Poesia Emergente

Politica e tramonti secondo Paola Cherubini / Samorante: la poesia che è in tutto (ed è tutto)

di Ester Procopio

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    Data pubblicazione: 14 novembre 2018




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A luglio, in una località isolata della provincia di Verona, Castagné, frazione del comune di Mezzane di Sotto con una quarantina di abitanti, giungono dieci richiedenti asilo. La cooperativa che se ne occupa, la coop. San Francesco, li ha destinati a un modesto domicilio, trilocale con quattro posti letto, lontano da negozi e dalla città, Bovolone, in cui alcuni di loro avevano trovato lavoro. I vicini si allarmano, i migranti – dal canto loro - si rifiutano di entrare nella nuova casa: chiedono che i loro diritti vengano ascoltati. Nulla da fare. Alcuni giorni dopo, a sette di loro verrà revocato il progetto di accoglienza, sono cioè condannati alla strada e a una vita di espedienti.

 

I RAGAZZI DI CASTAGNÉ


Vi sembreremo strani, ragazzi
che non ci importa di come ci vestiamo
e neanche tanto di parere belli
mentre voi, in sette con un bagno
siete sempre lindi come figurini
che mangiamo sempre pastasciutta
che a volte gridiamo che sembriamo scannarci
e dopo cinque minuti di nuovo a confabulare
come carbonari.

Non capirete neanche perché vi abbiamo raccolti
da quell'angolo fetente dove vi avevano cacciati
e perché ci diamo da fare, e ci agitiamo
e vi facciamo mille domande
e ci sforziamo di farci capire
col nostro buffo inglese imparato dalle band.

Quello che non sapete, non ancora
è che avete toccato tutte e due le nostre anime
quella politica, e quella della dolce umanità
e la voglia di giustizia, e la rabbia ingoiata
e ci fate dire, uno all'altro, o tutti insieme
parole che non ci dicevamo.


Samorante, il nickname sotto cui si cela Paola Cherubini, è forse la crasi tra il nome e cognome della scrittrice Elsa Morante? Privata dell'elemento individualizzante "El", che in spagnolo è anche – da solo – un articolo, non resta che un o una "Samorante", colui o colei che "sa amare": non una persona specifica, ma una tensione interiore universalmente umana. Chi scrive poesia – condizione necessaria per scrivere poesia – "sa amare": è Samorante.


AMO


Amo il colore di malva nel grigio
dell'alba di stamattina,
amo il rumore soffice
delle berline sull'asfalto
(dopobarba, sigaretta, appretto spray),
amo il gracchiare improvviso di un motorino vecchio
(guanti di lana, metallo caldo, pieghe da sonno),
amo l'arrivo di questa luce di ottobre
che irrompe irrispettosa dai vetri sporchi
lucida il verde, accarezza il rosso
fa della polvere una danza di lucciole
e della mia stanza disordinata
il set in controluce di un film retrò.

 

VENTIQUATTRO SETTEMBRE

 

CREDO
Credo che finirà così,
che litigheremo tutto il giorno
e ci respireremo addosso
tutta la notte.

 

Focus sull’autrice: Paola Cherubini vive a Verona, e i suoi interessi principali sono l'attivismo politico e i tarocchi. In famiglia serpeggia una vena creativa (il nonno era un pittore abbastanza noto della Verona del primo novecento) che nel suo caso si è espressa in modo vario, per poi trovare inaspettatamente negli ultimi anni una direzione poetica. Ha un blog, “Samorante”, nato soprattutto come raccoglitore (https://samorante.wordpress.com/ ), al cui interno si ripetono i due filoni qui rappresentati, l’uno politico e impegnato, l’altro lirico di carattere occasionale.
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