Matteo vs Matteo

Segnatevi questo evento. Ma anche no!

di Carlo Poerio

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    Data pubblicazione: 14 ottobre 2019

 

Se non lo avete già fatto, considerato che lo hanno annunciato un mese prima nelle pagine personali che hanno su alcuni social, segnatevi questa data: 15 ottobre. L’evento, da non perdere, è l’incontro tra due fenomeni nazionali nella trasmissione Porta a Porta. Sfiga vuole che sia in seconda serata, dopo la partita tra l’Italia ed il Liechtenstein, per cui prevedo che a quell’ora ci saranno zero virgola spettatori davanti ai televisori. Peccato veramente perché si prevede uno spettacolo indimenticabile. Forse avversari politici, sfrutteranno l'occasione per sostenersi a vicenda. Nel rispetto del personaggio che interpretano già da tempo, uno farà la vittima e accuserà l'intero globo terracqueo di detestarlo e di aver complottato per confinarlo all'opposizione. Questa sorta di anticristo che mentre bacia un crocifisso fomenta odio nei suoi seguaci, aizzandoli come lupi famelici contro chiunque osi criticarlo e verso i disperati ed i più poveri, vestirà i panni del martire. Accuserà perfino di essere stato tradito, lui che è stato capace di sfiduciare lo stesso governo in cui vestiva i panni di ministro, per meschino tornaconto elettorale. L'altro, invece, ricorderà agli italiani che oggi sono governati da politici incapaci o pessimi perché non compresero quanto fosse meravigliosa la sua riforma della Costituzione la quale, chissà poi perché, tutto questo l’avrebbe scongiurato. Insieme faranno propaganda ai partiti dagli stessi fondati ma soprattutto mostreranno le tante caratteristiche che hanno in comune come l'arroganza, l'ego smisurato e la slealtà verso i compagni di governo o di partito. Di uno, dopo averlo visto all'opera come pessimo ministro, forse ce ne siamo finalmente liberati. Dell'altro, artefice dell'ennesimo scisma all'interno del centrosinistra, vedremo completare il lavoro iniziato tempo fa: demolire il partito in cui ha militato e che ha perfino rappresentato come segretario. Finalmente ha deciso di dedicare la propria attenzione all'elettorato di centrodestra, a lui più congeniale. Potremo ritenerci fortunati, inoltre, se consentirà all'attuale Governo di arrivare alla fine naturale della legislatura. Questo triste spettacolino, ovviamente, sarà sostenuto dalle rispettive tifoserie le quali, per giorni e giorni, sui soliti social si scambieranno insulti e volgarità. Su quest'ultimo aspetto che ormai caratterizza, già da lungo tempo, il dibattito politico nella nostra società, apro una parentesi. Credo sia giunto il momento di porre un freno a questo pessimo e pericoloso fenomeno. Pericoloso perché mentre nei social il confronto con l'avversario politico si manifesta, per ovvie ragioni, solo attraverso l'uso del turpiloquio, nella realtà sta assumendo forme e contenuti di autentica violenza fisica. Penso, ad esempio, a ciò che recentemente è accaduto nel consueto raduno annuale dei militanti della Lega Nord, a Pontida. Non mi riferisco, ovviamente, al solito repertorio folkloristico che si caratterizza per le teste sormontate da corna, per lo sfoggio di camicie verdi, spade o elmi medioevali indossati manco fossero un capo d’abbigliamento di alta sartoria, per i rosari, i crocifissi e le madonnine che spuntano ovunque. Penso, piuttosto, a quegli uomini e donne che hanno preso a pugni le telecamere dei giornalisti ritenuti sgraditi; a quei deputati che dal palco hanno insultato il Capo dello Stato; alle scenette rivoltanti che hanno avuto come protagonisti falsi fanciulli di Bibbiano; agli insulti antisemiti al giornalista Gad Lerner. Insomma, guardo a ciò che su quel prato può essere definita come l’espressione del peggio dell'umanità. Una feccia urlante e forcaiola che sarebbe ora fosse oggetto di maggiore attenzione da parte della giustizia. In rete esistono decine e decine di video con i volti di coloro che non si sono limitati a manifestare una legittima simpatia per un'ideologia o per un personaggio politico ma che hanno minacciato, aggredito ed urlato insulti razzisti o antisemiti. Credo che lo sdegno giustamente manifestato verso tutto questo non sia più sufficiente e sia giunto il momento di individuare, dentro e fuori dalla rete, i protagonisti di tutta questa violenza verbale e non solo, per ricordare agli stessi che definirsi individui civili è un'altra storia e che la Democrazia è soprattutto una forma di governo tra cittadini uguali. Uguali significa che hanno pari dignità, diritti e doveri. Lo Stato deve individuare gli artefici di tanta violenza e, con fermezza e giustizia, li deve prima sanzionare e poi educare. Come? Non lo so. Forse una sanzione economica ed un periodo di lavoro “socialmente utile”, commisurati alla gravità del reato, potrebbe essere un buon sistema. Forse la galera, nei casi più gravi come la violenza fisica. Quello che so è che verso tutte queste becere manifestazioni che nulla hanno a che vedere con le libertà garantite dalla Democrazia e dalla nostra Carta costituzionale, sarebbe ora di dire basta. E sarebbe ora di dire basta anche a coloro che abusando delle garanzie loro riconosciute per il ruolo svolto come politici, nelle piazze del Paese o tramite i social diffondono odio e fomentano violenza. Salvo poi, ipocritamente, esortare ad "abbassare i toni" quando la violenza diventa reale. Chiusa parentesi. Devo fare una confessione: quando ho appreso che l’ex rottamatore aveva lasciato il Partito Democratico, ho brindato. Finalmente il centrosinistra se ne è liberato. Addirittura c'è la possibilità che il PD possa migliorare, ipotesi remota fino al giorno precedente la separazione, riconquistando parte di quell'elettorato perso durante la peggiore parentesi di governo del centrosinistra: quella del rottamatore mancato. Certo, potrebbe far cadere l'attuale Governo, così come fece ai tempi di "Enricostaisereno". E' anche lo stesso che a fine maggio dello scorso anno inaugurò la sciagurata strategia dei popcorn, con tutto quello che ne scaturì. Eppure, nonostante quanto già dimostrato, non posso credere che sia così sconsiderato da consegnare l'Italia alla peggior destra di governo, dopo quella del ventennio fascista. Perché la realtà è questa: se oggi andassimo alle urne, dalle stesse uscirebbe la destra più becera, squallida e violenta che esiste in Europa.

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Foto: http://pensieriimmaginati.blogspot.it