Salvo Bonaccorsi

 

Nasce nel ’76, ultimo di quattro figli. Dalla famiglia ottiene tanto amore ma anche la privazione dei Puffi alle otto di sera, al posto dei quali è obbligato a vedere telenovelas brasiliane. Questa esperienza gli lascerà a livello inconscio il gusto del racconto e un amore quasi viscerale per la lingua portoghese.
Aggiunta a ciò la tempra di aridi campetti salesiani, diviene pronto a molto, ma ciò non gli evita una devozione quasi scientifica per il dubbio. Si presenta così alla Segreteria per l’iscrizione all’Università con i moduli pronti per Lettere Moderne e Ingegneria Edile. Come conseguenza (e forse non avendo capito neanche lui cosa avesse scelto) il suo pari amore per le sicurezze della matematica e le incertezze delle parole lo porta, con calma – ma ottimi voti – a laurearsi, nonostante qualche incomprensione con i docenti su cose come le citazioni del Candido di Voltaire nelle tavole di Tecnica Urbanistica.
Come Andrea Pazienza, che diceva: “so disegnare qualsiasi cosa in qualsiasi modo”, vorrebbe raggiungere l’obiettivo di “saper giocare qualsiasi gioco in qualunque modo” e per questo non ha mai dubbi quando si tratta di scoprire, indagare, studiare o costruire un gioco vecchio o nuovo, convinto che in questo bistrattato ambito della cultura si racchiuda molto della creatività più pura dell’uomo.
In tutti gli altri campi non tende all’eccellenza, perseguendo una mediocrità versatile e allegra piuttosto che una perfezione settoriale e noiosa: suona male, canta peggio, scrive lungo, legge molto, corre pochissimo, può passare ore rapito davanti a un quadro e continuare a non capire l’Arte (se ciò fosse mai possibile..). Tutto ciò giova evidentemente al suo metabolismo, parchè mangia molto e non ingrassa: gli piace pensare che l’attività celebrale bruci il surplus di calorie. Ciò faciliterà enormemente la diagnosi e la valutazione di una sua molto probabile demenza, che potrà facilmente misurarsi in chili.
Il suo spirito ludico non gli ha mai comunque impedito di portarsi via il pallone al momento giusto, ma quando le sue follie hanno trovato una sponda sono successe cose assurde come la fondazione della Associazione Gioco Tarocchi Siciliani “Michael Dummett”.

 

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