Scheda / Vincenzo La Monica
Vincenzo La Monica è una forma di vita bipede a base carbonio, primogenito di una famiglia dell’aristocrazia terriera siciliana. Padre latifondista e madre mamma. A 6 mesi pronunciò la sue prime parole che furono: “tra il lusco e il brusco”. Non ritenendole significative, il padre bloccò il biografo di corte in attesa di ben altri concetti. Piace in questa sede ricordarlo così, questo scriba concettoso, pronto ad eternare un’esistenza agli stupori dei posteri.
Ora riposa, morto di inedia, nel cimitero di famiglia.
Una penna di gabbiano infissa nel cuore.
Presto la madre si accorse che Vincenzo non era un bimbo come gli altri. A tre anni gli piaceva molto il cioccolato al latte e lei, da sempre intuitiva ed associativa, lo iscrisse ad un collegio svizzero. Qui tra gli alpeggi e i fili spinati imparò l’arte dello Jodel per cui tutt’oggi è famoso.
Non ama spiegare come sia stato scelto da Operaincerta in qualità di collaboratore.
Persona modesta, lascia che sianoi fatti a parlare. I fatti e suo fratello direttore di Operaincerta.
Da anni il cane Rigel intende comunicargli qualcosa di importante sulla vita, sulla morte e sul senso di tutto questo che ci gira intorno. I suoi tentativi vengono fraintesi, ma gli valgono spesso un biscottino WOW. “E il tuo cane dirà BAU.”
Ha tre passioni: l’astronomia, la lettura, raccogliere asparagi in campagna e dire qualche bugia.