{"id":1232,"date":"2025-05-14T00:01:00","date_gmt":"2025-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1232"},"modified":"2025-05-14T08:42:36","modified_gmt":"2025-05-14T06:42:36","slug":"le-citta-non-sono-il-luogo-dellabitare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/le-citta-non-sono-il-luogo-dellabitare\/","title":{"rendered":"Le citt\u00e0 non sono il luogo dell&#8217;abitare"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p>Non c\u2019\u00e8 da stare a pensarci troppo: le citt\u00e0 sono diventate invivibili. \u00c8 un fatto evidentissimo.<br>Inseguendo un\u2019idea di sviluppo illimitato, i nuovi mostri urbani si sono infatti progressivamente trasformati in veri e propri distributori di disservizi. Basti pensare alle problematiche relative alla mobilit\u00e0, come traffico, parcheggi, inquinamento acustico e atmosferico. Non dimentichiamoci poi dell\u2019altissimo costo della vita, che significa anche povert\u00e0 e criminalit\u00e0 diffuse; del sovraffollamento, ma allo stesso tempo \u2013 paradosso \u2013 delle difficolt\u00e0 nello stabilire relazioni significative; della scarsit\u00e0 di spazi verdi, e si potrebbe andare avanti. La lista \u00e8 virtualmente infinita.<br>Si tratta di fattori concreti, molti dei quali legati fra loro da rapporti di causalit\u00e0 diretta, che troppo facilmente si traducono in un peggioramento delle condizioni fisiche, e pi\u00f9 spesso psicologiche, degli abitanti. Sono in moltissimi, ormai, a lamentare una sensazione di precariet\u00e0, perenne insicurezza, solitudine\u2026 di alienazione, in ultima istanza.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi, che cosa ci resta da fare? A mio avviso, la soluzione, per quanto alessandrina, \u00e8 una soltanto: ricominciare dalle campagne. O meglio, da tutte quelle zone, soprattutto interne e rurali, ma anche costiere, a densit\u00e0 molto bassa o pressoch\u00e9 nulla.<br>Pensate la bellezza di sottrarsi finalmente alla frenesia delle citt\u00e0 e tornare a ritmi pi\u00f9 naturali! Svegliarsi al canto del gallo, degli uccellini\u2026 o col latrato distante di un cane, piuttosto che con lo scoppiettare di un motorino o con lo sbuffare di mezzi pubblici gi\u00e0 gremiti.<br>Ora: mi rendo conto che questa tematica, sviluppata attraverso questo tipo di retorica, si presti volentieri a banalizzazioni e ricostruzioni ingenuamente pittoresche, fino ad arrivare a veri e propri <em>revival<\/em> da figli dei fiori. Eppure, \u00e8 innegabile che un ritorno alla campagna incoraggerebbe abitudini pi\u00f9 sane, assieme a pratiche virtuose come il chilometro zero e, in generale, un consumo pi\u00f9 consapevole. Inoltre, agli effetti positivi sull\u2019individuo vanno aggiunti quelli sul territorio: contrasto allo spopolamento e alla desertificazione; riqualificazione dei luoghi abbandonati; capillarizzazione delle reti sociali, politiche, economiche, e cos\u00ec via.<br>Per di pi\u00f9, nemmeno rimanere esclusi dal progresso, poich\u00e9 si \u00e8 scelta una vita in campagna, pu\u00f2 ormai genuinamente costituire una preoccupazione. E questo soprattutto grazie ai non-pi\u00f9-recentissimi mezzi di comunicazione di massa, e in particolar modo a Internet, che consentono di rimanere aggiornati sulle nuove frontiere, scoperte, tendenze, e sulla situazione geopolitica.<br>Parlando invece di tecnologie pi\u00f9 concrete, non possiamo certo sorvolare sulle entusiasmanti possibilit\u00e0 offerte dall\u2019applicazione delle rinnovabili (come i pannelli fotovoltaici) ai contesti rurali. Queste ultime, infatti, si sono gi\u00e0 rivelate un efficace strumento di resilienza energetica e hanno incoraggiato la nascita e la proliferazione, in tutta Europa e nel mondo, di famiglie e comunit\u00e0 che tendono a ritagliarsi un\u2019indipendenza maggiore rispetto a sistemi tradizionali ben consolidati, e non soltanto dal punto di vista energetico. Mi riferisco a eco-villaggi, progetti di cohousing, fattorie, e tutte quelle realt\u00e0 che, con ammirazione, definirei \u201claboratoriali\u201d e che sfidano coraggiosamente l\u2019attuale paradigma dell\u2019abitare, proponendo soluzioni innovative per quanto riguarda il rapporto dell\u2019uomo con la natura, lo stare insieme, il darsi regole, il consumare e molti altri aspetti.<br>Insomma, le campagne non sono affatto escluse dal progresso, al contrario: grazie anche a progetti audaci come quelli sopracitati, hanno tutto il potenziale per diventare le fucine del domani.<\/p>\n\n\n\n<p>E le citt\u00e0? \u00c8 davvero il caso di liquidarle cos\u00ec?<br>In effetti, sarebbe una follia concludere questo articolo senza aver speso una singola parola in favore di luoghi che, dopotutto, hanno veramente costituito il cuore dell\u2019immaginario collettivo dell\u2019ultimo secolo, e non solo. Esiste un certo fascino legato alle citt\u00e0 ch\u2019\u00e8 semplicemente ineludibile e che ha a che fare col fermento, la capacit\u00e0 di aggregarsi, l\u2019incubazione e, perch\u00e9 no, anche con la perdizione. C\u2019\u00e8 senz\u2019altro bisogno di luoghi che non dormono mai, capaci di travolgerci e sconvolgerci, di stimolarci e perfino di turbarci con la loro complessit\u00e0. Nelle citt\u00e0, peraltro, lo spazio e il tempo tendono a collassare e le \u201ceterotropie\u201d a moltiplicarsi: si tratta di luoghi in cui la regolare prassi semplicemente viene meno, sostituita da rituali e schemi comportamentali completamente diversi. Pensiamo ai cinema, ai musei, alle ville cittadine, ma anche a luoghi sospesi come le stazioni, o, ancora, a veri e propri non-luoghi, come aeroporti e metropolitane.<br>La sfida consiste, a mio modo di vedere, nel saper infondere un maggiore impulso normativo, di contenimento e direzione, a quella che potremmo definire <em>la giungla urbana<\/em>, tentando di armonizzare le numerose anime che la percorrono (spesso contrastanti) senza rischiare di sopprimerle. Si dovrebbe contestualmente, e per cominciare, cercare di limitare il traffico e le altre fonti di inquinamento, ampliare le aree verdi, estendere le zone pedonali e le piste ciclabili, mettere in atto strategie di accessibilit\u00e0 inclusiva.<br>Per realizzare tutto questo, per\u00f2, \u00e8 necessario che, a monte, le citt\u00e0 guariscano dalla malattia della \u201cbrandizzazione\u201d e della competizione, che le spinge a dedicarsi prevalentemente a progetti di facciata e a perdere il focus sull\u2019individuo; mentre gli abitanti, dal canto loro, dovrebbero sforzarsi di vivere la citt\u00e0 con maggiore consapevolezza, senso critico e del decoro, emancipandosi da una certa passivit\u00e0 che li rende, per grossa parte, dei meri consumatori di prodotti ed esperienze vacui e insignificanti, oltre che, come suggerivamo all\u2019inizio, povere vittime dei numerosi e intollerabili disservizi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>In conclusione, credo che nei prossimi decenni vedremo sempre di pi\u00f9 un ritorno alle campagne e un maggiore protagonismo di queste ultime, che considero molto positivamente. Ciononostante, la partita per le citt\u00e0 rimane apertissima; devono solo abbandonare un modello che ha gi\u00e0 ampiamente mostrato tutte le sue criticit\u00e0 e decidere cosa diventare da grandi. D\u2019altronde, non mancano esempi positivi a cui ispirarsi: Copenaghen, Sydney, G\u00f6teborg\u2026 per citarne solo alcuni.<br>Nel frattempo, si potrebbe pensare di invertire il paradigma: vivere in campagna per una salubrit\u00e0 quotidiana, e andare a \u201cvilleggiare\u201d in citt\u00e0, alla ricerca di esperienze straordinarie o anche solo per togliersi, ogni tanto, qualche sfizietto.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 da stare a pensarci troppo: le citt\u00e0 sono diventate invivibili. \u00c8 un fatto evidentissimo.Inseguendo un\u2019idea di sviluppo illimitato, i nuovi mostri urbani si sono infatti progressivamente trasformati in veri e propri distributori di disservizi. Basti pensare alle problematiche relative alla mobilit\u00e0, come traffico, parcheggi, inquinamento acustico e atmosferico. Non dimentichiamoci poi dell\u2019altissimo costo della vita, che significa anche povert\u00e0 e criminalit\u00e0 diffuse; del sovraffollamento, ma allo stesso tempo \u2013 paradosso \u2013 delle difficolt\u00e0 nello stabilire relazioni significative; della scarsit\u00e0 di spazi verdi, e si potrebbe andare avanti. La lista \u00e8 virtualmente infinita.Si tratta di fattori concreti, molti dei quali legati fra loro da<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/le-citta-non-sono-il-luogo-dellabitare\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":1316,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[72,60,73],"ppma_author":[51],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-francesco","4":"post-1232","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-193-maggio-2025","9":"post_tag-campagna","10":"post_tag-citta","11":"post_tag-progresso"},"authors":[{"term_id":51,"user_id":38,"is_guest":0,"slug":"francesco","display_name":"Francesco Rossitto","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/99fb6073cc229fdcdb491ea16b32c8edabc294c3dc9fc6de5ec55bf81d724ba5?s=96&d=mm&r=g","0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1232"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1274,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1232\/revisions\/1274"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1232"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}