Quasi un editoriale

Cammin facendo

di Antonio La Monica

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    Data pubblicazione: 14 ottobre 2018

 

Il primo numero "ufficiale" della nostra rivista online era dedicato al tema del viaggio. Oggi ci interroghiamo sul "cammino". Da allora sono passati 15 anni e non è questa la sede per fare dei bilanci al riguardo. Meglio limitarsi a considerare l'importanza della questione. Il cammino, lo hanno detto illustri pensatori, è ciò che determina la meta. È il vero significato del viaggio. Se lungo la strada sentiamo gioia, fatica, soddisfazione o dolore, questi saranno i segnali per decifrare il vero senso del nostro vivere.
Il cammino è una potente metafora che significa vita. Lo sanno bene i viandanti di ogni luogo, lo sanno bene i poeti e gli scrittori di ogni epoca e latitudine. Da Dante in cammino tra i regni ultraterreni a Kerouac che "sulla strada" ha raccontato un'epoca e un mondo.
Al di là delle metafore, dei significati alti ed altri, resta il fascino semplice del camminare. Dell'andare da un luogo all'altro affidandosi alle proprie gambe, dello scoprire luoghi noti o sconosciuti. Di assaporare l'aria di un luogo alla velocità di un semplice passo. Non so altrove, ma nella città in cui vivo stiamo assistendo alla crescita di gruppi spontanei e poi sempre più organizzati che propongono questa semplice attività: camminare. Ecologica, sostenibile, divertente e utile per socializzare. Tra loro un gruppo ha un nome simpatico in dialetto siciliano che si chiama "Amunì". Tradotto in italiano significa: "Andiamo". Dunque, andiamo, amunì e cominciamo il cammino della lettura di questo bel numero di Operaincerta!