La razza in estinzione

I bastardi, gli sciacalli e gli altri, quelli che finiranno con lo scomparire

di Ciccio Schembari

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Gli scienziati sostengono che, tra gli umani, non esistono razze diverse e tutti - gialli, neri, bianchi, rossi, verdi - facciamo parte dell’unica e sola razza umana. 
Con tutto il rispetto per gli scienziati dico: e i bastardi, quelli che scientemente, diligentemente, ostinatamente perseguono imperterriti la loro ricchezza e il loro potere a danno di noi uomini e della natura, dove li mettiamo? Costituiscono una vera razza: la razza bastarda. Sanno benissimo di essere una razza a parte. Ci tengono ad esserlo ed evitano con cura, con precisione e con dovizia la contaminazione con la razza di noi uomini. Ci considerano razza inferiore. Non ci considerano neanche uomini ma solo numeri, dati del loro teorema del dominio sul mondo. Sono solo in 65 (sessanta cinque) e controllano e comandano il mondo! Il benessere (il malessere) e i destini di miliardi di persone nel mondo sono influenzati dalle loro scelte! [1]

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Ci sono poi gli sciacalli, quelli che raccattano quanto più possono e si ingozzano. Sempre a scapito di noi uomini. Neanche loro fanno parte della razza umana. Fanno razza a parte. Sono i lacchè, i maggiordomi, i servi dei bastardi. Si pavoneggiano, sono felici di fare i galoppini, i lecchini, gli scagnozzi. Fuochi fatui generati da decomposizione.

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E ci siamo noi, la Razza in Estinzione di Giorgio Gaber.
La Razza in Estinzione: Non mi piace la finta allegria / non sopporto neanche le cene in compagnia / e coi giovani sono intransigente / di certe mode, canzoni e trasgressioni / non me ne frega niente. / E sono anche un po' annoiato / da chi ci fa la morale / ed esalta come sacra la vita coniugale / e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni / ma io non riesco a tollerare / le loro esibizioni. // Non mi piace chi è troppo solidale / e fa il professionista del sociale / ma chi specula su chi è malato  / su disabili, tossici e anziani / è un vero criminale. / Ma non vedo più nessuno che s'incazza / fra tutti gli assuefatti della nuova razza / e chi si inventa un bel partito / per il nostro bene / sembra proprio destinato / a diventare un buffone. // Ma forse sono io che faccio parte / di una razza / in estinzione. // La mia generazione ha visto / le strade, le piazze gremite / di gente appassionata / sicura di ridare un senso alla propria vita / ma ormai son tutte cose del secolo scorso / la mia generazione ha perso. // Non mi piace la troppa informazione / odio anche i giornali e la televisione / la cultura per le masse è un'idiozia / la fila coi panini davanti ai musei / mi fa malinconia. / E la tecnologia ci porterà lontano / ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano / c'è di buono che la scuola / si aggiorna con urgenza / e con tutti i nuovi quiz / ci garantisce l'ignoranza. // Non mi piace nessuna ideologia / non faccio neanche il tifo per la democrazia / di gente che ha da dire ce n'è tanta / la qualità non è richiesta / è il numero che conta. / E anche il mio paese mi piace sempre meno / non credo più all'ingegno del popolo italiano / dove ogni intellettuale fa opinione / ma se lo guardi bene / è il solito coglione. // Ma forse sono io che faccio parte / di una razza / in estinzione. // La mia generazione ha visto / migliaia di ragazzi pronti a tutto / che stavano cercando / magari con un po' di presunzione / di cambiare il mondo / possiamo raccontarlo ai figli / senza alcun rimorso / ma la mia generazione ha perso. // Non mi piace il mercato globale / che è il paradiso di ogni multinazionale / e un domani state pur tranquilli / ci saranno sempre più poveri e più ricchi / ma tutti più imbecilli. / E immagino un futuro / senza alcun rimedio / una specie di massa / senza più un individuo / e vedo il nostro stato / che è pavido e impotente / è sempre più allo sfascio / e non gliene frega niente / e vedo anche una Chiesa / che incalza più che mai / io vorrei che sprofondasse / con tutti i Papi e i Giubilei. // Ma questa è un'astrazione / è un'idea di chi appartiene / a una razza / in estinzione.

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[1] Giorgio Galli, Mario Caligiuri, Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci, Rubbettino, 2017.