Bacioni

Per ora ci siamo liberati dell'omino che voleva il potere assoluto

di Carlo Poerio

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    Data pubblicazione: 14 settembre 2019

 

Nutro il sospetto di aver cominciato a pensare da anziano, tipo quelle persone dall'età piuttosto avanzata che spesso ricordano o raccontano fatti del passato, a volte con nostalgia, altre volte rimpiangendo quel tempo che non c'è più. Personalmente non nutro malinconia o afflizione per ciò che è accaduto in passato. Però non posso fare a meno di osservare che i governi, soprattutto nel corso della così detta prima Repubblica, venivano mandati a casa dagli scioperi e dai tumulti di piazza e non, come sempre più spesso avviene oggi, per meschine lotte di potere, tutte interne ad una classe di politici grotteschi e in perenne conflitto con i loro avversari presunti, veri e pure inventati. Una classe politica che ha un solo pregio: quello di rappresentare degnamente il disastro etico, culturale, economico e, ovviamente, politico in cui versa questo nostro Paese. Eravamo quasi a ferragosto quando, nelle aule parlamentari, i nostri politici offrirono lo spettacolo peggiore che si potesse immaginare. Ogni volta che si pensa di aver visto o ascoltato dagli stessi il peggio, accade qualcosa di ben peggiore e assurdo. Principale protagonista ed artefice dello spettacolo fu lui, quello in perenne campagna elettorale, il capitano che voleva il potere assoluto, quello che campa da sempre sulla pelle dei migranti, una volta i nostri "terroni" che migravano dal povero e contadino sud ed oggi esseri umani che scappano da un sud più povero e disperato del nostro. Lui, quello che ieri si faceva i gargarismi con l'acqua del dio Po ed oggi sbaciucchia santini e crocifissi, davanti a piazze deliranti o seduto nell’aula parlamentare con accanto il premier il quale, nel frattempo, lo sta accusando di essere un politico irresponsabile. Lui che gasato dai sondaggi che lo davano vincente, ha sfiduciato un governo solo per meschini interessi elettorali personali. Il trionfo del peggio lo ha offerto quanto, in piedi tra i colleghi di partito, ha replicato alle accuse del premier, manifestando un corto circuito logico degno dell'ideologia che rappresenta. Un discorso banale e pieno dei soliti slogan in salsa becera e razzista. Parole che i colleghi hanno accolto con applausi e ostentato entusiasmo, solo per farsi notare dall'oratore, in quel momento considerato il vincente. Non un discorso articolato e motivato sui perché della crisi ma un folle delirio. Un qualcosa che deve comunque preoccupare ed anche parecchio, perché manifestato in una nostra aula parlamentare, dalla quale si è spesso rivolto ad un paese che probabilmente non sa più ascoltare, non sa riflettere e purtroppo sta scivolando nella più profonda barbarie. Però sa applaudire, anche a comando. Bisognerebbe isolare questi politici che parlano alla pancia degli italiani e ne sollecitano gli istinti peggiori, arrivando anche ad aizzare il popolo alla rivolta. E’ di vitale importanza per la democrazia di questo nostro Paese. Ma la chiave del disastro è anche altro, perché esistono diverse sfumature del peggio. C'è quello del "prima gli italiani" ma anche quello menzognero degli "interessi del Paese", continuamente tirati in ballo da chi oggi è tornato protagonista e decisivo. Ho ascoltato con attenzione anche loro ed il dubbio che l'unico interesse che per gli stessi conti veramente sia il proprio clan, la propria squadra di potere e nulla più, è forte. In fondo, gli "interessi del Paese" erano vitali anche ieri quando, invece, decisero di sedersi a guardare, mangiando popcorn. Vedremo. Ancora sulle sfumature del peggio, ci sono quelle del pregiudicato in doppiopetto che entra al Quirinale o che davanti alle telecamere detta le condizioni per la formazione di un nuovo governo. E poi ci sono quelle particolari sfumature, tendenti al nero. Perché c’era pure lei, l’erede dei fascisti, fascista che vuole insegnare la Costituzione al Presidente della Repubblica e che in piazza grida al complotto contro il popolo ed all’attentato alla democrazia, vestendo i panni di difensore della stessa. Una fascista democratica: un ossimoro. E infine ci sono i comprimari, giù giù fino all'ultimo, tutti bravi a ripetere a pappagallo le parole dei vari capi e capetti. Pessimo spettacolo questi politici che considerano questo nostro Paese come un territorio su cui esercitare il loro potere. E noi che siamo diventati un mezzo e non uno scopo, anche grazie a venti anni di berlusconismo che ha centrifugato le teste, premiamo gli stessi nutrendoci di slogan e promesse ma soprattutto reclamando l'uomo solo al comando, il capo a cui conferire potere assoluto. Purtroppo questo è un Paese che dimentica tutto, anche la devastazione, i lutti e la miseria provocati da un altro uomo solo al comando. Mentre scrivo si sta cercando di superare questa ennesima crisi politica. Vedremo cosa saprà fare il nuovo governo. Però so già cosa ho visto in questi giorni: la gigantesca catastrofe umana che è la nostra classe politica. Mi consolo pensando che l'artefice di questa ultima crisi politica, presto scomparirà dai social e dai nostri mezzi di informazione. Ancora una riflessione: autorevoli opinionisti hanno più volte affermato che la base del Movimento 5 Stelle è formata anche da elettori del centrosinistra i quali, delusi dalle politiche del Partito Democratico o da quella galassia di piccoli partiti che si definiscono di sinistra e che sono sempre divisi ed in contrasto tra loro, hanno deciso di sostenere il Movimento. Il quale, sempre in questi giorni e come consuetudine, ha preventivamente consultato gli iscritti allo stesso, online, per sapere se erano d'accordo che si costituisse un nuovo governo con il Partito Democratico. Il 79% di quasi 80 mila votanti ha detto "Si". Ebbene, se io fossi un dirigente del Partito Democratico o di uno di quei litigiosi partiti di sinistra, preoccupato dall'emorragia di voti registrati soprattutto nelle ultime consultazioni elettorali, rifletterei sulla natura di questo risultato ottenuto dai pentastellati e, in particolare, sulle sue origini. Se poi vogliono continuare a pensare che i 12 milioni di elettori che lo scorso anno votarono 5 Stelle erano fascisti, populisti e qualunquisti di destra, facciano pure. Tuttavia, ciò che oggi accade è anche e soprattutto frutto della loro stupidità politica.

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Immagini: http://pensieriimmaginati.blogspot.com