{"id":1193,"date":"2025-05-14T00:01:00","date_gmt":"2025-05-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1193"},"modified":"2025-05-12T09:54:57","modified_gmt":"2025-05-12T07:54:57","slug":"gatti-che-applaudono-che-altri-disincanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/05\/14\/gatti-che-applaudono-che-altri-disincanti\/","title":{"rendered":"Gatti che applaudono e altri (dis)incanti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Un gatto regal\u00f2 un applauso<\/em> \u00e8 un libro di poesie. O almeno cos\u00ec scrive il sito di <a href=\"https:\/\/www.ereticaedizioni.it\/prodotto\/giovanni-marchioni-un-gatto-regalo-un-applauso\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.ereticaedizioni.it\/prodotto\/giovanni-marchioni-un-gatto-regalo-un-applauso\/\">Eretica Editrice<\/a>. Anzi, \u201c\u00e8 una carovana di testi, figlia del disincanto\u201d per definizione del suo stesso autore Giovanni Marchioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma voi non credete n\u00e9 all\u2019uno, n\u00e9 all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se \u00e8 vero che questi versi non sono scritti per obbedire a un credo, a una politica o a un impegno civile (ma, poi, quale?). Anche se \u00e8 vero che Marchioni scrive poesia per chi ha voglia di guardare la realt\u00e0 per ci\u00f2 che \u00e8 e non per come la vorremmo. <br>Non credetegli perch\u00e9 \u00e8 ancora pi\u00f9 vero che a leggere queste poesie incontreremo un uomo impegnato s\u00ec a \u201cdecorare una duna di sabbia\u201d (ancora parole dell&#8217;autore), ma ancora di pi\u00f9 a salire sull&#8217;albero pi\u00f9 alto, raccogliere i sassi per strada, bagnarsi al mare, contare le calze spaiate, osservare una piuma che cade, sognare, dimenticare le chiavi e riuscire comunque a ritornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>E se <em>Incontrare<\/em> la poesia che apre la raccolta non \u00e8 amichevole (<em>Ma noi guardiamo altrove\/dove la puzza di angoscia non pu\u00f2 arrivare\/ e il marmo dei vostri ricordi\/ si disintegra al solo pensiero\/&nbsp; di doverci incontrare<\/em>) non fatevi intimidire. La scimitarra sguainata serve solo a stabilire la posta in gioco e la posizione del poeta, che \u00e8 di contrapposizione e di orgogliosa alterit\u00e0 <em>(Se poi non credi se non tocchi\/ma invidi coloro che non toccando\/credono, allora sei di un&#8217;altra categoria.) <\/em>E una volta che i patti sono chiari si pu\u00f2 passare alle amicizie lunghe con ciascuna delle poesie contenute nella raccolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Impareremo ad abbandonare il languore sentimentale, il vecchio espediente del ricordo, il rovello sul tempo. Con il poeta, grazie al poeta, lasceremo andare ci\u00f2 che non siamo pi\u00f9. Rifiuteremo la nostalgia e il dio della frenesia (<em>Ma per nulla&nbsp; al mondo\/dovrai marciare, guarda\/camminando piano<\/em>). Al nostro sguardo adesso riposato apparir\u00e0 che ogni cosa \u00e8 sfiorata dall&#8217;occhio del poeta anche a costo di mandare al diavolo le metafore perch\u00e9 <em>Una pianura \u00e8 una pianura\/una lavagna \u00e8 una lavagna\/un semaforo \u00e8 un semaforo<\/em>. E come per la rosa che \u00e8 una rosa \u00e8 una rosa, il senso siamo liberi di trovarlo da noi, secondo i nostri desideri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nucleo della raccolta pulsa quindi nel rifiuto e non nella proposta, nell&#8217;allontanamento e non nella strizzatina d&#8217;occhio. \u00c8 a questo prezzo che il lettore ha accesso al varco che, come in Montale, si apre nelle occasioni del quotidiano. E a proposito del premio Nobel che con il nostro autore condivide pi\u00f9 di qualche geografia, anche in Marchioni si nota l\u2019uso di un tu poetico che sembra a volte un sostegno e altre un avversario, ma che si sospetta possa rappresentare i tanti possibili Io del poeta. Io evitati, uccisi, rinnegati, dissossati, trasformati. Sbirciamo un tu preso da una poesia che parla di citt\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non sopporti le citt\u00e0 ventose\/perch\u00e9 non riesci ad alzare la testa\/e guardare quello che c\u2019\u00e8 da vedere.\/ E sei con me che vengo da una citt\u00e0\/che sta davanti al mare dalla nascita\/e non si sposta mai, nemmeno\/ quando la tramontana non conosce piet\u00e0.\/ Non ti piacciono le spiagge con i ciottoli\/che ti fanno male a camminarci sopra\/e barcolli maledicendo il giorno in cui.\/E sei con me che vengo da una riviera\/che di sabbia ne vede poca e i castelli\/non li ha mai fatti, nemmeno in aria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma i versi di Giovanni Marchioni procedono anche per scarti semantici, per parole abusate che l\u2019ironia rinnova, &nbsp;per suoni che collidono, per immagini suscitate per simpatia <em>Se incontri un banco di nebbia\/oppure un branco di iene\/abbarbicate alla loro cattedra\/che sputano lebbra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si diverte il poeta a sparigliare le carte del senso: <em>Non pi\u00f9 acuto il sesto arco\/il baricentro sgomenta\/muta il peso e la figura\/trasfigura dal fondo l\u2019alzo<\/em>, ma nel movimento del funambolo tende una corda sull&#8217;abisso della disperazione di un mondo dove <em>Dio si era sparato\/perch\u00e9 non poteva morire\/e aveva annegato la tartaruga\/ in un laghetto del Colorado [\u2026]\/ Un angelo rotolato sull\u2019asfalto\/cantava una canzone\/che non si capiva\/Un gatto regal\u00f2 un applauso.<\/em> E anche il lettore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gatto regal\u00f2 un applauso \u00e8 un libro di poesie. O almeno cos\u00ec scrive il sito di Eretica Editrice. Anzi, \u201c\u00e8 una carovana di testi, figlia del disincanto\u201d per definizione del suo stesso autore Giovanni Marchioni. Ma voi non credete n\u00e9 all\u2019uno, n\u00e9 all\u2019altro. Anche se \u00e8 vero che questi versi non sono scritti per obbedire a un credo, a una politica o a un impegno civile (ma, poi, quale?). Anche se \u00e8 vero che Marchioni scrive poesia per chi ha voglia di guardare la realt\u00e0 per ci\u00f2 che \u00e8 e non per come la vorremmo. 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