Rosalia Lombardo

La bambina mummificata che apre e chiude i suoi occhi

di Patrizia Vindigni

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    Data pubblicazione: 14 dicembre 2018

 

Il sole è tramontato da qualche ora ed è ancora vivo il ricordo della piccola vista all’interno delle Catacombe dei Cappuccini a Palermo. La bambina è chiusa in una teca di vetro, con un visetto perfetto e i lunghi capelli che incorniciano il volto di Rosalia Lombardo morta a soli due anni di polmonite nel 1920.
Si racconta che il padre non potendo sopportare l’idea della perdita di questa figlioletta, rapita al suo affetto dalla malattia, si rivolse al dottor Salafia, esperto conoscitore dei metodi di mummificazione, perché lo aiutasse a conservare nel miglior modo il corpo della piccina. E il dottor Salafia riuscì nel suo intento con un particolare misto di glicerina, formalina, sali di zinco, alcool e acido salicilico, trattando il volto con della paraffina per mantenere la bellezza e rotondità del viso.
Il corpo della bambina è ancora oggi visibile, in perfetto stato di conservazione, all’interno delle catacombe, a Palermo dove sono presenti tanti altri corpi mummificati, di personalità del tempo, di bambini, di intere famiglie, di sacerdoti, ma la bimba, tra tutti, è l’unica che può dare l’impressione di potersi risvegliare dal sonno in cui è caduta nel lontano 1920.
È una storia che molti conoscono e difficile da dimenticare una volta che ci si sia trovati davanti a quell’angolo di mondo, fermo a quasi un secolo fa.
Per qualche tempo sono girate delle foto di questa bambina che hanno suscitato interesse e curiosità. La piccola Rosalia sembrava infatti in alcuni momenti della giornata aprire parzialmente gli occhi. E’ un fenomeno a cui si sono date spiegazioni diverse. Una è legata alle variazioni di temperatura nell’arco della giornata che porterebbero i muscoli delle palpebre a contrarsi. Un’altra spiegazione fa invece riferimento all’incidenza della luce durante il giorno per cui, in alcuni momenti, gli occhi sembrerebbero totalmente chiusi, mentre in altri tornerebbero più visibili le iridi.
Rosalia è, nel mondo, la mummia che, probabilmente, gode di uno stato di conservazione perfetto, con la presenza di tutti gli organi interni ma, soprattutto, resta una piccola di due anni che induce il cuore, osservandola, alla tenerezza e alla comprensione di quanto grande possa essere stato l’amore del padre, incapace di rassegnarsi alla perdita precoce della figlioletta.
Le immagini dei suoi occhi in movimento hanno colpito, forse con un piccolo brivido, la nostra attenzione ma è l’opera, straordinaria, dal tassidermista dottor Salafia, che ha portato ai nostri giorni la storia di Rosalia Lombardo.