Il cammino sul ponte

Riflessioni

di Patrizia Vindigni

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    Data pubblicazione: 14 ottobre 2018

 

Il ponte su cui passano porta verso la nazione vicina. Sono in centinaia. Nella foto le magliette di ognuno, gli abiti delle donne, diventano macchie multicolore in abbinamenti stravaganti. Potrebbero essere belle immagini se non fosse che si tratta di gente in fuga dal Venezuela verso gli stati limitrofi, alla ricerca di serenità, di beni alimentari, con la voglia di allontanarsi dal rischio di sommosse. Tanta voglia di un quotidiano meno povero, più sicuro.
Il percorso è difficile e duro come quello di ogni emigrante perchè l'essere emigrante fa diventare immediatamente ogni persona un elemento meno gradito. All'improvviso gli altri ti considerano come persona scomoda. I venezuelani hanno vissuto bene per tanti anni e hanno accolto nella loro terra gente proveniente da tutto il mondo, Italia compresa. Oggi sono loro a doversi allontanare da casa, devono fuggire per cercare un'alternativa di vita, la loro terra promessa.
Nei loro passi l'ombra del desiderio di tornare indietro, alla propria origine. Nel loro cuore l'incertezza per ciò che li attende. Davanti ai loro occhi frontiere che improvvisamente si chiudono.
Nel frattempo il loro presidente Maduro, con in mano un potere assoluto, ha cambiato la moneta, ha cercato di renderla più forte, sta tentando di modificare con la forza una situazione economica e sociale che somiglia, sempre di più, a una bomba innescata pronta ad esplodere. L'inflazione resta altissima.
E la gente ha iniziato e continua ad attraversare i ponti, a piedi per chilometri, in un cammino che sembra non avere una fine o uno scopo, a parte quello di sottrarsi ad una realtà invivibile.
Un passo dopo l'altro verso un futuro in cui la speranza è diventata sovrana.