Apostoli dell'odio

La rabbia becera, manifestata con un rosario in mano

di Carlo Poerio

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Credo sia prematuro esprimere valutazioni sull'operato dell'attuale Governo, vuoi perché non c'è ancora qualcosa da valutare vuoi perché la scena politica, almeno fino ad ora, più che altro è stata occupata da uno solo tra i politici che lo rappresentano. Il quale, da sempre discusso, anche nella veste di ministro non smentisce la sua fama, annunciando o adottando provvedimenti che vengono accolti con particolare entusiasmo dalla maggioranza dell'opinione pubblica, la quale non aspettava altro che il solito pifferaio in grado di incantare le masse con la sua oratoria (schiumante rabbia), distraendo le stesse con falsi nemici da combattere, derelitti descritti come ladri, assassini o terroristi verso i quali indirizzare, magari con un rosario in mano, la rabbia tipica degli individui repressi. Penso sia arrivato il momento di smetterla con la solita critica alla nostra classe politica ed al loro (pessimo) operato. Comincio a credere che prendersela con gli stessi sia solo il tentativo di non voler guardare in faccia la realtà, quella che ognuno di noi affronta quotidianamente e che sempre più puzza di volgarità e violenza. Continuare a puntare il dito contro questo o quel politico, significa voler perseverare in uno sterile esercizio di retorica. Invece, almeno finché si ha stomaco abbastanza forte per farlo, è bene volgere la nostra attenzione a questa nostra "opinione pubblica". Ricorro ad una nota citazione per considerare che se è vero, ed è vero, che "ogni popolo ha il governo che si merita", dobbiamo rassegnarci all'idea che se abbiamo dei pessimi politici è perché la nostra società è popolata da pessimi individui. Poi se gli stessi siano la minoranza, come tanti obiettano, è un dettaglio che non cambia lo stato dei fatti. Gli stessi hanno diritto di voto e dopo aver eletto questa "créme de la créme" di politici, in genere farabutti e corrotti oppure, nella migliore delle scelte, incapaci di gestire i nostri problemi quotidiani e di formulare soluzioni condivise, sono pure ben contenti di farsi rappresentare dagli stessi. Tifano, si accaniscono sui social per difenderli, li inseguono nelle piazze per acclamarli e rubare un selfie con il “potente”. La minoranza! A questi politici un merito va riconosciuto: riescono a far credere ad una massa di poveri che all'origine dei loro problemi ci siano quelli ancora più poveri. Nonostante si sia all’inizio del terzo millennio e si presuma che gli individui siano maggiormente consapevoli del significato delle loro esistenze, i nostri politicanti riescono ancora ad alimentare la più classica delle così dette "guerre tra poveri". Per osservare i comportamenti, gli umori ed il pensiero di questa nostra opinione pubblica basta frequentare un "social media", uno di quegli strumenti grazie ai quali ciò che in passato era il monologo di un disadattato sociale, oggi è la struttura portante del dibattito democratico. Un dibattito al quale, al solo scopo di trarne profitto, partecipa anche la politica. Seguendo gli stessi ci si rende conto che è stato stravolto (da certi politici) il concetto stesso di democrazia e di voto popolare. Gli elettori sono stati trasformati in una setta che venera un capo il quale, per una sorta di investitura divina, è autorizzato a fare tutto ed il contrario del tutto. In altre parole, in questa nostra società è morto il pensiero critico. Così è stato in epoca berlusconiana, così si è proseguito durante la breve era renziana e così accade oggi. Ancora: seguendo i soliti social si evince che tanta brava gente, cristiana perfino, è talmente convinta del proprio tornaconto da fottersene se il nostro Mediterraneo si sia trasformato, in pochi anni, in un immenso cimitero.

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A leggere i tanti commenti che rimbalzano da questa a quella pagina web, si ha la netta sensazione che gran parte della nostra società si sia disumanizzata, non sia più in grado di avvertire emozioni e quindi di provare un sentimento. Si rimane allibiti dalla tanta ferocia che viene manifestata, sempre più, contro chi sta peggio di noi. Perché è una miserabile "guerra tra poveri"? Perché tranne poche voci isolate, in questa nostra società che se ne fotte del destino di tanti esseri umani, non si dice e non si fa praticamente nulla per fermare l'infinita serie di scandali e latrocini che ogni giorno, da decenni, vedono come protagonisti politici ed amministratori pubblici in combutta con faccendieri e mafiosi. Furti e inefficienze continue che naturalmente paghiamo noi, di tasca nostra e da anni. Un fiume di denaro a noi sottratto sotto forma di tasse, accise, contributi, addizionali e balzelli vari a livello comunale, regionale, nazionale. L’origine dei problemi, secondo questa nostra “opinione pubblica”, sono coloro che fuggono da Paesi dilaniati da guerre condotte da eserciti, da tribù o fazioni rivali tra loro, da bande mercenarie, da piccoli o grandi tiranni, da chi uccide in nome di un dio. Guerre dove si usano armi da noi vendute direttamente o per il tramite di altri paesi compiacenti e corrotti. Il nostro problema sono i poveri che fuggono da paesi ridotti alla fame. Paesi che l'opulento obeso mondo democratico occidentale ha saccheggiato e continua a depredare di ogni risorsa. Purtroppo guardare fuori da questa nostra pessima società non conforta. In Europa, tanti paesi sono stati e continuano ad essere ipocriti e assenti in fatto di accoglienza di profughi e migranti. Un segno evidente e tangibile della fallimentare costruzione di questa Unione europea la quale, sempre più, si conferma come un soggetto sovranazionale che persegue solamente il profitto dei mercanti e della finanza speculativa. Dall'altra parte dell'Oceano, invece, un vecchio ricco arrogante ha ordinato di separare dai loro genitori e internare in apposite zone all’interno di campi di detenzione centinaia di bambini, qualsiasi fosse l’età degli stessi, solo perché figli di immigranti clandestini. Insomma, sembra proprio che il mondo intero abbia rinunciato alla propria umanità ed a perseguire l'obiettivo di rendere questo nostro pianeta migliore per tutti, consegnando il proprio destino nelle mani di apostoli dell'odio e del razzismo. Apostoli con ricchi conti correnti bancari, nei paradisi fiscali.

 

Foto http://pensieriimmaginati.blogspot.it