Non ci resta che piangere

Quasi un editoriale

di Antonio La Monica

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    Troisi e Benigni in "Non ci resta che piangere"


    Data pubblicazione: 14 maggio 2019

 

Secondo molti scienziati, filosofi e pensatori, l’elemento che meglio distingue l’uomo dall’animale è la ragione. La razionalità, la capacità di pensare e via discorrendo. Senza dubbio una cosa vera. Ma anche il pianto pare essere un fenomeno che riguarda quasi esclusivamente gli esseri umani. Sono rare le specie animali, infatti, che lacrimano o che danno vita a momenti assimilabili al pianto. Persino le celebri “lacrime da coccodrillo” non sembrano dare certezza rispetto alla sensibilità di questi rettili spaventosi.
È vero che i cavalli lacrimano, lo fanno anche alcune scimmie, ma il pianto come manifestazione di una emozione, di un dolore o di una gioia sembra essere un fatto prettamente umano. Ecco perché ci è parso un tema interessante per il nostro mensile.
La prima associazione mentale induce a collegare le lacrime con la disperazione,  con il dolore e la tristezza. Poi si pensa all’emozione, alla commozione e, infine, alle lacrime di gioia.
Ognuno saprà ricordare un pianto in occasione di un film, di un concerto, di un dramma personale, di un successo inaspettato…
Chi ha o ha avuto un bimbo molto piccolo potrà associare il pianto con notti insonni, ma resta pur sempre un fatto sconvolgente come un bimbo neonato sappia già adoperare uno strumento potente e chiaro come il pianto per farsi accudire. Pare che le frequenze dei piagnistei infantili siano tali da arrecare un disturbo tale in chi ascolta da dovere indurre in breve tempo a trovare una soluzione. La natura è davvero geniale!
Resta da capire perché tale fenomeno venga interpretato come debolezza per lo più femminile. Un lusso che al maschio non sembra essere concesso più di tanto.
Talvolta, però, l’attitudine si mantiene fino in età adulta e allora il piangere diventa un piangersi addosso davvero  insopportabile.
Piange la maschera di Pierrot, piangono i personaggi di innumerevoli raffigurazioni artistiche. Piangono gli attori del cinema per far piangere noi spettatori in cerca di chissà quale catarsi.
Altro capitolo meriterebbero i pianti miracolosi delle stature religiose, ma non avendo noi strumenti idonei per trattare il tema ci affidiamo al simpatico dubbio di Massimo Troisi che in un celebre film, al prete che vorrebbe convincerlo del miracolo della madonnina piangente, risponde che un miracolo privo di dubbi sarebbe allorquando la madonna si mettesse a ridere!
E a noi che leggiamo anche questo mese Operaincerta? Non ci resta che piangere…