{"id":1021,"date":"2025-04-14T00:01:00","date_gmt":"2025-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1021"},"modified":"2025-04-13T22:28:31","modified_gmt":"2025-04-13T20:28:31","slug":"simenon-americano-la-mano-1968-e-la-vertigine-dellabisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/simenon-americano-la-mano-1968-e-la-vertigine-dellabisso\/","title":{"rendered":"Simenon &#8216;americano&#8217;\u00a0: \u00abLa mano\u00bb\u00a0(1968) e la vertigine dell&#8217;abisso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando lo sguardo di Donald Dodd cade per la prima volta sulla mano di Mona Sanders &#8211;<em>\u00abun animaletto esotico\u00bb<\/em>, una donna&nbsp;<em>\u00abche fa pensare a un letto\u00bb,&nbsp;<\/em>come le giovani parigine di Maupassant, che mostrano la pelle,&nbsp;tentatrici in abiti chiari&nbsp;&#8211; il maltempo ha interrotto i collegamenti e i servizi, le camere al piano superiore non sono pi\u00f9 riscaldate, e lei \u00e8 adagiata al suo fianco su uno dei tre materassi sul parquet, come la moglie Isabel,&nbsp;davanti al camino. Fuori dalla villa dei Dodd a Brentwood, nel Connecticut, imperversa una bufera di neve e Ray ha fatto perdere le proprie tracce, mentre le due coppie camminavano verso casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basterebbe avere mentito a precipitare Donald nel rimorso, dopo avere raccontato alle due donne di averlo cercato, mentre al contrario \u00e8 rimasto a fumare nel fienile. E invece le sole colpe che sentir\u00e0 su di s\u00e9, anche quando Ray sar\u00e0 ritrovato cadavere in fondo alla scarpata, saranno l&#8217;invidia per l&#8217;infedelt\u00e0 coniugale dell&#8217;amico e la propria debolezza per avere scelto una vita al di sotto delle aspettative, cercando la pace senza trovarla.&nbsp;<em>\u00abAvevo fatto finta. Avevo passato diciassette anni della mia vita a far finta\u00bb&nbsp;<\/em>&#8211; confesser\u00e0 a s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;<\/strong>\u00c8 il&nbsp;secondo capitolo di&nbsp;<em>\u00abLa mano\u00bb&nbsp;<\/em>(1968) di&nbsp;Georges Simenon&nbsp;(1903 &#8211; 1989) e il dramma sembrerebbe gi\u00e0 essersi consumato, ma il&nbsp;<em>noir<\/em>&nbsp;\u00e8 solo all&#8217;inizio. L&#8217;opera si colloca tra i&nbsp;<em>romans durs<\/em>, che&nbsp;il padre del commissario Maigret &#8211;&nbsp;una straordinaria macchina da scrivere con fattezze umane,&nbsp;capace di completare in undici giorni un libro, tanto da firmarne tra 450 e 460 in tutta la sua vita &#8211; chiamava anche&nbsp;\u00abromanzi romanzi\u00bb,&nbsp;per distinguerli dai polizieschi e ricondurli al canone di genere; e appartiene al ciclo &#8216;americano&#8217;, insieme a&nbsp;<em>Luci della notte, Tre camere a Manhattan, Delitto impunito, I misteri del Grand-Saint-Georges, I fratelli Rico, La morte di Belle, Il ranch della giumenta perduta, L&#8217;orologiaio di Everton, Il fondo della bottiglia,&nbsp;<\/em>tra gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A presiedere all&#8217;ambientazione, infatti, \u00e8 l&#8217;esperienza del decennio trascorso negli Stati Uniti (1945-1955), quando lo scrittore belga \u00e8 costretto a lasciare Parigi, per il clima politico del dopoguerra e le accuse di collaborazionismo. Non solo durante l&#8217;occupazione tedesca era stato incaricato dal governo di Vichy di occuparsi dei connazionali profughi in Francia, ma il fratello Christian, membro dell&#8217;organizzazione paramilitare filo-hitleriana belga Rex, era stato condannato a morte in contumacia, per l&#8217;esecuzione di ventisette civili durante una rappresaglia delle SS. Per metterlo in salvo, su consiglio dello scrittore Andre Gide, lo aveva convinto ad arruolarsi nella Legione Straniera, e sotto le armi sarebbe morto nel 1947 in Vietnam, nel dolore della madre per averlo allontanato:<em>\u00abNon volevi forse dire che, a tuo avviso, secondo il desiderio del tuo cuore, io sarei dovuto morire per primo?\u00bb<\/em>&nbsp; &#8211; si chiede con rammarico Simenon in&nbsp;<em>Lettera alla madre<\/em>&nbsp;(1974). All&#8217;emergenza pratica tuttavia si abbinano anche&nbsp;<em>\u00abragioni squisitamente letterarie\u00bb<\/em>, secondo il&nbsp;biografo Pierre Assouline (<em>Georges Simenon. Una biografia<\/em>, Odoya 2014), per il quale lo scrittore <em>\u00abpreferisce tentare l&#8217;internazionalizzazione e l&#8217;esilio piuttosto che la consacrazione letteraria parigina\u00bb<\/em>, sebbene forte solo del favore di Andre Gide ed emarginato dall&#8217;establishment letterario francese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella nel Nuovo Continente sembra una stagione di palingenesi: si sposta da uno stato all&#8217;altro, viaggiando dal Canada verso il Golfo del Messico, attraversando gli stati di New York, Connecticut, Florida, California, Arizona, e documentando l&#8217;esperienza vissuta in&nbsp;<em>L&#8217;America in automobile&nbsp;<\/em>(1946). Inizialmente, \u00e8 lo stesso entusiasmo che nel 1922 lo aveva portato a Parigi da Liegi: all&#8217;arrivo a New York avverte&nbsp;<em>\u00abuna soddisfazione profonda &#8230;come quando alla fine si arriva a casa e ci si rilassa con volutt\u00e0. E anche una sorta di allegria\u00bb<\/em>&nbsp;(<em>Memorie intime<\/em>, 1981). Il viaggio di scoperta coincide con la ricerca di nuovi scenari sociali intorno a s\u00e9, citt\u00e0, quartieri, umanit\u00e0 e personaggi, cos\u00ec come aveva fatto in Francia, guardando a Balzac e a Conrad, negli anni vissuti a bordo di una chiatta e di un cutter, lungo i canali navigabili in Francia. Divorzia, sposa la seconda moglie, nascono due dei loro tre figli, rompe i rapporti con l&#8217;editore Gallimard e soprattutto, a soli tre mesi dall&#8217;arrivo, scrive e continua spasmodicamente a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche negli Stati Uniti, \u00e8 un autore<strong>&nbsp;<\/strong>celebrato, tuttavia l&#8217;agognato successo a Hollywood non arriva, e a insidiare Simenon \u00e8 l&#8217;irrequietezza che non esista un paese ideale in cui vivere, che anche l&#8217;America somigli alla \u00abCorte di Francia\u00bb, che Washington sia \u00abuna grande capitale e al tempo stesso una cittadina di provincia in cui si sa tutto di tutti\u00bb; che la noia si impadronisca sovranamente di ogni cosa, motivando le partenze improvvise, i tradimenti coniugali, il senso di vuoto e persino la girandola di diecimila donne avute dall&#8217;et\u00e0 di tredici anni, delle quali racconter\u00e0 nella conversazione su Casanova (1977) a Federico Fellini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due furono legati da una sincera amicizia, nata nel 1960 al Festival di Cannes, quando&nbsp;<em>La Dolce vita<\/em>&nbsp;vinse la Palma d&#8217;oro, con Simenon Presidente di giuria, tra Henry Miller, Jean Cocteau e Diego Fabbri. Ne era seguita una lunga e vivace corrispondenza, dalla quale trapelano affetto, stima e la \u00abfraternit\u00e0\u00bb sulla natura della creazione artistica.&nbsp;\u00ab<em>Simenon ne \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 luminoso\u00bb<\/em>&nbsp;&#8211; dichiarer\u00e0 Fellini in un&#8217;intervista all&#8217;Express nel 1969 &#8211;<em>\u00ab\u00c8 un medium abitato da visioni. Un creatore \u00e8 sempre un medium che capta la dimensione fantastica e la rende concreta. Attraverso parole, colori, immagini\u00bb<\/em>, definendolo inoltre<em>\u00abun artista sensuale\u00bb<\/em>&nbsp;per il talento nel&nbsp;<em>\u00abcontatto fisico con la realt\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, questa abilit\u00e0 simenoniana passava anche per la lingua: nei <em>romans durs<\/em>&nbsp;come nelle storie di Maigret, il registro e lo stile restano immutati, con un lessico ristrettissimo (a chi gli chiese conferma del fatto di usare solo duemila parole, Simenon rispose che forse erano troppe), privo di ricercatezza letteraria, e con una&nbsp;semplicit\u00e0 ottenuta al prezzo di una revisione rigorosa, di tagli e della scelta di&nbsp;<em>mots-mati\u00e8re,<\/em>&nbsp;precisissime e in grado di restituire la sostanza della reazione dei sensi.<em>\u00abScrivo usando parole-materia\u00bb<\/em>&nbsp;<strong>&#8211;&nbsp;<\/strong>spiegava Simenon in un&#8217;intervista a Le Monde nel 1965 &#8211;<em>\u00abLa parola-materia \u00e8 l&#8217;equivalente del colore puro. Sono parole che hanno per tutto il mondo lo stesso significato. Se prendo una parola astratta, non ci sono tre persone che danno a essa lo stesso valore\u00bb<\/em>&nbsp;(cit. in G. Carofiglio,&nbsp;<em>La manomissione delle parole,<\/em>&nbsp;Rizzoli 2010).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In dialogo con il regista italiano, che gli confider\u00e0 le proprie incertezze creative nel corso delle riprese&nbsp;di&nbsp;<em>Casanova<\/em> (1976) e&nbsp;<em>La citt\u00e0 delle donne<\/em>&nbsp;(1980), Simenon torner\u00e0 sull&#8217;impossibilit\u00e0 di argomentare quell&#8217; irrequietezza, la difficolt\u00e0 e il vuoto nei rapporti umani. L&#8217;unica fiducia \u00e8 nella creazione artistica:&nbsp;nell&#8217;intraprendere un progetto letterario,&nbsp;di s\u00e9 Simenon diceva di entrare <em>\u00abin stato di romanzo\u00bb<\/em>, mettendosi nella pelle del protagonista, costruendone il &#8216;romanzo privato&#8217; &#8211; ovvero le origini, gli studi, la famiglia &#8211; &nbsp;e scrivendo cos\u00ec un capitolo al giorno, fino alla fine. \u00c8 un procedere attraverso l&#8217;osservazione, la sedimentazione e l&#8217;elaborazione, che soggiace all&#8217;autorealizzazione dell&#8217;inconscio di Carl Gustav Jung, che per Fellini era <em>\u00abun compagno di viaggio, un fratello pi\u00f9 grande, un saggio, uno scienziato veggente\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma anche Simenon \u00e8 una figura mistica per il regista, e gli scrive di averlo sognato.<em>\u00abAl centro di una radura erbosa, c&#8217;\u00e8 una costruzione a forma di torre (&#8230;). Vedo una stanza imbiancata a calce come una cella, c&#8217;\u00e8 un uomo, un monaco&#8230;\u00e8 seduto e attorno ci sono una decina di bambini e bambine simpaticissimi che ridono, scherzano, gli toccano i sandali, il cordone del saio. Infine l&#8217;uomo si volta: \u00e8 Simenon. (&#8230;) Una voce lo descrive e dice cosa fa l\u00ec: \u00abDipinge il suo nuovo romanzo.(&#8230;) \u00c8 un romanzo bellissimo su Nettuno\u00bb<\/em> (agosto 1976)<em>.<\/em> Fellini ne ricava un&#8217;interpretazione utile a portare avanti il suo<em>&nbsp;Casanova,<\/em> che non esita a condividere con l&#8217;amico, individuando l&#8217;autorit\u00e0 nella torre e la profondit\u00e0 dell&#8217;indagine nell&#8217;aura del dio marino.&nbsp;Simenon ne \u00e8 lusingato e conferma la loro fraternit\u00e0 artistica: <em>\u00abIn due diverse forme d&#8217;arte noi perseguiamo lo stesso fine: una pi\u00f9 profonda conoscenza dell&#8217;uomo, per non dire dell&#8217;umanit\u00e0&#8230;in modo anti-intellettuale. (&#8230;) Siamo come spugne, assorbiamo la vita senza saperlo e la restituiamo poi trasformata, ignari del processo alchemico che si \u00e8 svolto dentro di noi\u00bb<\/em>&nbsp;(9 novembre 1976). E anche davanti al proprio successo, Simenon continua a sentirsi ignaro ancora un anno dopo:<em>\u00abIl mio sogno era di avere una stanzetta in una via piena di negozi, e di scrivere per guadagnarmi il pane, niente di pi\u00f9. Me ne sarei stato l\u00ec a guardare dalla finestra la strada, la vita scorrere sotto di me. Non ho mai avuto grandi ambizioni\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che lo scrittore professa \u00e8 un certo pessimismo, che esclude la speranza che l&#8217;uomo possa trovare pace, che persino scrivere sia <em>\u00abuna vocazione all&#8217;infelicit\u00e0\u00bb<\/em>. A suo avviso, la pace&nbsp;\u00e8 un&#8217;invenzione delle religioni e non si pu\u00f2 essere ottimisti&nbsp;per la societ\u00e0 moderna.<em>\u00abNon c&#8217;\u00e8 niente che ci determini, siamo un momento impercettibile dell&#8217;evoluzione umana\u00bb<\/em>&nbsp;(in&nbsp;<em>Conversazione su Casanova,<\/em>&nbsp;1977), lasciando intendere come la reciproca incomprensione possa generare disamore e odio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In \u00ab<em>La mano\u00bb,<\/em> quindi, il mal di vivere di Donald &#8211; un avvocato che ha scelto la vita in provincia anzich\u00e9 la carriera in citt\u00e0, e la proiezione della propria madre nella moglie &#8211; &nbsp;si trasforma in male a danno di un altro: non \u00e8 innocente, ma \u00e8 banale, inspiegabile; non conosce la violenza premeditata, ma \u00e8 un fatto che accade, in cui il giudizio personale del responsabile non trova spazio, dinanzi all&#8217;ossessione che si \u00e8 impadronita di lui, a ribadire che la sua esistenza \u00e8 fatta di finzione, che in un certo qual modo lui \u00e8 l&#8217;assassino di Ray, che solo nella mano di Mona ci sia vita, riscatto, speranza e desiderio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abAllung\u00f2 la mano per stringere la mia e rividi quella mano sul parquet del nostro living room, rischiarata dalle fiamme del camino\u00bb<\/em>&nbsp;&#8211; la descrive pochi giorni dopo, quando raggiunge la donna a New York, per curare le pratiche successorie in veste di legale. Come a Brentwood, la mano \u00e8 una seduzione postuma: alla sua prima apparizione, il desiderio di uccidere Ray si \u00e8 compiuto, e alla seconda i due sono gi\u00e0 amanti, senza sentimentalismi.&nbsp;<em>\u00abNon siamo innamorati. non sono neanche sicuro di credere nell&#8217;amore, in ogni caso non nell&#8217;amore che dura tutta la vita\u00bb<\/em>&nbsp;&#8211; dice a s\u00e9 stesso. Eppure, quando pi\u00f9 avanti Mona lo incontrer\u00e0 per dirgli addio perch\u00e9 ha accettato una proposta di matrimonio, prover\u00e0 a chiederle di salire ancora un&#8217;ultima volta a casa sua, in un&#8217;accidia vischiosa, che ricorda i personaggi de<em>&nbsp;La camera azzurra<\/em>&nbsp;(1964).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna mano salver\u00e0 dunque Donald dall&#8217;angoscia della propria solitudine, adesso che \u00e8 impossibile tornare indietro. Il contrappasso alla morte di Ray \u00e8 la condanna a vivere in gabbia, in una condizione di delirio dilatata all&#8217;estremo, che nel&nbsp;<em>roman dur&nbsp;<\/em>sostituisce la triade &#8216;delitto-indagine-soluzione&#8217; del poliziesco. Simenon conosceva bene la gabbia della creazione artistica, nella forma di una stanza trasparente su strada in cui, all&#8217;esordio a Parigi, era stato esposto dagli editori al pubblico, a riprova della sua velocit\u00e0 di produzione romanziera. L&#8217;aneddoto \u00e8 citato da Andrea Camilleri (1925-2019): in veste di produttore televisivo de&nbsp;<em>Le inchieste del commissario Maigret<\/em>, incontr\u00f2 Simenon, oltre a conoscerne l&#8217;opera, traendone ispirazione per le inchieste del commissario Montalbano e per i suoi romanzi&nbsp;<em>noir.<\/em> E gabbia era anche quella del labirinto\/carcere &#8211; cogliendo il potere di dare la morte anche per omissione &#8211; per cui Leonardo Sciascia apprezzava particolarmente i &#8216;romanzi americani&#8217; di Simenon, nell&#8217;ambito della difesa del giallo e del sostegno al suo ingresso nel canone letterario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra tutte, la gabbia pi\u00f9 asfittica e terribile \u00e8 la vita con la moglie Isabel, la carceriera di una vita in cui Donald non si riconosce pi\u00f9. Lei&nbsp;\u00e8 \u00ab<em>la moglie remissiva per eccellenza. Non protesta. Si limita a guardarti e a giudicare\u00bb<\/em>, la descriveva nel raffronto con la magnetica Mona al party degli Ashbridge, lontano dalla mondanit\u00e0 sfavillante dei romanzi di Fitzgerald: Harold \u00e8 un uomo attempato, la terza moglie Patricia ha appena trent&#8217;anni e lo tradisce in bagno con Ray. Dell&#8217;amore intenso tra Scott e Zelda, non c&#8217;\u00e8 traccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se mai c&#8217;\u00e8 stato, il fasto di Gatsby e dei&nbsp;<em>Roaring Twenties<\/em>&nbsp;\u00e8 evaporato gi\u00e0 nell&#8217;incipit del romanzo, quando Donald \u00e8 nel fienile anzich\u00e9 a cercare l&#8217;amico disperso, nell&#8217;attesa scandita dalle sigarette, in un tempo sospeso come nei paesaggi di Edward Hopper, nel senso di vertigine davanti al baratro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abAvevo iniziato, chiss\u00e0 perch\u00e9, a strappare un angolo della verit\u00e0 tutti i giorni, a vedermi riflesso in uno specchio diverso, e adesso tutto l&#8217;impianto pi\u00f9 o meno rassicurante della vecchia verit\u00e0 cadeva a pezzi\u00bb.&nbsp;<\/em>A cadere e morire nella scarpata \u00e8 Ray, ma \u00e8 Donald a precipitare nell&#8217;abisso, come l&#8217;avvocato Jean-Baptiste Clamence di Albert Camus (1913-1960), che si lascia andare verso la caduta, la rivelazione della cattiva coscienza propria e altrui:&nbsp;<em>\u00abQuanti delitti commessi semplicemente perch\u00e9 il loro autore non poteva pi\u00f9 sopportare di essere in colpa! Tempo fa conobbi un industriale con una moglie perfetta, che tutti ammiravano e che nondimeno lui tradiva. Quell&#8217;uomo era letteralmente divorato dalla rabbia di trovarsi dalla parte del torto&#8230;alla fine, il suo torto gli divenne insopportabile. E che cosa crede che abbia fatto? (&#8230;) L&#8217;ha uccisa\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;epilogo \u00e8 gi\u00e0 scritto e non promette alcuna redenzione al protagonista. Come nel racconto di Camus, anche Donald ceder\u00e0 all&#8217;odio, fino a quando gli sar\u00e0 insostenibile <em>\u00abandare a sbattere contro gli occhi di Isabel\u00bb,<\/em>&nbsp;che ha rimosso dal fienile le tracce delle sigarette per tacere la sua presenza, ne conosce l&#8217;infedelt\u00e0 e sembra leggerne i pensieri. Nell&#8217;andamento allucinato del suo vagare verso una via d&#8217;uscita inesistente, l&#8217;arma nel comodino realizzer\u00e0 il potere di morte esercitato su Ray: non sar\u00e0 pi\u00f9 un&#8217;omissione, ma l&#8217;affermazione di un desiderio inconscio sin dalle prime pagine del romanzo a determinare il seguito degli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presentandolo al pubblico molti anni dopo avere lasciato gli Stati Uniti, ormai rientrato in Europa dal 1955 prima a Parigi, poi a Losanna, dove rester\u00e0 fino alla morte, persino lo stesso autore definir\u00e0&nbsp;<em>\u00abcrudele\u00bb<\/em>&nbsp;questo romanzo, lasciando il lettore a interrogarsi sul destino ultimo del protagonista, in un paesaggio reale e letterario che forse Simenon doveva avere attraversato e conosciuto. Del resto,<em>\u00abSenza il dono inspiegabile dell&#8217;assimilazione\u00bb&nbsp;<\/em>&#8211; scrive ancora il biografo&nbsp;Pierre Assouline&nbsp;&#8211;<em>\u00abl&#8217;alchimista Simenon non avrebbe potuto trasformare il piombo della vita di Georges nell&#8217;oro della finzione letteraria\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Georges Simenon,&nbsp;<em>La Mano<\/em>&nbsp;(Adelphi, 2021)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Georges Simenon,&nbsp;<em>L&#8217;America in automobile&nbsp;<\/em>(Adelphi, 2023)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Georges Simenon,&nbsp;<em>La camera azzurra&nbsp;<\/em>(Adelphi, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Federico Fellini, George Simenon,&nbsp;<em>Carissimo Simenon, mon cher Fellni. Carteggio di Federico Fellini e Georges Simenon<\/em>&nbsp;(Adelphi, 1998)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Italo Moscati,&nbsp;<em>Fellini &amp; Fellini. Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecitt\u00e0<\/em>&nbsp;(Rai Eri-Ediesse, 2010)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Albert Camus,&nbsp;<em>La caduta<\/em> (Bompiani 2003)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Andrea Camilleri,&nbsp;<em>Il tailleur grigio<\/em>&nbsp;(Oscar Mondadori, 2008)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Guy de Maupassant,&nbsp;<em>La sconosciuta<\/em>&nbsp;in&nbsp;<em>Raccolta completa delle novelle di Guy de Maupassant<\/em>&nbsp;(Casa Editrice Bietti Milano, 1936)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Julia Kristeva,&nbsp;<em>Hanna Arendt. La vita, le parole<\/em>&nbsp;(Donzelli editore, 2006)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Gianrico Carofiglio,&nbsp;<em>La manomissione delle parole<\/em>&nbsp;(Rizzoli 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando lo sguardo di Donald Dodd cade per la prima volta sulla mano di Mona Sanders &#8211;\u00abun animaletto esotico\u00bb, una donna&nbsp;\u00abche fa pensare a un letto\u00bb,&nbsp;come le giovani parigine di Maupassant, che mostrano la pelle,&nbsp;tentatrici in abiti chiari&nbsp;&#8211; il maltempo ha interrotto i collegamenti e i servizi, le camere al piano superiore non sono pi\u00f9 riscaldate, e lei \u00e8 adagiata al suo fianco su uno dei tre materassi sul parquet, come la moglie Isabel,&nbsp;davanti al camino. Fuori dalla villa dei Dodd a Brentwood, nel Connecticut, imperversa una bufera di neve e Ray ha fatto perdere le proprie tracce, mentre le due coppie camminavano verso casa.<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/simenon-americano-la-mano-1968-e-la-vertigine-dellabisso\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"ppma_author":[13],"class_list":["entry","post","publish","author-petula","post-1021","format-standard","has-post-thumbnail","category-192-aprile-2025"],"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1021"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1033,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1021\/revisions\/1033"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1021"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}