{"id":1252,"date":"2025-05-14T00:01:00","date_gmt":"2025-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1252"},"modified":"2025-05-15T12:39:37","modified_gmt":"2025-05-15T10:39:37","slug":"stephen-tobriner-racconta-noto-la-citta-rinata-due-volte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/stephen-tobriner-racconta-noto-la-citta-rinata-due-volte\/","title":{"rendered":"Stephen Tobriner racconta Noto, la citt\u00e0 rinata due volte"},"content":{"rendered":"\n<p>Professore emerito di Storia dell\u2019Architettura presso la prestigiosa Berkeley University of California, <strong>Stephen Tobriner<\/strong> \u00e8 uno dei massimi esperti mondiali di architettura e urbanistica in aree sismiche. Nella sua lunga ed intensa esperienza di ricerca si \u00e8 occupato di studiare gli effetti dei terremoti sui centri abitati e la storia delle diverse strategie usate dagli uomini per ricostruire e proteggersi da disastri futuri. Grazie anche alle sue straordinarie doti umane ha lavorato in team sparsi in ogni parte del mondo, offrendo con semplicit\u00e0 le sue conoscenze ed il suo originale metodo di ricerca. Proprio in una di queste squadre ho avuto la fortuna e l\u2019onore di conoscerlo nel 1998, durante il progetto di ricostruzione della cattedrale di Noto. Neolaureata, fui incaricata dell\u2019indagine archivistica propedeutica e Stephen ci seguiva da lontano (allora solo per email). Ogni tanto ci raggiungeva a Noto, dove la nostra sala riunioni era il caff\u00e8 Sicilia, tra un cannolo e una granita, ed in cui oggi ci incontriamo di nuovo. Sebbene il nostro periodo di lavoro insieme sia stato relativamente breve, si \u00e8 creato un bellissimo rapporto e lui non dimentica mai di avvisare la mascotte del gruppo (ero la pi\u00f9 giovane ed inesperiente) quando ritorna a Noto, a cui, come vedremo, \u00e8 particolarmente legato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando \u00e8 nato il tuo amore per la Sicilia?<\/strong><br>Nel 1964, come studente presso l&#8217;Universit\u00e0 di Stanford in California, partecipai ad un campus organizzato dalla stessa universit\u00e0 a Firenze. Io ero gi\u00e0 interessato all\u2019architettura barocca ed il professore Lorenzo Gori-Montanelli, che ci guidava, mi consigli\u00f2 di visitare il Sud Italia e la Sicilia. In inverno, inseguendo il caldo e trovando invece pioggia, vento e freddo, insieme ad un amico, Jon Reider, visitai prima la Grecia e poi la Sicilia. Nonostante le molteplici disavventure, le difficolt\u00e0 e i malanni del mio compagno di viaggio, capii che quest&#8217;isola aspra, ma anche dolce, arretrata pur essendo ricca di storia ed umanit\u00e0, meritava un altro viaggio che avrei compiuto per\u00f2 in solitaria.<br>Tornato negli Stati Uniti, sono stato ammesso a studi post-laurea per un dottorato in storia dell\u2019arte presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard.&nbsp; L\u00ec ho studiato con il brillante professore George Kubler (in visita dall\u2019Universit\u00e0 di Yale) che era un esperto di architettura precolombiana e coloniale spagnola. Sotto la sua supervisione ho studiato prima architettura e poi antropologia della civilt\u00e0 mesoamericana.&nbsp;<br>Fu il professor James Ackerman, uno dei massimi esperti di Michelangelo, a sciogliere i miei dubbi, indirizzandomi verso la Sicilia, ma senza nascondermi le possibili difficolt\u00e0. N\u00e9 lui n\u00e9 alcun altro importante storico dell\u2019architettura, a parte Anthony Blunt, avevano mai visitato la Sicilia.&nbsp;&nbsp;<br>Inoltre l\u2019interesse per il meridione d\u2019Italia ed i suoi molteplici problemi \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 che mi ha lasciato mia madre, che ha studiato economia ed ha scritto una tesi di master sulla cassa del Mezzogiorno. Non solo avrei studiato un territorio praticamente vergine e quindi promettente ed originale dal punto di vista scientifico, ma avrei provato anche a dare il mio contributo per migliorare la vita dei suoi abitanti. Mi colpiva molto anche l\u2019esperienza di Danilo Dolci, che dagli studi di architettura era transitato ad una proposta di innovazione sociale radicale ed al tempo stesso non violenta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nel 1967, con una piccola borsa di studio, tanto spirito di adattamento, ed un pizzico di incoscienza, affrontai il mio tour della Sicilia\u2026in autostop! Era l\u2019unico mezzo che mi permetteva di raggiungere anche i centri pi\u00f9 piccoli e sperduti. Potrei scrivere un libro su questa esperienza! Indimenticabile fu quando, per diversi giorni, mi unii ad una banda musicale in giro per le feste patronali, e spesso le famiglie del posto mi invitavano a mangiare e dormire a casa loro. Ho un bellissimo ricordo del calore e dell\u2019accoglienza dei siciliani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E alla fine hai scelto Noto, come mai?&nbsp;<\/strong><br>Sono rimasto colpito dalla bellezza sia di Noto che di Ragusa, ma ho visto Noto come straordinaria per il disegno della sua pianta urbana e per i suoi numerosi e raffinati edifici barocchi. Tra le citt\u00e0 ricostruite dopo il terremoto del 1693, argomento che avevo deciso di studiare, mi sembrava molto interessante, ma soprattutto nel panorama desolante delle istituzioni culturali del territorio sembrava offrire qualche appiglio da cui cominciare. C\u2019era una biblioteca, un vivace gruppo di studiosi locali, e non troppo lontano, l\u2019archivio di Siracusa.&nbsp; Pertanto nel 1969 ho deciso di vivere a Noto e studiare la citt\u00e0 per un anno.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"661\" height=\"510\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1253\" style=\"width:661px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image.png 661w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-300x231.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-425x328.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 661px) 100vw, 661px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">1969, Stephen Tobriner e Corrado Noto al Pianazzo, Noto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>Abituato alla vivace atmosfera dei prestigiosi campus che hai frequentato, come hai vissuto&nbsp; in un posto dove non c\u2019erano altri studiosi americani?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Viaggiare in un luogo e lavorarci sono due esperienze molto diverse. A quei tempi a Noto c\u2019erano solo due pensioni (due stelle sotto zero), due trattorie, un tavola calda e qualche osteria. Ero uno straniero e, prima di studiare la citt\u00e0,&nbsp; dovevo capire come viverci. Questa era di per s\u00e9 una sfida. Ho cos\u00ec tante storie da raccontare! \u00c8 difficile catturare l&#8217;atmosfera di Noto alla fine degli anni &#8217;60. Non solo tanti edifici erano chiusi, abbandonati e degradati, ma anche la societ\u00e0 era molto diversa. Una cosa che \u00e8 cambiata completamente \u00e8 lo sguardo silenzioso con cui a volte venivano accolti gli stranieri. Antonioni, nel suo film <em>L&#8217;Avventura<\/em>, sottolinea \u201clo sguardo silenzioso\u201d, ma era una cosa che esisteva veramente! Fui accompagnato in Sicilia dalla mia prima moglie, una bellissima donna. Quando entravamo in un caff\u00e8, nella sala calava il silenzio e gli uomini la fissavano. Alla fine, dopo che questo trattamento fu ripetuto pi\u00f9 volte, dissi in italiano: &#8220;Che succede, non avete mai visto una donna prima?&#8221; Tutti risero e l&#8217;incantesimo si ruppe.&nbsp;<br>Un\u2019altra volta stavo osservando gli edifici lungo una strada di Noto bassa, quando dei bambini mi urlarono oscenit\u00e0 mentre gli uomini guardavano con aria seria. Dopo aver rotto il ghiaccio salutando tutti con un &#8220;buongiorno&#8221;, ho annunciato in italiano: &#8220;Il mio accento \u00e8 un po&#8217; strano perch\u00e9 sono un ingegnere di Torino, mandato qui per un sopralluogo per un aeroporto. Ci sar\u00e0 una pista da costruire su questa strada. Vi mandiamo tutti a Pachino!&#8221; Ci siamo fatti una bella risata e siamo diventati amici.<br>Certo, le differenze culturali erano evidenti, ed erano accentuate dalla mia giovane et\u00e0, dalla mia alta statura, dai jeans, dai capelli lunghi e dalla mia ingenuit\u00e0. Ma a loro merito, molti abitanti di Noto hanno stretto amicizia sia con me che con mia moglie, e alcuni sono diventati amici per la vita.<br>A parte gli episodi divertenti, il mio lavoro era scandito da una routine molto serrata. Archivi e biblioteche al mattino, studio e misurazione degli edifici nel pomeriggio. C&#8217;\u00e8 stata una pausa solo quando ho scoperto che il professore Paul Hofer, dell&#8217;Universit\u00e0 E.T.H. di Zurigo, aveva scelto di studiare Noto. Avevo sentito parlare del suo lavoro sulle citt\u00e0 siciliane, ma sono rimasto sorpreso nello scoprire che si stava concentrando sulla mia stessa citt\u00e0, temendo che le nostre ricerche fossero in concorrenza. Ma poi lui mi ha mostrato generosamente una magnifica mappa e gli splendidi prospetti stradali che lui e i suoi studenti stavano realizzando. Ho capito che il mio lavoro su Noto sarebbe stato diverso: volevo sapere chi fossero i singoli committenti, gli ingegneri e gli architetti che avevano plasmato l&#8217;architettura e la citt\u00e0. Avevo bisogno non solo di un attento esame visivo dell&#8217;ambiente fisico, ma anche di documenti a supporto e della ricostruzione del contesto culturale e sociale. Ogni giorno guidavo la mia Fiat 124 fino a Siracusa, e l\u00ec mi immergevo nei registri dei notai antichi per analizzare ogni tipo di transazione, sperando di trovare documenti relativi agli edifici di Noto.<br>Ho imparato moltissimo in quel periodo: il disegno ed il rilievo (che non facevano parte degli insegnamenti previsti nel mio corso di studio) e la lettura dei documenti d\u2019archivio.&nbsp;<br>Sono cos\u00ec tante le avventure di quel periodo: ricordo che mi sarebbero state molto utili delle foto aeree, cos\u00ec mi recai a Sigonella e mi rivolsi ai militari americani di stanza l\u00ec. Ero pronto ad un rifiuto, ma l\u2019ufficiale addetto mi disse che erano annoiati di perlustrare il mare alla ricerca di sottomarini sovietici, e qualche foto di citt\u00e0 sarebbe stata divertente. Cos\u00ec, quando qualche giorno dopo vidi un elicottero volare sui tetti di Noto, capii che avrei avuto le mie foto. A patto che non parlassi mai a nessuno di questo episodio, ma sono passati cos\u00ec tanti anni ed ora tutti possono accedere a google earth!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo libro\u00a0 <em>The genesis of Noto<\/em>, che \u00e8 un testo fondamentale per la storia dell\u2019urbanistica e dell&#8217;architettura barocca, usc\u00ec nel 1982. Come mai tutto questo tempo dai primi studi alla sua pubblicazione?\u00a0<\/strong><br>Ho completato la mia tesi di dottorato presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard nell&#8217;autunno del 1971, e mi sono laureato nel 1972.\u00a0 Nel frattempo, sono stato assunto come professore assistente dall&#8217;Universit\u00e0 della California, a Berkeley. Iniziava cos\u00ec la mia carriera di insegnante, e dovevo trovare il tempo per completare bene il mio lavoro. Un libro non \u00e8 una tesi e c\u2019era ancora molto da fare prima di pubblicare. Avevo bisogno di controllare tanti dettagli, e cos\u00ec, grazie ad una borsa di studio, sono tornato a Noto nell\u2019 estate del 1972 e per alcuni mesi del 1973.\u00a0 Negli anni seguenti uscirono molti nuovi libri e vennero alla luce altri documenti, che mi diedero ulteriori spunti. Cos\u00ec la redazione definitiva fu completata solo nel 1979.\u00a0 La pubblicazione era affidata ad una prestigiosa casa editrice britannica, Zwemmer publications, ed il mio referente era sir Anthony Blunt. Peccato che proprio in quegli anni si scopr\u00ec che Blunt, oltre ad essere storico dell\u2019arte, editore e conservatore delle opere d\u2019arte della Corona, fosse anche una spia al soldo dei sovietici! Quindi le vicende della guerra fredda rallentarono il completamento dell\u2019opera, che fu pubblicata in inglese ed ebbe un\u2019ottima accoglienza nelle librerie e presso il mondo accademico. Qualche anno dopo Corrado Latina, un architetto di Noto e professore all\u2019Universit\u00e0 di Firenze, vide il volume in una vetrina di Oxford e decise che avrebbe fatto di tutto per vederne una versione in italiano. Il sindaco dell\u2019epoca, Corrado Passarello, fu entusiasta dell\u2019idea ed appoggi\u00f2 finanziariamente l\u2019impresa, mentre Latina si occup\u00f2 della traduzione. La versione italiana e\u2019 stata pubblicata nel 1988. Venti anni dopo (2008) la giunta del sindaco Corrado Calvo mi confer\u00ec la cittadinanza onoraria di Noto<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi Noto \u00e8 completamente cambiata, piena di turismo ed offerta culturale. Come ti spieghi la sua trasformazione?<\/strong><br>Il punto di svolta \u00e8 avvenuto negli anni \u201890, quando si verificarono due eventi decisivi, anche se molto diversi tra loro.<br>Le celebrazioni per i 300 anni dal terremoto del 1693 portarono molti studiosi in Sicilia, molti libri e studi furono pubblicati. La prof. Lucia Trigilia organizz\u00f2 per anni un convegno di studi internazionali sul barocco in Sicilia e questo permise il contatto tra gli storici e la crescita di giovani leve di studiosi.<br>Nel 1996 invece il crollo della cattedrale di Noto accese i riflettori sul degrado della citt\u00e0 e sulla necessit\u00e0 di interventi. La risposta pubblica fu importante, fu in quell\u2019occasione che ci incontrammo, e da quel momento gli interventi di consolidamento e restauro si moltiplicarono. L\u2019iscrizione di Noto e delle altre citt\u00e0 del suo Valle nella lista UNESCO dei siti patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, avvenuta nel 2002, non \u00e8 stata altro che la consacrazione di un percorso molto pi\u00f9 lungo.<br>Sono molto contento quando osservo questi cambiamenti: vedo realizzati i miei obiettivi, ovvero quello di studiare un luogo, non solo perch\u00e9 \u00e8 interessante dal punto di vista urbanistico e architettonico, ma anche perch\u00e9 si pu\u00f2 contribuire al miglioramento della vita dei suoi abitanti.&nbsp;<br>La ricerca, lo studio, l\u2019interesse ed il punto di vista di studiosi internazionali e locali svegliano la coscienza e la consapevolezza degli abitanti, che comprendono il valore dell\u2019eredit\u00e0 che hanno ricevuto dai propri antenati. Ugualmente richiamano l\u2019attenzione dei flussi turistici nazionali ed internazionali, propongono questi luoghi nell\u2019immaginario collettivo, tanto da farli diventare location di eventi e di produzioni cinematografiche.<br>Noto \u00e8 rinata due volte, la prima volta quando i suoi abitanti l\u2019hanno ricostruita in un luogo lontano dalla sua sede originaria e la seconda volta anche grazie a chi l\u2019ha studiata! Da parte mia, visitando Noto per tanti anni, sia nei momenti belli che in quelli brutti, ho imparato ad amare la citt\u00e0 e i suoi abitanti ed \u00e8 un grande onore per me essere considerato un Netino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-1024x771.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1254\" style=\"width:778px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-1024x771.png 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-300x226.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-768x578.png 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-1536x1156.png 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1-425x320.png 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-1.png 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aprile 2025, Stephen Tobriner e Gaudenzia Flaccavento, a Noto in occasione dell&#8217;intervista,<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Professore emerito di Storia dell\u2019Architettura presso la prestigiosa Berkeley University of California, Stephen Tobriner \u00e8 uno dei massimi esperti mondiali di architettura e urbanistica in aree sismiche. Nella sua lunga ed intensa esperienza di ricerca si \u00e8 occupato di studiare gli effetti dei terremoti sui centri abitati e la storia delle diverse strategie usate dagli uomini per ricostruire e proteggersi da disastri futuri. Grazie anche alle sue straordinarie doti umane ha lavorato in team sparsi in ogni parte del mondo, offrendo con semplicit\u00e0 le sue conoscenze ed il suo originale metodo di ricerca. Proprio in una di queste squadre ho avuto la fortuna e l\u2019onore<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/stephen-tobriner-racconta-noto-la-citta-rinata-due-volte\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":1255,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"ppma_author":[15],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-gaudenzia","4":"post-1252","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-193-maggio-2025"},"authors":[{"term_id":15,"user_id":12,"is_guest":0,"slug":"gaudenzia","display_name":"Gaudenzia Flaccavento","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/flaccavento.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/flaccavento.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1252"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1252\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1319,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1252\/revisions\/1319"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1252"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}