Una nuova apocalisse

Tra parametri europei già violati e fantasmi di una nuova destra

di Carlo Poerio

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    Data pubblicazione: 14 dicembre 2018

 

In attesa del parere del Comitato economico e finanziario della Commissione europea e del verdetto definitivo del Consiglio dell'Economia e della Finanza dell'Unione europea l’unica certezza è la bocciatura, da parte della Commissione europea, del Documento di economia e finanza stilato dall'attuale Governo, sembra dovuto alla violazione di alcune regole europee sul debito che può contrarre un singolo Stato dell'Unione. La reazione delle opposizioni alla notizia ha svelato alcune curiose e inedite novità. Oggi per esempio sappiamo che i nostri politici di centrodestra e di centrosinistra, per misteriosi motivi che non starò ad investigare, sono diventati zelanti difensori degli interessi degli italiani. Quando governavano il Paese, quindi fino a pochi mesi fa, non provavano alcun rimorso nel privarli di diritti e dignità, nel rendere insicura la loro vita lavorativa, nel renderli più poveri e nell'aver distrutto il loro futuro. Oggi, invece, vestono orgogliosamente i panni di paladini dei loro interessi economici e non solo. Questi instancabili aruspici non hanno lesinato in profezie, diffuse prima, durante e anche dopo aver appreso dei contenuti del documento. Naturalmente tutte a tema catastrofico, predicendo cataclismi, carestie e una nuova apocalisse alla greca. Ovviamente hanno dimenticato di citare un particolare non indifferente, ossia che i parametri europei erano già stati violati dai loro governi e lasciati in eredità ai successivi. Tanto per fare il solito esempio, l'ultimo Governo di centrosinistra lasciò un debito al 131,2% del prodotto interno lordo e 10 miliardi di euro da recuperare con la successiva finanziaria, ovviamente nell'unico modo fino ad ora usato da questi spettabili signori: riforme strutturali, svendita di beni e servizi pubblici e macelleria sociale. Alla bocciatura da parte di Bruxelles è seguito anche l'immancabile altalenante giudizio dei mercati finanziari, espresso attraverso una sorta di verità mistica e sacra chiamata spread, termine entrato nel linguaggio comune anche se la quasi totalità della gente non ne conosce il significato. E’ un dogma e come tale viene vissuto. Semmai ce ne fosse ancora bisogno anche questa recente esperienza è l'ennesima prova che è la speculazione finanziaria a condizionare la politica ed il nostro benessere e non la politica a regolare e governare l’economia e la nostra società. Già da lungo tempo accade questo e nessuno si pone la domanda del perché la stessa non intervenga. Dopo decenni di supremazia delle rendite finanziarie, invece, sarebbe ora che al centro degli interessi della nostra politica tornasse l'individuo ed il reddito da lavoro. Tutto questo sta accadendo mentre la nostra opinione pubblica da sempre più credito e sostegno ad uno squallido personaggio che diffonde odio ed alimenta tensioni sociali che si traducono in una spietata guerra tra miserabili. Accade, ancora, mentre la "sinistra" continua a non avere un progetto unitario, anzi si divide ulteriormente, alimentando quel silenzio assordante a cui ci ha abituato. Sta accadendo, infine, con l'Europa che si ostina a discutere di zero virgola centesimi di euro, senza rendersi conto che continuando ad insistere su questa strada sta consegnando i popoli europei nelle braccia delle peggiori destre, le uniche che oggi sembrano capire il malcontento e le tensioni sociali che sempre più si manifestano in questo nostro continente.

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Tra le profezie dei nostri politici di opposizione, da me precedentemente citate, ho ricordato quella relativa alla nuova fine del mondo alla greca. Il caso ha voluto che proprio mentre riflettevo su quanto fino ad ora raccontato, capitassi su un sito [1] che riprendeva una notizia diffusa da "EU Observer", giornale online indipendente il quale, a sua volta, commentava un rapporto redatto dal Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic. Prima di illustrare la notizia in questione faccio una breve premessa e ricordo che furono le Istituzioni economiche dell'Unione europea, nel 2015, ad imporre alla Grecia una serie di misure di austerità, in cambio degli aiuti economici necessari per arginare la difficile crisi finanziaria in cui stava sprofondando quel paese. Ricordo che anche il Consiglio d'Europa è un’istituzione dell'Unione europea. Chiarito questo, vengo all'assurda singolarità da me letta. Tre anni fa un’Istituzioni dell'Unione europea impose draconiane misure di austerità alla Grecia. Oggi un’altra Istituzione dell'Unione europea, in un suo rapporto denuncia che "l'austerità imposta alla Grecia ha privato il popolo ellenico di alcuni diritti umani inviolabili". Quali? Il rapporto in questione è stato redatto dopo aver analizzato non solo le condizioni economiche in cui versa la popolazione in Grecia ma anche le dinamiche che vedono protagonisti i tanti immigrati che sono arrivati e continuano a giungere in quel Paese, nel difficile tentativo di raggiungere il nord Europa. Le misure di austerità hanno duramente colpito il settore dei servizi pubblici andando a pregiudicare, per esempio, il diritto dei cittadini alla salute o quello all'istruzione. Il taglio del personale impiegato nel settore sanitario pubblico ha creato una sorta di collasso delle strutture ospedaliere, dove sono venuti a mancare migliaia di medici, infermieri, assistenti ed impiegati. Il taglio dei fondi necessari per finanziare la sanità pubblica, ancora, ha provocato una carenza di medicinali essenziali per la cura di malattie anche mortali. L’ovvia conseguenza è stata l’impressionante aumento dei decessi per cure sanitarie non somministrate o per infezioni nosocomiali. Drasticamente ridotto anche il numero degli insegnanti che operavano all’interno della Pubblica istruzione. Quelli scampati al massacro, inoltre, hanno visto dimezzato il loro stipendio ed aumentato il loro orario di lavoro. Le difficili condizioni economiche ed i continui sacrifici imposti alla popolazione hanno avuto come conseguenza un'impressionante aumento del numero dei suicidi. Mentre nel nostro Paese si continua a discutere se vaccinare o no i bambini, in Grecia il 60% dei bambini non è vaccinato ed è stato registrato un aumento della mortalità infantile senza precedenti in Europa. Nonostante tutto questo, la situazione economica della Grecia  non sembra affatto migliorata e la disoccupazione rimane la più alta d'Europa. Eppure, nonostante i disastrosi risultati registrati in Grecia e nel resto dell’Unione, a Bruxelles si continua ad insistere su forme di austerità che come unica conseguenza stanno decretando il fallimento della stessa. Nel frattempo quelli che pensavamo fantasmi di una destra morta in un lontano e irripetibile passato, si stanno invece manifestando con particolare e rinnovato vigore. Nel nostro Paese, per il momento, è molto in voga un giochino che denota conclamata idiozia da parte di chi lo pratica. Lo stesso si svolge nel corso di una discussione tra due o più individui. Se per esempio si dibatte di immigrazione e si criticano le attuali politiche di contrasto alla stessa, è immancabile incappare nell’interlocutore che chiede “e tu quanti ne ospiti a casa tua?”. E’ una certezza matematica. Altra variante se si ha l’ardire di criticare l’attuale Governo sarà quella di essere subito zittiti con un “e allora il PD?”, dove l’acronimo non significa povero demente ma Partito Democratico. Infine, se si prova a discutere di efferati crimini compiuti da autentici italiani, si può essere certi di essere travolti da un “pidiota e di Pamela non parli?”. In questo consiste il giochino, soprattutto sui social. Però ci sono buone possibilità che ben presto si possa assistere anche a qualcosa di peggio. In fondo è un nostro ministro della Repubblica quello che agli inizi di dicembre, per pubblicizzare una manifestazione di piazza del suo partito, ha diffuso sui social i volti degli avversari politici della sinistra o di coloro che lo criticano, accompagnati dalla scritta “Lui non ci sarà”. Ed è sempre quello stesso ministro della Repubblica che sotto ai suoi post diffusi sui social, consente e tollera commenti che spaziano dal volgare al minaccioso.

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[1] http://vocidallestero.it/2018/11/09/eu-observer-lausterita-ha-violato-i-diritti-umani-in-grecia-secondo-il-consiglio-deuropa/