The Ghost Writer

Il capolavoro di Philip Roth

di Saro Distefano

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    Data pubblicazione: 14 dicembre 2018

 

Madò, da quanto tempo non scrivo di letteratura su Operaincerta… e meno male (starà pensando il Direttore). Epperò il tema del mese è perfetto per parlare (a chi, quanti?, fossero interessati) di uno dei miei libri preferiti. Certamente tra i primi venti, senza dubbio.
Si tratta di “The Ghost Writer”, scritto da Philip Roth e pubblicato nel 1979 da “Farrar, Trausa and Giroux" nel 1979 negli Stati Uniti d’America. La prima edizione in italiano, già l’anno dopo, da Einaudi con l’ovvio titolo “Lo scrittore fantasma”.
Secondo me un capolavoro. Il primo con protagonista Nathan Zuckerman (alter ego di Roth) che sarà poi protagonista di altri romanzi di successo del narratore americano morto sei mesi fa. Vicenda già di suo singolare (il giovane scrittore Zuckerman trascorre una serata a casa di un anziano scrittore suo idolo da sempre, dove incontra una giovane e misteriosa donna che Zuckerman si convince essere Anna Frank, sopravvissuta e nascosta in America) il romanzo è un trattato di altissimo livello su come si racconta nero su bianco (e dire che io ho letto ovviamente una traduzione, chissà cosa sarà stato l’originale).
Nathan tornerà, grazie a Roth, anche in altri assoluti capolavori del mai premiato col Nobel (forse troppo diretto nel linguaggio sovente scurrile per i giudici di Stoccolma) tra i quali spicca, sempre secondo il mio modestissimo parere, “Pastorale Americana”.
Adesso che è morto, i tales di Roth saranno ancora più preziosi, e dovranno certamente passare per quel periodo, forse inevitabile, di più o meno leggero oblio, per poi aspettare il periodo di altrettanta incerta durata, durante il quale le case editrici (su tutte quelle americane) troveranno e ovviamente pubblicheranno inediti più o meno riusciti.
Nathan Zuckerman è stato un grande, quasi quanto Philip Roth. E tutti noi gliene siamo grati. Noi che abbiamo letto un solo libro di Murakami (e stiamo mentendo….).