{"id":1014,"date":"2025-04-14T00:01:00","date_gmt":"2025-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=1014"},"modified":"2025-04-13T23:03:17","modified_gmt":"2025-04-13T21:03:17","slug":"alchimie-artigianali-di-vita-e-di-arte-il-mondo-dellincisione-e-della-stampa-darte-attraverso-gli-occhi-di-loredana-amenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/alchimie-artigianali-di-vita-e-di-arte-il-mondo-dellincisione-e-della-stampa-darte-attraverso-gli-occhi-di-loredana-amenta\/","title":{"rendered":"ALCHIMIE ARTIGIANALI DI VITA E DI ARTE                     Il mondo dell\u2019incisione e della stampa d\u2019arte attraverso gli occhi di Loredana Amenta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 nel cuore di Scicli che pulsa il battito di un&#8217;arte singolare, dove mente e mani lavorano insieme in un linguaggio fatto di gesti antichi, materia viva e tempi dilatati.<br>Incontrare&nbsp;Loredana Amenta, giovane ma gi\u00e0 eccellente incisore e stampatrice, significa entrare in contatto con un\u2019arte che sfugge alle logiche digitali della rapidit\u00e0 e dell\u2019immediatezza, e che esige presenza viva, ascolto, pazienza. Un&nbsp;processo rituale&nbsp;che Loredana incarna e racconta, dialogando costantemente con il proprio lavoro, in una profondit\u00e0 che si fa svelamento, purificazione, immaginazione.<br>\u00c8 in questo&nbsp;<em>fare arte<\/em>&nbsp;che il processo stesso diventa una forma di resistenza e di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come hai deciso di aprire una stamperia? E nel 2025, cos\u2019\u00e8 una stamperia d\u2019arte?<\/strong><br>In realt\u00e0, non ho mai deciso davvero di diventare una stampatrice. Dopo gli studi al Bisonte di Firenze, ho sentito il bisogno di creare uno spazio dove le persone potessero assaporare quella stessa emozione che ho provato la prima volta tenendo una lastra tra le mani. \u00c8 stato l\u2019inizio di una passione che mi ha avvolta completamente.\u00a0 Una stamperia d\u2019arte, oggi, \u00e8 proprio questo: un luogo in cui si custodisce una forma di artigianato che si nutre di tempo, silenzio e gesti ripetuti. \u00c8 un laboratorio, certo, ma anche un luogo di incontro, di trasmissione, di scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando si \u00e8 acceso il sacro fuoco della passione per l\u2019arte dell\u2019incisione?<\/strong><br>Il mio percorso \u00e8 stato artistico fin da subito, in modo molto naturale. Sono sempre stata guidata da un grande amore per l\u2019arte e da una sorta di <em>navigatore interno<\/em>, aiutata da coincidenze fortunate e persone straordinarie che ho incontrato lungo la strada. La mia famiglia mi ha sempre dato tutto il supporto possibile e la libert\u00e0 di fare e anche di sbagliare. Dopo le medie mi sono iscritta al Liceo artistico di Modica, una realt\u00e0 entusiasmante appena nata, con un progetto illuminato del preside Rossino e coadiuvato da professori eccezionali come Sandro Bracchitta, Buscema e Paolo Nifos\u00ec. Passavamo, ogni giorno, sette ore a disegnare, a confrontarci, a vivere l\u2019arte. Poi sono andata all\u2019Accademia di Belle Arti di Catania, scegliendo pittura e beni culturali. \u00c8 l\u00ec che ho scoperto l\u2019incisione calcografica. Ricordo perfettamente la sensazione di avere una lastra in mano per la prima volta: incidere, stampare e vedere emergere l\u2019immagine che avevo solo immaginato. Usavo di tutto, persino forchette, per graffiare, sperimentare, scoprire. Mi sono laureata con una tesi sulla Fornace Penna di Sampieri e subito dopo ho iniziato a lavorare con un gallerista di Modica. \u00c8 stato l\u00ec che, seguendo il consiglio dell\u2019artista Sandro Bracchitta, ho deciso di perfezionarmi come\u00a0<em>maestro incisore<\/em>\u00a0al Bisonte di Firenze. Lui mi disse: &#8220;L\u2019incisione \u00e8 un\u2019esperienza di vita!&#8221;. E aveva ragione. Da quel momento, tutto \u00e8 cambiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cos\u2019\u00e8 che ti affascina ed emoziona cos\u00ec tanto nell\u2019incisione?<\/strong><br>Credo sia proprio il fatto che non vedi subito cosa stai creando. Diversamente dalla pittura, in cui il gesto e il colore sono immediati, nell\u2019incisione tutto \u00e8 rimandato: lavori su una lastra, incidi un segno invisibile, poi arriva l\u2019acido, il tempo, la stampa&#8230; e solo allora scopri cosa hai fatto. \u00c8 un continuo gioco tra controllo e sorpresa, tra tecnica e intuizione. Ci sono infinite variabili: la temperatura del mordente, il tipo di carta, il modo in cui pulisci la lastra, la pressione del torchio&#8230; \u00c8 sempre un\u2019incognita. A volte stampi e pensi: \u201cMa cosa ho fatto?\u201d Altre volte dici: \u201cWow, l\u2019ho fatto io!\u201d. E ogni volta \u00e8 una piccola grande conquista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Com\u2019\u00e8 nato il tuo spazio?<\/strong><br>Non \u00e8 stato un percorso lineare n\u00e9 facile. All\u2019inizio sperimentavo con un piccolo torchio a casa di mia nonna. Poi, nel 2019, ho creato\u00a0<em>&#8220;Amenta Incisioni&#8221;,<\/em>\u00a0il mio primo vero spazio. L\u00ec ho iniziato a collaborare con artisti straordinari. Col tempo, ho capito che quello che facevo veniva apprezzato, che le opere potevano essere vendute e che quindi tutto questo poteva diventare anche un lavoro. Cos\u00ec, due anni fa, insieme al gallerista Giuseppe Lo Magno, abbiamo aperto\u00a0<em>\u201cBassi Beneventano\u201d<\/em>, uno spazio condiviso ma con linguaggi e realt\u00e0 distinte, in un contenitore straordinario, il settecentesco Palazzo Beneventano a Scicli. Ogni mattina, quando metto la chiave nella porta di Palazzo Beneventano e sento gli occhi dei mascheroni barocchi che mi guardano dall\u2019alto, mi dico: \u201cMa \u00e8 tutto vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima volta che sono entrata in questo spazio, ho avuto l&#8217;impressione di varcare la soglia di un luogo senza tempo, di un tempo sospeso dove ogni gesto segue una ritualit\u00e0 antica, che ha il sapore della meditazione\u2026<\/strong><br><span style=\"font-size: revert\">Ogni\u00a0 azione che compio ha un ritmo tutto suo, un\u2019eco del 1450, anno in cui questa tecnica ha preso forma. \u00c8 un lavoro fatto di tempi dilatati, che richiede attenzione, cura e rispetto assoluto per ogni passaggio.<\/span> La mia vita si divide tra la frenesia del quotidiano e la lentezza necessaria di questo processo, che non pu\u00f2 essere forzato: se non rispetti i tempi, rischi di compromettere tutto. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 profondamente meditativa, che richiede presenza, pazienza e centratura, qualit\u00e0 che col tempo ho imparato a portare anche nella mia vita e nelle relazioni, rafforzando la mia positivit\u00e0 e il senso di gratitudine che provo verso la Vita e verso la Bellezza che mi circonda.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 un momento, tra tutti, che ti emoziona di pi\u00f9?<\/strong><br>In realt\u00e0, ogni fase del processo porta con s\u00e9 un\u2019emozione diversa, e ognuna ha una sua magia, seppur nella ripetizione dei medesimi gesti. Si parte con il taglio, la ceratura, l\u2019incisione della lastra. Poi arriva la morsura con l\u2019acido, la rimozione della vernice e la prima visione dell\u2019immagine che prende forma. A quel punto decido se ripetere il processo, quante lastre servono ancora, finch\u00e9 non arrivo al\u00a0<em>bon \u00e0 tirer<\/em>, la\u00a0<em>prova \u201cbuona per la stampa\u201d<\/em>\u00a0che sancisce la fine della fase creativa e l\u2019inizio della tiratura. Se la lastra \u00e8 mia, ogni momento \u00e8 un mix di emozione e responsabilit\u00e0. Quello che incido \u00e8 una parte di me: un solco racconta qualcosa che mi appartiene profondamente. Sento una vibrazione costante, un fermento incessante, e al tempo stesso una libert\u00e0 immensa nel momento in cui guardo la stampa e mi dico: \u201cFunziona\u201d. In quel preciso istante, sono incisore e stampatore insieme, e tutto dipende solo da me. Diverso \u00e8 quando sono gli artisti a richiedere incisioni e stampe. Rosa Cerruto \u00e8 stata la prima artista con cui ho collaborato. In lei ho trovato una complicit\u00e0 e una pacatezza che mi hanno permesso di iniziare questo percorso in maniera naturale, senza timori. La sua raffinata dolcezza che riversa in ogni segno, in ogni sfumatura, \u00e8 stata per me puro stupore da sempre.\u00a0 Con Giovanni Robustelli il processo \u00e8 intenso: lui \u00e8 l\u2019unico artista che arriva e comincia a disegnare direttamente sulla lastra. Nessuno schizzo preparatorio, nessuna bozza. Solo il gesto, puro e istintivo. Ogni volta nasce un\u2019incognita, un mistero che si rivela solo alla fine, dopo settimane di lavoro. Con Angelo Ruta, invece, la sfida \u00e8 diversa. Partiamo sempre da un\u2019opera gi\u00e0 esistente &#8211; un pastello, un acquerello, una matita colorata &#8211; e il mio compito \u00e8 trasformare quella leggerezza e quella freschezza in qualcosa di compatibile con la durezza del metallo. Devo tradurre le sue linee, i suoi segni, le sue campiture in tecniche incisorie che convivano armonicamente in sovrapposizione. \u00c8 un calcolo folle fin dall&#8217;inizio: ogni lastra, ogni matrice, ogni passaggio deve allinearsi perfettamente come una costellazione. Basta un errore di tempo o di pressione, e il blu diventa verde, il giallo invade tutto, l\u2019equilibrio si perde. Ma quando tutto si incastra\u2026 allora s\u00ec, accade la magia. Ho sempre riconosciuto in me un dono grande: la capacit\u00e0 di percepire e comprendere il colore. Mi rendo conto che non tutti hanno questa capacit\u00e0, \u00e8 qualcosa che considero un dono. Quando guardo un colore, so istintivamente come combinarlo. Per esempio, so che un rosso, un giallo fluorescente e una punta di trasparente, mescolati nel piattino, daranno vita a una tonalit\u00e0 unica. \u00c8 una conoscenza che sento dentro di me, come se il colore avesse un linguaggio tutto suo che riesco a decifrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mi fai pensare al fotografo che si specializza in stampe d\u2019arte, proprio come tu hai scelto l\u2019incisione anzich\u00e9 la pittura\u2026<\/strong><br>L\u2019incisione \u00e8 una tecnica antica che offre una texture unica, legata esclusivamente a quel linguaggio. Molti vedono l\u2019incisione come un mezzo per creare multipli, ma in realt\u00e0 \u00e8 una tecnica espressiva, proprio come la pittura, l\u2019acquarello o la matita. Ogni segno inciso su una lastra, che viene poi trasferito su carta cotone bagnata grazie alla pressione, \u00e8 un risultato che pu\u00f2 essere ottenuto solo con questa tecnica. Nessun altro mezzo pu\u00f2 replicarlo. L\u2019incisione, quindi, \u00e8 un\u2019opera unica, anche quando viene riprodotta come multiplo. Se prendi una tiratura, ad esempio, di quaranta esemplari, e li metti tutti insieme, nessuno sar\u00e0 esattamente uguale all\u2019altro. Ogni stampa \u00e8 un piccolo esemplare nato dalle mie mani, dalle mie imperfezioni e dai miei gesti. Ogni volta, infatti, che pulisco la lastra, accarezzo il colore, rimuovendo l\u2019eccesso per lasciare solo ci\u00f2 che \u00e8 intrappolato nei solchi. Ogni stampa \u00e8 unica, perch\u00e9 la mano, la pressione e la gestione delle lastre cambiano sempre leggermente. Quando poi si lavorano pi\u00f9 lastre in dialogo tra loro, il risultato finale \u00e8 ancora pi\u00f9 ricco. Le punte e i bulini, che sostituiscono i pennelli, creano una texture che non si potrebbe ottenere in altro modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 uno strumento che ami pi\u00f9 di tutti?<\/strong><br>Accolgo e respingo allo stesso tempo questa domanda, perch\u00e9 ho un legame profondo con pi\u00f9 di uno. Ma se devo scegliere, non posso non partire dalla calcografia, che \u00e8 la tecnica con cui sono nata artisticamente. Quando sono uscita dal Bisonte nel 2011, tutto ci\u00f2 che mi faceva sentire davvero centrata ruotava attorno a lei e al torchio a stella, il mio primo amore. Quel torchio \u00e8 stato il primo acquisto importante, realizzato con il supporto dei miei genitori. Ricordo ancora il giorno in cui la gru lo sollev\u00f2 fino al terzo piano della casa di mia nonna, in una stanza di appena 3&#215;3 metri. Il torchio occupava quasi met\u00e0 dello spazio, e tutto il resto era organizzato con scaffalature Ikea incassate tra i muri. Pesava 350-400 kg. \u00c8 nato tutto l\u00ec. Quel torchio \u00e8 per me l\u2019emozione, la memoria, il mestiere. Oggi, per\u00f2, il mio orgoglio \u00e8 anche la mia Albion Press del 1846, una pressa verticale tipografica, nata per la tipografia e per lavori meno complessi. Non richiede la stessa empatia e alchimia del torchio a stella, ma presuppone una precisione d\u2019occhio e una pazienza fuori dal comune. L\u2019ho comprata in piena pandemia, strappandola al rischio di essere rottamata come ferro vecchio. \u00c8 stato un atto di coraggio, anche economico, perch\u00e9 non avevo tutti i fondi, ma l\u2019ho fatto per realizzare un sogno, usando ogni risorsa possibile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1019\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38-425x319.jpeg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-13-at-15.22.38.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai progetti per il futuro?<\/strong><br>I miei progetti nascono come scintille, poi si trasformano in qualcosa di concreto. Quest\u2019anno ho scelto di rallentare, almeno per quanto riguarda le mostre, collocandole se non verso la fine dell\u2019anno, quando forse metter\u00f2 in piedi qualcosa di speciale.\u00a0 In questo momento ho bisogno di concludere alcune edizioni aperte, di stampare. Le idee nascono dalla testa, ma prendono vita solo attraverso le mani e la testa viaggia veloce, mentre le mani sono lentissime. Quindi ho deciso di fermarmi un attimo, dedicarmi alla stampa, finalizzare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 nato. Fortunatamente, oggi ho anche una persona che mi supporta nella stampa, seppur in modo discontinuo. Questo mi aiuta a portare avanti il lavoro con pi\u00f9 continuit\u00e0, ma rimane comunque un processo profondamente personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La lentezza dell&#8217;incisione pu\u00f2 ancora affascinare i giovani?<\/strong><br>S\u00ec, anche oggi ci sono ragazzi capaci di farsi toccare da questa lentezza, anche se sono pochi. Ieri, ad esempio, ho partecipato a un incontro con Sandro Bracchitta e Angelo Ruta all\u2019Accademia, con gli studenti del biennio. Pur vivendo immersi nel digitale, grazie a Sandro hanno la fortuna di lavorare fisicamente nei laboratori di incisione. Quando tengo dei workshop o percorsi nelle scuole, propongo sempre di spiumare una lastra per almeno 10 minuti, spiegando che altrimenti si crea una reazione chimica che la rovina. E l\u00ec, vedo nei loro occhi lo stupore: sono abituati al clic, all\u2019immediatezza, e faticano a comprendere il valore di un gesto ripetuto lentamente, con cura. Alla fine, gli unici veri apprendisti sono quei pochi folli come me. Attualmente, ho un assistente che si occupa di serigrafia e mi supporta in alcuni momenti del processo, ma il lavoro rimane profondamente artigianale, lento, e quindi\u2026 per pochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.amentaincisioni.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.amentaincisioni.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 nel cuore di Scicli che pulsa il battito di un&#8217;arte singolare, dove mente e mani lavorano insieme in un linguaggio fatto di gesti antichi, materia viva e tempi dilatati.Incontrare&nbsp;Loredana Amenta, giovane ma gi\u00e0 eccellente incisore e stampatrice, significa entrare in contatto con un\u2019arte che sfugge alle logiche digitali della rapidit\u00e0 e dell\u2019immediatezza, e che esige presenza viva, ascolto, pazienza. 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