Modi di pensare

Anche gli italiani hanno il loro piccolo e arrogante Trump

di Carlo Poerio

    img


    Data pubblicazione: 14 novembre 2018

 

Sono un piccolo esercito di disperati. I primi notiziari televisivi informano che quella lunga processione di esseri umani è composta da circa quattromila persone. In seguito rivedranno le stime: sono seimila, forse settemila. Sono tanti, prevalentemente honduregni partiti da San Pedro Sula, città situata nella parte nord occidentale dell'Honduras. Nel corso della migrazione agli stessi si sono poi aggiunti altri disperati, guatemaltechi e salvadoregni. Le immagini televisive di questa lunga colonna di esseri umani diretta verso l’America sono impressionanti. La sensazione che stia accadendo qualcosa di drammatico, è angosciosa. Eppure guardando quelle immagini con maggiore attenzione sembra che marcino cantando, gridando slogan e sventolando bandiere. Pare non abbiano paura. Forse confidano nella forza che può essere espressa da una moltitudine di migliaia di individui. In effetti ho sempre pensato che non esiste muro o altra sorta di ostacolo che possa fermare un essere umano disperato. Innalzare muri per fermare i migranti, come hanno già fatto in alcuni paesi e vorrebbero fare in altri, è inutile perché gli stessi si possono aggirare, scavalcare, oltrepassare scavando tunnel. L’unico risultato che si raggiunge è che pur di superare quel confine un migrante si affiderà sempre più ai trafficanti di esseri umani o seguirà rotte ancora più pericolose, con il conseguente aumento del numero di morti. E se un solo essere umano è disposto a far questo, loro sono seimila, forse settemila individui impauriti, umiliati e affamati che fuggono dai loro luoghi d'origine diventati invivibili, per salvare l'unica cosa che gli sia rimasta: la vita. Sembra che marcino verso una terra promessa, la terra dell'abbondanza, del lavoro per tutti, della sicurezza, della pace. Desiderano ciò che sogna ogni migrante. Di fronte a quella che a tutti gli effetti è una tragedia di dimensioni impressionanti, come reagisce la politica? Purtroppo per noi ma soprattutto per loro, i politici vivono in una realtà parallela. Quindi non stupisce se un borioso e arrogante Presidente degli Stati Uniti affidi ai soliti social network sinistre minacce e prometta di schierare l'esercito ai confini con il Messico, pur di impedire che quel lungo serpentone di disperati entri nel suo paese. Semmai è preoccupante che gli americani si facciano ancora rappresentare da un simile individuo, miope e guerrafondaio. A Trump come a tanti politici attuali non sembra interessare cosa spinga migliaia di persone a fuggire dai loro paesi.

img

Eppure si tratta di nazioni dove dilagano la guerra, la fame, la disoccupazione, la violenza o nei quali una classe politica e amministrativa corrotta ad ogni livello viene sostenuta da quegli stessi governi che oggi usano o vogliono usare il pugno duro con i migranti. E’ anche vero che Trump come altri governanti di oggi pensano e parlano come la maggioranza del popolo che rappresentano, il quale è ben contento di farsi rappresentare dagli stessi e di esorcizzare le fobie sociali di cui soffre. Gli italiani non fanno eccezione. A dar retta a ciò che circola sugli immancabili social network sembra che anche loro siano soddisfatti del loro piccolo e arrogante Trump, ministro in grado di vomitare quotidianamente la sua dose di veleno contro i migranti che "mettono in pericolo identità e sicurezza del nostro Paese". Sono talmente soddisfatti che quello che era un partito di minoranza nella coalizione di governo, oggi non solo sembra dettare la linea politica del Governo ma pare abbia raddoppiato i consensi elettorali, sottraendoli al partito che detiene la maggioranza. Oggi l'elettore italiano davanti all'impoverimento sempre più diffuso, invece di pretendere che la politica affronti i problemi della società alla radice e ponga fine a quella che fino ad ora è stata una pessima gestione politica della nostra economia, sostiene politici il cui unico scopo è esasperare ancor più i conflitti in seno alla società, indicando nell'immigrazione la causa dei mali del nostro Paese. Il fine di questi politici è più che evidente: non affrontare i problemi reali. In verità come potrebbero? Coloro che oggi alimentano il fuoco del razzismo sono gli stessi che hanno gestito malamente la nostra politica nei decenni passati, provocando i tanti danni economici di cui oggi patiamo le conseguenze. L'Italia di oggi appare divisa tra una minoranza di individui che ritiene l'immigrazione non sia una minaccia e la maggioranza della popolazione che reclama una società più chiusa, l'esercito schierato alle frontiere, il pugno duro per fermare l'immigrazione. Un modo di pensare che ritroviamo comunque negli Stati Uniti di Trump, nel Brasile che ha eletto un presidente di estrema destra, nel Regno Unito della Brexit, nell'Ungheria di Orbán, nella Repubblica Ceca che si fa rappresentare da un presidente xenofobo e nella maggior parte del resto dei Paesi dell'Unione europea. Insomma, come in tanti altri paesi, anche in Italia la maggioranza della popolazione sembra preferire un leader razzista e xenofobo.

Foto tratte da internet e contrassegnate per essere riutilizzate