Poesia Emergente

L’ermetismo di Sally S., cacciatrice di bellezza

di Maria Cristina Vecchiarelli

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    Opera realizzata dall’artista Antonelli Mara per Sally S.
    (per contattarla:
    mei-tei@hotmail.com)  

     

 

La poesia di Sally S. è ermetica, percorsa da echi montaliani, tanto immediata, necessaria e spontanea quanto accuratamente tesa alla ricerca di una superiore purezza ed essenzialità della parola. La sua scabrezza sincopata e musicale la fa rassomigliare ai frammenti dei lirici greci, con coloriture espressioniste nella rappresentazione della natura, percepita quasi come un’estensione del proprio essere, dove l’autrice si rispecchia per trovare ristoro dai suoi dolori interni.

 

Primavere


Che strana primavera:
i ciliegi sono in fiore
però piove
il fiore fa a pugni con la foglia stanca dell'inverno
appena andato.

Anche il mio cuore è un ciliegio
sbocciato
e una foglia secca, insieme:
quando mi sveglio è leggero
perché è vecchio
il cuore
oppresso dalle stagioni che furono
che ancora verranno.

Eppure non c’è mattino che non sboccino
primavere.

 

Non mi parlare di come fili



Non mi parlare di come fili
disegnano linee
orizzontali nel cielo
separazioni
non arte né trame per scrutare.

Gli incontri anche casuali hanno un senso
ma il cielo non dovrebbe avere divisioni

la vita è come un cielo l'anima è una
tuttavia tanti gli addii
e io
non so più in quanti addii mi sono persa
e frammentata e
dove
dove!
Questi spazi queste attese raccogliere
se anche gli spazi vuoti hanno senso:

sarò di spazi vuoti il senso.

 

Parole



Diffondo
la malattia del sapere
come una peste che taccio
untrice di maligni tumori
arrampicatrici
Parole
parole che ristagnate in cuore cupo
a macchia d'olio sui muri porterete
al domani altra solitudine.

 

Diva di desideri



Penetrami nel profondo
Diva di desideri
Amore carnale sensuale tellurico tutto
e amore che neanche i lombi basteranno.

Sussurrami parole
come da anni aspetto
aspetto invano
sulla soglia di un'attesa logorante
che si fa spoglia
agonia
di giorno in giorno:

vedi come incede
l'ombra lunga del passato e sghemba
lascia
i soliti frantumati addii
quasi più sassi che slanci
ad inciamparcisi.

Ho bisogno che tu mi parli
qui, adesso,
per sempre
ho bisogno di te che mi porti
sui tuoi piedi
ai miei piedi
allacciate
che tu mi possa incontrare là dove
l’alba
muo
re…

 

Un sensuale canto d’amore, dove il desiderio esigente si fa incontro, amplesso, fusione, pulsazioni ritmate come tamburi in un crescendo che dopo l’apice si smorza dolcemente in un singulto, in un sussurro esalato.

Focus sull’autrice: Sally S. è il nome d'arte di Ester Procopio, articolista per Operaincerta e, all'occasione, critico e scout letterario per questa rubrica. Sally S. è tutto ciò che non è ancora riuscita ad essere, la bambina che si meraviglia adocchiando il fiore sbocciato ai margini della Statale e che non rinuncia alla realizzazione di un desiderio semplice, come carpirne il profumo, ma gesto problematico, data una certa percezione sociale che lo vorrebbe inane se non folle, frutto di una mente infantile. Sally S. è il suo personaggio interiore che ha attraversato lo Stretto della Manica, ha vissuto anni di prigionia, è stata figlia di un borghese moralista dell’età vittoriana: un racconto metaforico come altri per dire che Sally S. è una voce imprigionata. La missione è liberarla, la poesia il mezzo. Adesso Sally S. è anche un progetto ambizioso, di natura culturale e artistica, “Poesia e altre inezie di Sally S.” con un sito internet (poesiaealtreineziedisallyesse) e una pagina Facebook (poesiaealtre-ineziedisallyesse) il cui intento è la promozione delle arti, dalla pittura alla poesia, la loro fusione e diffusione attraverso i moderni canali social.