Nuove elezioni o nuovo inciucio?

Nel frattempo i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri

di Carlo Poerio

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Sono convinto che il risultato delle mosse e contromosse dei vari leader politici che stanno animando l'avvio della nuova legislatura, finalizzate alla costituzione di un nuovo governo, sarà un ennesimo ritorno alle così dette "larghe intese". Forse è solo pessimismo, giustificato dalla sfiducia che nutro nei confronti della nostra classe politica, quello che condiziona la mia riflessione. Penso ad una nuova edizione di larghe intese, per motivi che proverò a riassumere. Credo che il Movimento 5 Stelle, vero vincitore della recente consultazione elettorale, difficilmente potrà dialogare costruttivamente con le altre forze politiche, al fine di definire un nuovo governo. Diversamente, per i pentastellati significherebbe tradire larga parte di quel loro elettorato che vedrebbe, in un accordo in tal senso, una manovra di palazzo, un inciucio con la casta politica da sempre avversata, rappresentata dai politici coalizzati nel centrodestra e nel centrosinistra. L'alternativa per i 5 Stelle, autentica missione impossibile, sarebbe quella di andare dal Capo dello Stato e chiedere l'incarico per formare il nuovo governo. Dubito perfino che lo stesso possa essere concesso e, comunque, rimane il problema comune a tutte le forze politiche in campo: in Parlamento quale maggioranza potrebbero vantare? Quindi, agli stessi, non resterebbe che vestire i panni di minoranza e ritirarsi all'opposizione, fino ad oggi la loro vera vocazione, chiedendo a gran voce nuove elezioni. So bene che molti, tra i quali anche io, auspicano un accordo con alcune formazioni di sinistra o con lo stesso Partito Democratico “derenzizzato”. Purtroppo e per ora il pensiero, le opere e le molte omissioni di alcuni rappresentanti del centrosinistra sono decisamente non comprensibili. Come al solito! Per giunta, pare proprio che molti in quel Partito non abbiano ancora capito perché gli italiani non hanno apprezzato certe riforme come l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, il Jobs Act, la riforma della scuola o del pubblico impiego, il precariato infinito, il demansionamento, gli inciuci con i peggio figuri del centrodestra per tenere in piedi un governo, una legge elettorale che definire pessima è già un complimento, una riforma costituzionale di cui nessuno sentiva la necessità e, comunque, bocciata da un referendum. Al momento, pertanto, vedo più realistica la possibilità che i pentastellati possano chiedere di tornare alle urne. I partiti della casta, invece, non hanno alcun interesse alla fine di questa legislatura ed a chiamare nuovamente gli italiani ai seggi elettorali. Nuove elezioni, considerato quanto già accaduto, potrebbero rappresentare il trionfo del Movimento 5 Stelle, un'ulteriore ma non significativa crescita della Lega e, soprattutto, la definitiva scomparsa di Forza Italia e del Partito Democratico. Da non dimenticare, inoltre, che se Salvini vuole capitalizzare il successo elettorale ottenuto a marzo e diventare il leader di tutto il centrodestra, come già sta facendo, deve tenere in piedi proprio la coalizione di cui fa parte. Diversamente, tornerebbe ad essere il leader di un partito che ha avuto un discreto successo ma che non può competere con i pentastellati. Al pari di questi ultimi, tuttavia, anche la coalizione di centrodestra non ha la maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo, a meno che non si accordi con l'altro partito che sta rischiando di scomparire: il Partito Democratico. Le larghissime intese, già storia ben nota di questo nostro Paese, sarebbero servite e né gli elettori della Lega né quelli di Forza Italia e del Partito Democratico sarebbero scandalizzati per questo ennesimo inciucio. Come non lo sono stati del precedente! Leghisti e berlusconiani conquisterebbero quei ministeri necessari per realizzare la ventilata riduzione delle tasse e, soprattutto, il contrasto all'immigrazione. I "riformisti e progressisti", invece, non noterebbero sostanziali differenze tra le loro politiche riguardanti l'immigrazione e quelle che vogliono perseguire i leghisti. Qualcuno potrebbe obiettare che i leader politici da me citati, sono proprio quelli che nel corso della recente campagna elettorale si dichiaravano contro le "larghe intese". Altri potrebbero replicare segnalando che sono gli stessi che ancora oggi, fieramente pronunciano veti in tal senso. È vero. A mia volta, però, mi domando: molti, a ragione, considerano come la peste un nuovo patto di governo tra Partito Democratico e Forza Italia. Ma uno tra i pentastellati, i leghisti ed il partito azienda berlusconiano non sarebbe ancora più sciagurato? Inoltre, è ragionevole affermare che Forza Italia ed il Partito Democratico, decidendo di tornare alle urne, potrebbero sancire consapevolmente anche la loro definitiva scomparsa dalla scena politica nazionale? Come al solito, mi auguro di essere smentito dai fatti. Nel frattempo, però, altri fatti ci raccontano di un Paese, il nostro, che poco o nulla somiglia a quello raccontato dalla politica. Fatti che dimostrano quanto lontano siano i nostri politici dal paese reale e dai bisogni delle persone. Alla fine di marzo su alcuni quotidiani sono apparse un paio di notizie che personalmente ritengo piuttosto preoccupanti. Erano state diffuse dalla Banca d’Italia e dall'Inps. La prima ci ha fatto sapere che un italiano su quattro vive con meno di 830 euro al mese; che sono più poveri i giovani; che sono più poveri al sud. Ma non basta: nell'ultimo decennio, periodo nel quale ha governato sia il centrodestra sia il centrosinistra, è aumentato il così detto "rischio povertà" e quasi una famiglia su tre ha temuto di sprofondare nella povertà. Ma non basta ancora: nello stesso decennio è aumentato il tasso di diseguaglianza. Tradotto, i ricchi sono diventati sempre più ricchi ed i poveri (e pure la classe media) sempre più poveri. L'Inps, invece, ha dichiarato che quasi 13 milioni di assegni pensionistici, circa il 70% degli assegni di pensione erogati da quell'Istituto, sono di importo inferiore ai 1.000 euro. Io penso che leggendo queste notizie, non sia necessario possedere una laurea in scienze economiche per capire che non stiamo affatto bene e che la ripresa economica di cui vanno cianciando i nostri politicanti, non la sta vedendo nessuno. E dopo aver letto di così diffuse e pessime condizioni economiche, non penso che servano particolari doti per capire quanto comprensibile sia l'astio che la maggioranza dell'opinione pubblica nutre per questi signori del centrodestra o del centrosinistra, per i rottamatori, per i tecnici freddi ma equanimi o per i tanti pseudo statisti i quali, nessuno escluso, hanno aumentato le diseguaglianze economiche nel Paese. Politicanti che hanno costretto milioni di individui a lavorare sempre più ore e per più anni, solo per ottenere il diritto ad una pensione da fame. A lavorare con sempre meno diritti, meno salario e meno sicurezza. E pur lavorando in queste condizioni, milioni di individui rischiano di diventare o sono diventati più poveri. Penso sia più che giustificato il pessimismo con cui ho iniziato questa riflessione. Questi politici che oggi si affannano per trovare tra loro un accordo, non mi appassiono più. Tutti, senza distinzione alcuna, mi appaiono insignificanti. Spiacevolmente insignificanti.
Foto: http://pensieriimmaginati.blogspot.it