Questi fantasmi

Quasi un editoriale

di Antonio La Monica

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    Data pubblicazione: 14 dicembre 2018

 

Parlare di fantasmi a Natale potrebbe apparire del tutto inconsueto, ma di sicuro non lo è. Abbiamo una bella compagnia che ci conforta nell'idea che il tema del mese sia più che appropriato.
È tradizione, per chi iscrive, dedicare nel mese di dicembre un po' di ore alla lettura del "Canto di Natale" di Charles Dickens. Un capolavoro noto a molti di voi, senza dubbio. Per chi non lo sapesse (impossibile) è la storia di un ricchissimo uomo senza scrupoli e privo di sentimenti, Ebenezer Scrooge che, durante la vigilia di Natale riceve la visita di ben tre fantasmi. Le tre realtà soprannaturali sovrintendono rispettivamente ai Natali passati, presente e futuri. Conducono il vecchio Scrooge lungo i meandri della memoria, gli permettono di comprendere la realtà che lo circonda e, in ultima analisi, lo conducono ad una conversione del cuore capace di sovvertire gli avvenimenti futuri. Sono fantasmi che hanno buone intenzioni, che aiutano il protagonista del Canto a capire il vero senso del Natale. Sono fantasmi che ci fanno commuovere, sorridere e stupire, anche se all'inizio non possono che metterci un pizzico di paura.
Mi fermo qui perché non ho voglia di intristire nessuno, tanto meno me, con riflessioni su ciò che accade intorno… sul fatto che esistano fantasmi orrendi e pericolosi nella testa e nel cuore di ognuno di noi. A voi scegliere in un'ampia letteratura, in uno sterminato catalogo di arte, cinema e musica, i fantasmi preferiti. Quali siano i miei ve lo ho già detto! Buon Natale