Mediblei e cio\u00e8 professionalizzare l&#8217;accoglienza all&#8217;interno nella basilica San Sebastiano, che \u00e8 patrimonio Unesco, riconoscendo, in questo modo, il fatto che un bene monumentale non debba solo essere un luogo di preghiere ma anche un spazio di conoscenza.<br>Si pu\u00f2 quindi attraversare lo Spazio San Sebastiano non soltanto per prendere l\u2019ascensore (<em>dallo \u201cSpazio\u201d si pu\u00f2 accedere alla chiesa grazie a un ascensore situato al suo interno<\/em>, ndr) ma allo stesso tempo si pu\u00f2 farlo attraversando, per esempio, una galleria d\u2019arte.<br>Da questa intuizione nasce appunto Spazio San Sebastiano. E se potrebbe essere naturale immaginare che lo \u201cSpazio\u201d e Mediblei sia due entit\u00e0 diverse, negli anni ci siamo accorti che invece c\u2019\u00e8 una grande fusione tra loro due. Nei fatti, Spazio San Sebastiano \u00e8 Mediblei. E viceversa. Perch\u00e9 questo spazio promuove il territorio ma promuove soprattutto noi che ci stiamo dentro.\u00a0<br>Come ti dicevo prima, ci siamo accorti che posti come questo possono trasformare sentimenti di rivalsa in qualcosa di positivo. Quindi, il fatto che chiunque entri qui dentro si riconosca, nel bene o nel male, in questo progetto e dice \u201cok, io sono a casa, non mi sento giudicato, posso esprimermi come voglio\u201d e che questo lo faccia sia da residente o da viaggiatore, secondo me \u00e8 il modo in cui Spazio San Sebastiano promuove il territorio ibleo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sara, siete quindi riusciti a raggiungere gli obiettivi che vi eravate dati?<\/strong><br>No, Abbiamo raggiunto uno degli obiettivi di Mediblei, ma col tempo ne vorremmo centrare altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa manca?<\/strong><br>Sicuramente la replicabilit\u00e0 del progetto. A Palazzolo c\u2019\u00e8 Spazio San Sebastiano, ma perch\u00e9 non immaginare che luoghi come questo possano esistere anche in altri posti, che possano parlare lo stesso linguaggio? Ci piacerebbe diffondere quello che noi abbiamo imparato in questi anni. Vorremmo cercare, attraverso un processo di germinazione, di portare fuori tante buone pratiche che possono essere utili anche ad altri territori. \u00c8 poco modesta come risposta? Ma noi puntiamo a cose grandiose, senn\u00f2 mica saremo qua&#8230; (<em>ride<\/em>, ndr).\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete presente il bar di Nati stanchi dove Picone e Ficarra andavano a chiacchierare con gli amici? Ecco, quel locale, che si trova a Palazzolo Acreide, in piazza del Popolo, accanto alla chiesa di San Sebastiano, da qualche anno \u00e8 diventata, nei fatti, la sede della cooperativa \u201cMediblei\u201d che, lo leggiamo dal loro sito, \u201cnon si occupa soltanto di visite guidate e di tour nella pi\u00f9 classica delle accezioni: ci piace narrare paesaggi e luoghi in modo non convenzionale, amiamo coinvolgere i pi\u00f9 piccoli e abbiamo una sede pronta ad accogliere lavoratori in smart working e nomadi digitali da tutto il mondo\u201d. 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