Anno 2032: fuga dal virtuale

Da la rosa torna... - Capitolo Otto

di Alessandro Manuguerra

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    Data pubblicazione: 14 agosto 2019

 

Si guardò intorno cercando di fare un elenco delle forze di cui poteva disporre nella stanzetta con branda del sotterraneo dove si trovava: lo smartwatch9.0 al polso con la sua nuova ID, un tecnico cinese (o mongolo) chiamato Cen, messogli a disposizione dal mercante Mortimer, infine se stesso, il proprio intelletto. Forse non era tanto, ma l’ultima delle cose era quella della quale fidarsi di più, la propria mente, i propri ricordi, da troppo tempo sepolti e dimenticati.
La presenza del cinese, di cui scorgeva il profilo, illuminato a metà dalla luce laterale, era motivo al contempo di conforto e di inquietudine. Se infatti era un valido aiuto tecnico, dall’altro certamente aveva dei compiti di sorveglianza. Il mercante non faceva nulla per niente, e pretendeva che lui, Emilio, gli fornisse al più presto quanto promesso: il video che smontava l’attentato al Ministro Salvinius, la prova che si trattava di un fake creato ad arte, dai Servizi Segreti o dai suoi stessi uomini. Doveva fornire quel video, era il suo unico modo per uscire di lì e con un po’ di denaro per ricominciare da zero, da qualche altra parte. Si trattava di uno stretto passaggio obbligato nel suo orizzonte limitato da una porta e un lungo corridoio sorvegliato.
Cercò di riflettere: gli ultimi avvenimenti si erano succeduti con troppa fretta, non gli avevano lasciato il tempo di ragionare, di scegliere. Qualcosa nella sequenza degli eventi non lo convinceva, o comunque sfuggiva alla sua comprensione.
Doveva fare mente locale, riepilogare quanto accaduto per rimettere in ordine la serie dei fatti che lo avevano portato lì, rinchiuso in quell'angolo.
Cercò un supporto alla memoria, com'era solito fare, sul web, chiedendo aiuto anche a Cen (lo conosceva prima o lo associava al personaggio di un libro francese letto da giovane?).
Tutto era nato da un suo errore, lasciare un like su un post di un Espulso, reo di non condividere la linea del Buongoverno sulle trivellazioni in mare. Rivide la sequenza della caccia subita da Tornado, avendo l'impressione per un attimo di riconoscere qualcuno tra la folla spettatrice, munita di striscioni pro-movimento. Disconnessa per 24 ore la sua Identità Digitale, per punizione, lui era stato costretto ad uscire dal suo appartamento, cosa che non capitava da almeno 2 anni, scoprendo in strada una realtà diversa da quella riportata dai Social sotto il controllo di Stato.
Lì era stato aiutato da un ragazzo di colore e dai suoi amici irregolari. Aveva incontrato per la prima volta Mortimer che gli aveva dato qualche moneta per sopravvivere quella notte nel piccolo accampamento di Jean-Baptiste e i suoi amici sotto un ponte stradale, mentre avveniva il colpo di stato di Salvinius, autoproclamatosi Ministro Plenipotenziario della Repubblica. Non aveva aderito alla Lega delle Leghe per difetto di reazione o forse per le divise imposte a simpatizzanti e studenti oppure per un moto istintivo di ribellione quasi inconscio, uno spirito sconosciuto a se stesso. Quindi il tentativo di ritorno al suo appartamento, finito con una fuga precipitosa dalla folla aizzata dalle LL. Si rivide sul web, inquadrato dall'alto da un drone spia che mandava in diretta su Instagram la caccia all'uomo. Vide i suoi tentativi di depistare gli inseguitori che poi, quando lui era sparito tra i palazzi, erano tornati sui loro passi verso il suo condominio. Chissà cosa stavano cercando, pensò Emilio, vedendo alcuni dei militanti LL, con la divisa grigia a strisce verdi, entrare nel suo portone. Alcuni minuti dopo, mandando avanti la registrazione della diretta, li vide uscire con alcuni oggetti personali e il suo Tablet9.0 trafugati dall'appartamento. Infine portarono fuori l'anziano intellettuale del secondo piano, con gli occhiali e i pantaloni con le pence, strattonandolo come fosse un prigioniero. Tra la folla degli astanti un cartello strano venne inquadrato per un momento. Fermò l'immagine per decifrare la scritta. "DA LA ROSA TORNA AL PROFUMO DEGLI OLEANDRI". Non capì cosa volesse dire e a chi fosse rivolto il messaggio, dalla rosa all'oleandro. Sbirciò meglio, provò a ingrandire l'inquadratura, ma non riusciva a riconoscere chi tenesse in mano il cartello, scritto a mano con un pennarello nero. Era curioso che "dalla rosa" non fosse unito, un vezzo letterario anacronistico, che finiva quasi per… Interruppe il suo ragionamento perché una serie di notifiche annunciavano l'imminente diretta sui principali Social - Instagram, Facebook, Youtube, Google+, Netflix O, Amazon Prime, Twitter, BuongovernoWeb - l'intervento del Leader del Movimento, Giambattista, che avrebbe dettato la linea per tutti gli attivisti, almeno per quelli che non avevano già aderito alla Lega delle Leghe. Anche Emilio attendeva con trepidazione l'intervento di quello che era stato fino a qualche giorno prima il suo Leader, e che, sperava, avrebbe sancito una differenza con Salvinius e in qualche modo riabilitato i militanti del Movimento che non si erano piegati alla nuova situazione. Riconobbe subito viso e voce a lui cari, Giambattista appariva con una camicia bianca sbottonata davanti all'entrata dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove intendeva dare conforto ai lungodegenti. Così almeno nelle parole della presentatrice portavoce del Movimento, Giulia Campisi, che ribadiva l"eccezionalità della dichiarazione, che rubava minuti preziosi agli alti incarichi e impegni del Leader. Poi toccò a Giambattista e alla sua appassionata retorica.
"Mentre i Nemici della Contentezza lavorano dall'interno per demolire un grande progetto di Nazione, gli altri restano sul campo insieme alle tante persone che fanno parte del Movimento e che, nonostante le critiche, ci credono fermamente. Le difficoltà vanno affrontate e i sogni si realizzano se si è determinati ad andare avanti.
Non soffermatevi, cari Cittadini, sull’esteriorità, la forma che si è dato il Nuovo Corso del Buongoverno, ciò che conta è la lotta per ciò che abbiamo sempre portato avanti, le conquiste che con questo alleato abbiamo ottenuto e continueremo a perseguire per tutti noi.
Chi si ostina a non firmare la Dichiarazione Ufficiale di Adesione (DUA) al Nuovo Corso del Buongoverno si consideri fuori anche dal Movimento.
Rifiuti Zero, Consenso a Mille.
Buona giornata dagli Elevati".
La formula di chiusura era la stessa da anni, i Leader del Movimento si attribuivano scherzosamente il termine “Elevati”, come faceva il vecchio Beppe Trillo, mentre il significato di “Rifiuti Zero, Consenso a Mille” si era modificato nel tempo. Ora indicava la capacità del Movimento di allontanare da sé tutte le persone scomode o di opinione contraria; anche di cacciare dal Paese gli indesiderabili - il termine Rifiuto insomma indicava le persone sgradite ai Leader.
Con ciò Giambattista lo metteva fuori dal Movimento, anche lui era diventato un Rifiuto, cosa per Emilio particolarmente toccante e dolorosa. Gli sembrava di essere stato parte attiva, integrante, si identificava nel Movimento e aveva contribuito a molte delle battaglie politiche del partito, ma qualcosa dentro di lui lo bloccava nel seguire i suoi Leader nell’ultima svolta.
Non potevano piegarsi a quella che sembrava profilarsi come una… (aveva persino timore di pensarlo… come se, senza pronunciare la parola, ma facendola risuonare forte nella sua mente qualcuno potesse sentirlo) DI-TTA-TU-R… Non dovevano piegarsi a questo, ad un Ministro Plenipotenziario. Di certo non voleva farlo lui.
Basta. La sua decisione lo conduceva a percorrere una strada diversa dai suoi ex commilitoni, e non pensava di essere lui ad allontanarsi dagli ideali iniziali.

Tornò a concentrarsi su quanto aveva visto; nel Tablet9.0 sequestrato non avrebbero trovato che le attività svolte negli ultimi anni da lui come attivista, influenzer, hater, sulla base di quanto deciso dal comitato politico della Piattaforma, la lista delle priorità alle quali doveva attenersi e la serie di risposte che gli attivisti avrebbero dato in caso di commenti negativi o domande. Tutta la sua attività era stata stabilita dalla Piattaforma, cioè dai Leader del Movimento, per cui non avrebbero trovato nulla di nuovo, nessun file o post che lo incriminasse di tramare contro il Buongoverno. Semmai sanciva inequivocabilmente la sua fedeltà politica e la sua condotta irreprensibile - nel senso che anche quando aveva sconfinato nell’illegalità, era stato solo nell’interesse del Buongoverno e quindi del Paese e dei Cittadini.
Altro che preoccupato! Si aspettava piuttosto dal sequestro di essere in qualche modo riabilitato, anche se magari con nessun effetto immediato sulla propria condizione di Espulso e di clandestino del web.
Ora si sentiva stanco e non sopportava più la presenza di uomo ombra del cinese, con i suoi labbroni buoni e gli zigomi sporgenti impassibili alle vicissitudini e alle reazioni emotive che invece Emilio non riusciva a nascondere rivedendo ciò che gli era successo. Doveva mandarlo via e trovare una soluzione anche per uscire dal sotterraneo, nel quale ormai gli pareva non riuscire più a respirare, come se l’ossigeno cominciasse a mancare. Così annunciò di volersi riposare un poco, possibilmente da solo. D'altronde nel sotterraneo il BWF (Buon Wi-Fi), la linea statale altrove capillarmente diffusa, non arrivava (o era bloccata appositamente) per cui sapevano entrambi che qualunque sua attività sul web sarebbe passata dal Wi-Fi di Mortimer, e dunque facilmente tracciata e intercettata da Cen. Il cinese perciò acconsentì, sarebbe stato nuovamente a sua disposizione quando avrebbe finito il riposo. Bastava chiamarlo, non si sarebbe allontanato, rimaneva lì nel corridoio, proprio davanti la porta della stanzetta.
Il messaggio per Emilio era quindi che la sorveglianza non si sarebbe per ciò allentata.
All'uomo non importava. Voleva restare solo. Come un bisogno impellente di respirare meglio, fosse solo per pochi momenti.
Si sdraiò sulla branda pensando di non riuscire a dormire davvero, i pensieri correvano a mille, si chiedeva se qualcuno dall'esterno potesse giungergli in soccorso, sembrava di no, Ailande aveva fatto il suo, La Rosa era sparito, la pista prospettata da Assioma era l'unica da seguire… Comandante Nik, "Comandante Nik" gli sembrava di sentire una voce, ma tutto era nella sua mente. La Rosa e il profumo degli oleandri… In uno stato di dormiveglia, quello in cui spesso si annunciano grandi rivelazioni, sentì un profumo dolce, troppo dolce, quasi marcio nel caldo di un pomeriggio di agosto tra la campagna secca. Un lungo viale davanti a sé, bordeggiato da alti cespugli fioriti color rosa, il profumo inebriante, che dava alla testa, un frinire instancabile di cicale, due bimbe con le traccine che lo chiamavano, Nik, Nik, la sensazione di trovarsi in un posto familiare, ma lontano nella memoria, il viale degli oleandri…
Si rialzò di soprassalto cercando di fissare nella mente quanto aveva visto nel dormiveglia, un viale, gli oleandri, un luogo di campagna, dove si trovava? Un posto che gli sembrava di riconoscere, nel quale pareva a proprio agio, ma che non ricordava. E chi erano quelle bambine? Sembravano due gemelline e perché lo chiamavano Nik? Era solo il nickname che si era dato sui Social, non ricordava nemmeno perché.

Cercò sul web attraverso il suo Smartwatch9.0 "Viale degli oleandri" poi "Comandante Nik" ma senza risultati interessanti, almeno non nella prima pagina di Google. Quindi voleva provare ancora ma… non sapeva cosa cercare esattamente. Provò un azzardo, "gemelle Rappisi". Esistevano effettivamente due gemelle con quel cognome, una delle quali famosa per aver fatto parte della rappresentativa italiana di Triatlon agli ultimi mondiali in Catalogna. Avevano 2 anni meno di lui ed erano nate a Palermo, non distanti dalla sua cittadina di origine. Probabilmente dunque erano sue parenti, non si trattava di una fantasia ma di un ricordo ben preciso. Perché però sembrava aver rimosso ogni cosa?