I figli degli altri

Nell'Italia della politica spazzatura cresce l'odio

di Carlo Poerio

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    Data pubblicazione: 14 agosto 2019

 

Forse sarà il caldo portato dall’alta pressione africana a rendere faticosa qualunque riflessione. E allora lasciamo perdere l'ennesima strage di disperati che si è compiuta al largo delle coste libiche, 150 morti per un barcone che si è rovesciato. Tanto non frega nulla ad alcuno che il Mediterraneo si sia trasformato in una orribile immensa fossa comune. Infatti, il sentimento di pietà espresso dai sempre più numerosi webeti (cit. Enrico Mentana) è stato "potevano stare a casa loro, buon appetito pesci". Per giorni mi sono chiesto quale diabolica entità possa albergare in quella giovane donna [1] che nel suo profilo social si mostra seduta accanto ad un bimbo e che ha commentato la notizia della strage con un "mangeranno i pesci". Una dolce mammina, talmente soddisfatta per quanto accaduto da aggiungere, di seguito a quell’abominevole pensiero, anche l'icona della risata. Non ho trovato risposta e questo significa che c'è da cominciare ad avere paura di chi ci sta vicino in metropolitana oppure in banca, al bar o in qualunque altro luogo pubblico che anche questi inquietanti individui potrebbero frequentare. Sarà il caldo ma lascerei perdere anche il così detto "decreto sicurezza bis", un provvedimento che come il primo non ha nulla a che vedere né con la nostra sicurezza né con i disperati che sbarcano sulle nostre coste. Però, come il precedente, certifica senza alcun dubbio la nostra fottuta paura del futuro, quella paura che ormai rende irrespirabile l'aria di questo nostro Paese. E’ una norma che sa tanto di propaganda, pensata per concentrare nelle mani di una sola persona, il capitano, poteri e decisioni. Lascerei perdere, ancora, l'ennesimo goffo e patetico braccio di ferro tra il capitano e l'Unione europea, per accogliere qualche decina di migranti che si trovavano a bordo di una nostra nave della Guardia Costiera, a cui era stato vietato di attraccare in un nostro porto. Divieto imposto mentre, come al solito, centinaia di disperati continuavano e continuano ad arrivare ogni giorno sulle nostre coste con natanti di fortuna. In cerca di un po' di frescura, eviterei anche di soffermarmi sulla così detta "autonomia differenziata" tanto caldeggiata dai leghisti, anticamera della fine dello Stato unitario e preludio della balcanizzazione dell'Italia. Inoltre, purtroppo, una risposta da "sinistra" a questo scempio, non si conosce ancora. Potrei allora soffermarmi sulla brutta storia del carabiniere ucciso a Roma da due ragazzi americani. Una storia tipicamente italiana che ancora una volta si caratterizza per l'eccessivo abuso del così detto "rutto libero", ossia la diffusione di opinioni senza alcun fondamento, spesso formulate usando parole violente e ancora più spesso termini volgari. In assenza di informazioni ufficiali alcuni notiziari televisivi e giornali online, inspiegabilmente, hanno cominciato a parlare di assassini nordafricani. Il capitano, per nulla riflessivo e misurato nelle parole nonché campione di rutto libero e chiacchiere inutili, non si è lasciato sfuggire l'occasione di dimostrare queste sue particolari doti e, sempre in assenza di comunicazioni ufficiali e certezze sull'identità degli assassini, è intervenuto in un programma televisivo del mattino assicurando che i due criminali nordafricani sarebbero stati assicurati alla giustizia. Travolto dal delirio di onnipotenza che spesso lo assale, ha perfino annunciando che la pena detentiva per i due sarebbe stata i lavori forzati a vita. La particolarità che il nostro codice penale non preveda tale forma di detenzione non è un problema. Il capitano conosce bene i suoi sostenitori e sa che si bevono tutto. Purtroppo, anche chi dovrebbe essere meno forcaiolo e più riflessivo si è lasciato andare a commenti che si basavano su notizie non ufficiali. Quindi abbiamo potuto ascoltare anche alcuni esponenti del centrosinistra che condannavano due non meglio identificati nordafricani. Grande è stata la delusione quando, invece, si è scoperto che i due "nordafricani" erano bianchi e per nulla africani ma provenienti dalla moderna e civile culla della democrazia: l'America. I presunti assassini del carabiniere erano due giovani ragazzi americani, in vacanza a Roma. Piuttosto deluso, il solito capitano ha cercato di buttarla in caciara, recriminando che nel paese da cui provenivano quei due, esisteva la pena di morte. Sottinteso: peccato che in Italia gente così non si possa friggere su una comoda sedia elettrica.

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Dal centrosinistra in quanto a caciara non sono stati da meno e dimenticando che poche ore prima, davanti alle telecamere, anche loro avevano parlato di due nordafricani assassini, si sono lanciati in accuse all’indirizzo di alcuni politici di centrodestra, colpevoli di essere degli sciacalli che strumentalizzano ogni fatto di cronaca a fini razzisti. Infine, per dimostrare fino in fondo quello che siamo come nazione, un paese che non riesce a dimostrarsi dignitoso neanche davanti ad un carabiniere morto ammazzato, è spuntata fuori la foto di uno dei due accusati di omicidio, ripreso all'interno di una stazione dei carabinieri ammanettato e forse in attesa di essere interrogato, con una benda attorno agli occhi. Foto scattata da un carabiniere, diffusa su una chat dei carabinieri e poi, rimbalzando di chat in chat e di sito web in sito web, vista dal mondo intero. Compresi gli avvocati dei due probabili assassini, i quali mai avrebbero immaginato un colpo di fortuna simile: confessione estorta con la violenza. Nuovo delirio di accuse tra politici, giornalisti, opinionisti, destra, sinistra, centro, sotto, sopra e, ovviamente, gli immancabili webeti. Il capitano, assalito dall’impellente bisogno di diffondere l’ennesimo rutto, ha ricordato che la vittima non era l’assassino ma il carabiniere. Epilogo: funerale del povero carabiniere con telecamere a completa disposizione dei due vicepremier. I quali, manco erano finite le esequie che sono tornati ad attaccarsi a vicenda sul Tav e sulla riforma delle autonomie. Questo siamo come Paese. Forse sarà la calura estiva, forse i ghiacciai della Groenlandia che si sciolgono o forse i boschi della Siberia divorati dalle fiamme ma non riesco a riflettere.

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[1] https://www.tpi.it/2019/07/26/naufragio-migranti-mediterraneo-disumani-commenti/
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