Salvatore Leopaldi

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  • Collaboratore

    Sono nato a Modica nel 1983, sebbene questa sia una di quelle cose sulle quali non abbiamo nessun controllo, dico il nascere, il nascere in un luogo o in un determinato anno. La mia formazione si è svolta tra le colline del Val di Noto. Qui imparai l’inutilità dei rami di mandorlo al fine di costruire una buona fionda e a camminare a piedi nudi. Fu un susseguirsi di scoperte eroiche in grado di generare quel repertorio di episodi mitici tipico di ogni infanzia. Un episodio fu più significativo degli altri. Una sera, sulla parete esterna della casa di campagna dove passavamo lunghe estati si svolse la lotta tra una falena che s’era posata ridosso al neon che illuminava la veranda e un geco che, appostato lì vicino, l’aveva raggiunta dandole un morso. La falena si era staccata dalla parete e il geco ugualmente non mollava la presa. Nonostante la lotta durasse da pochi secondi, tra chi guardava la scena, si era già avuto il tempo di schierarsi chi con il geco e chi con la falena, chi con entrambe. Uniti dal morso del geco caddero tutti e due in terra e mentre ancora aspettavamo di capire chi avesse vinto, Pucci, si chiamava così, la gatta dei vicini, in un solo boccone li mangiò entrambi. Fatti personalmente meno significativi ma più consoni ad una breve nota biografica sono la mia frequentazione dell’Università degli studi di Catania dove ho studiato Lettere moderne e dell’Università di Pisa dove ho conseguito una laurea specialistica in Biblioteconomia che, insieme ad un successivo Master presso l’università di Roma Tor Vergata, ha fatto di me, almeno professionalmente parlando, un bibliotecario. Attualmente mi divido tra l’attività di bibliotecario, quella di potenziale professore di Italiano, storia e geografia e lavori di minor impatto sul lettore ma di più immediati guadagni.