Divagazioni

Qualche breve considerazione su una politica incomprensibile

di Carlo Poerio

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    Data pubblicazione: 14 ottobre 2018

 

Se il mio destino fosse quello di essere un fenomeno, dovrei vivere fino a 136 anni. Questo mi consentirebbe di essere testimone di un evento eccezionale, iniziato 76 anni prima: il pagamento dell'ultima rata di un debito. Potrei raccontare ai miei pronipoti di quando alcuni magistrati, in un lontano settembre dell'anno 2018, condannarono un partito a restituire allo Stato ben 49 milioni di euro di rimborsi elettorati, secondo quei magistrati usati in modo difforme dalla loro natura, ad esempio per spese personali, perché trasferiti su conti esteri oppure per acquistare diamanti. Lo ricordo per i soliti distratti: agli inizi dello scorso mese il Tribunale del Riesame di Genova ha stabilito che la restituzione di quei 49 milioni di euro fatti sparire tra il 2008 e il 2012 da alcuni furbetti della Lega nord, si proprio quelli di “Roma ladrona”, dovrà avvenire in comode rate mensili, in modo da non impedire il proseguimento dell'attività politica del partito. Rate talmente comode che per saldare l'intero debito ci vorranno ben 76 anni. E' ovvio che non potrò festeggiare quel compleanno del 2094 ma ho qualche fondata speranza di essere testimone di un altro evento, piuttosto prevedibile e prossimo nel tempo: la Lega smetterà di restituire quanto dovuto allo Stato italiano. Forse verrà sciolta oppure fallirà, sono comunque convinto che qualcosa si inventeranno per smettere di pagare. I leghisti però possono stare tranquilli perché il nuovo partito, anzi due, con simbolo e statuto altrettanto nuovi, sono già stati costituiti ed almeno a dar retta alle statistiche, fanno proseliti. I maligni sussurrano che siano stati fondati proprio per mettere al sicuro i proventi dei finanziamenti privati, di quelli dell’otto per mille ed anche i lauti stipendi dei parlamentari, considerato che non sono riconducibili al partito in cui militavano i furbetti e, quindi, non possono essere confiscati per risarcire i milioni truffati. Loro, i leghisti, ovviamente dicono che queste sono solo illazioni, diffuse dai soliti invidiosi disfattisti della sinistra! Gli stessi, sempre secondo i leghisti, che hanno messo in giro la storiella che se vivi a Milano e vuoi diventare un sostenitore leghista ricevi un certo tipo di tessera mentre, se vivi a Reggio Calabria, te ne danno un'altra. Insomma, è come se ci fosse una Lega per il nord e una per il sud. Comunque sia, a me sembra paradossale che un partito che ha sempre reclamato la secessione ed il federalismo fiscale, proprio per staccarsi dal "sud che vive di assistenzialismo statale", ora faccia proseliti proprio fra i “terroni”. Sui social appaiono anche più accaniti dei leghisti del nord Italia. Sarà meglio volgere l’attenzione ad altro. Recentemente il Parlamento ha approvato il Documento di Economia e Finanza, comunemente definito Def, predisposto dall'attuale governo. Lo stesso, come tutti quelli che lo hanno preceduto, contiene le linee programmatiche di economia e finanza per il prossimo triennio. Come sempre, sullo stesso si è scatenata la critica delle opposizioni, in particolare sulla revisione del sistema pensionistico definito nel 2011 con la famigerata legge Fornero, sul reddito di cittadinanza e sul fatto che il Governo abbia deciso che il deficit salirà al 2,4% ossia, tradotto in parole estremamente povere, le spese dello Stato saranno superiori alle entrate. Anche se su quest’ultimo punto sono intervenute alcune correzioni, la polemica non si placa. Le opposizioni preannunciano catastrofi bibliche che colpiranno duramente il "popolo" dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati e dei pensionati.

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Conosco il ruolo che devono svolgere le opposizioni in seno ad un parlamento e sono cosciente che il modo in cui si articola il rapporto tra la maggioranza e le stesse, è indicativo del funzionamento di una democrazia. Le opposizioni sono lo strumento a disposizione delle minoranze per bilanciare il potere della maggioranza. Più sono efficaci gli strumenti a disposizione delle minoranze, tanto più il sistema democratico è funzionante e vitale. Questo principio è alla base di tutte le democrazie, compresa la nostra. Tuttavia, lo spettacolo cui stiamo assistendo da qualche mese e, in particolare, dopo l’approvazione del Def, personalmente ritengo sia indegno e non abbia nulla a che vedere con il ruolo che devono svolgere le forze politiche che costituiscono la nostra opposizione parlamentare. Il centrosinistra ed il centrodestra sono chiaramente uniti nel perseguire un unico fine: demonizzare l'attuale governo. Uno scopo che non ha nulla a che vedere con la pretestuosa difesa del "popolo", motivazione con la quale riempiono il loro vuoto politico. Perché penso questo? Quello attuale è un Governo che di responsabilità ne ha anche tante, da me sempre denunciate (lo ricordo, per evitare equivoci). Ma certamente non è l'attuale Governo il responsabile della voragine del debito pubblico che oggi assilla il nostro Paese. Quello di oggi è un debito accumulato in decenni di governi di centrodestra, di centrosinistra e pure "tecnici". E' un debito che quegli stessi governi, con i loro Def e le loro riforme, hanno sempre fatto gravare sulle spalle del “popolo”, quello che oggi dicono di voler difendere. Nell’ultimo decennio sono stati imposti talmente tanti sacrifici a questo "popolo" che lo stesso, il 4 marzo di quest'anno, ha detto chiaramente e senza ombra di dubbio, basta. Ha detto basta, soprattutto perché mentre rinunciava anche ad immaginarlo un futuro, vedeva che i politici di centrodestra e di centrosinistra non rinunciavano ad un centesimo delle loro rendite o ad uno solo dei loro privilegi. Ha detto basta, votando per chi promise di mettere la parola “fine” a tutto questo. Questo è un Governo che si è attribuito un compito difficile, in un Paese afflitto da cinque milioni di poveri e da una disoccupazione giovanile drammatica, lascito dei governi di centrodestra e di centrosinistra. Ha promesso di rimettere l’Italia su un binario di crescita ma soprattutto di equità. Certi atteggiamenti eccessivamente aggressivi o futilmente ostentati delle opposizioni, appaiono strumentali e controproducenti per loro ma soprattutto per l’intero Paese. Si critica molto il “reddito di cittadinanza” ma si dimentica che un reddito minimo esiste in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, tutti Grecia inclusa. Il Partito Democratico, in particolare, lo critica definendolo inutile, un incentivo a non lavorare oppure a lavorare “in nero”, affermando che è meglio spendere quei soldi per creare lavoro. A parte che non si comprende perché non li abbiano “creati” loro quei posti di lavoro, quando governavano, sembra si siano completamente dimenticati del “reddito di inclusione”, varano del 2017 dal Governo Gentiloni, anche se dotato di pochi soldi e quindi destinato a poco più di 900 mila persone. Dicono le opposizioni che i Centri per l’impiego, quelli che dovrebbero gestire i fondi destinati al reddito di cittadinanza, non funzionano. Vero ma perché non li hanno riformati e fatto funzionare al meglio, quando governavano loro? Dicono che il Def non aiuterà i giovani. Vedremo se sarà così. Nel frattempo, loro che cosa hanno fatto per i milioni di disoccupati, soprattutto giovani, che oggi si trovano senza un reddito ed un futuro? Cosa hanno fatto per quei milioni di lavoratori, soprattutto giovani, ai quali sia il centrodestra sia il centrosinistra ha assicurato un lavoro occasionale ed un reddito talmente ridicolo da non consentire di vivere dignitosamente? E se poi, fra l’altro, si riusciranno a liberare posti di lavoro grazie alla “quota 100”, sistema che dovrebbe modificare le scadenze pensionistiche fissate dalla legge Fornero, altro obiettivo criticato dalle opposizioni, non si libereranno posti di lavoro da destinare ai giovani? Eppure criticano, dimenticando che la legge Fornero, ad oggi, ha condannato milioni di individui a lavorare fino alla soglia dei 70 anni. Disapprovano, non capendo che è proprio per questi motivi che gli elettori li hanno abbandonati, preferendo eleggere, come loro stessi li definiscono, “populisti” e “incapaci”.

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