Poesia Emergente

Benedetta Murachelli

di Ester Procopio

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Per il numero di febbraio presento una piccola selezione delle oltre 100 poesie di Benedetta Murachelli, presenti sul blog “Pensieri incustoditi”.


Atmosfere
La grande vetrata della finestra della scuola
rimanda un’immagine scomposta.
Sembrava un uccello
il capo reclinato fastidioso quel becco
e l’occhietto socchiuso.
Freddo che freddo tra le piume
scorre l’acqua, o ristagna
ed io non ho ali e l’anima è in apnea.
Solo le grandi foglie di un’estate
sciorinano lontani pigolii,
bambini in guerra.

E

E quando l’imbrunire
porta solo il buio

E l’alba il canto dei conventi
tessono per me cuscini di nuvola
i cieli di novembre.

Io vedo io sento

Non ho carta
su questo mare liquido d’inchiostro
l’onda scansa variopinte strisce di pensieri.
Le barche sono a riposo,
legate a una a una così
come a sera mucche alla rastrelliera.
Una vela alla fonda tintinna l’Ave Maria.
~~~~~~~~~~~~~~~
Aria d’ovatta
Il mare sussurra le sue schiume.

Amo il mio Wirlphool A+++

Bello elegante tutto in grigio,
colore di classe, incuti rispetto
pretendi attenzioni.
Brilli nei tuoi riflessi giocando
con le luci artificiali della sera.
Ristai in silenzio possente e irresistibile.
Non mancarmi, non tradirmi mai,
perché io ti amo.
Di sera, tra noia e TV,
scivolo con mano carezzevole
sui chiaro-scuri della tua impostata eleganza.
Sapendo già di cedere, alliscio tra palmo e dita
l’intrigante, funzionale appiglio.
Mi resisti.
E nulla fai per facilitarmi il peccato.
La tua freddezza metallica mi stuzzica.
Forzo la presa, con un… flop… come sfiato rassegnato
come magnete che cede, mi sbatti radente il petto.
Sospiro piano, rinnego i ripetuti cedimenti e
tuffo mani cuore e lingua nel primo barattolo a tiro
di un qualsiasi innocente paté.
Si placa la voglia, la sera si fa più dolce.
Con gesto esperto cancello l’impronta
della mia mano da questa tua
anatomica pratica maniglia e mi
riaccuccio nell’angolo del divano.
La solitudine sa di carciofo e salsa rosa.


Focus sull’autrice: Benedetta Murachelli è nata l'8 febbraio del 1934 a Cemmo, piccolo borgo della Valcamonica ricco di pietre ricamate chiamate “incisioni rupestri”. La guerra, la scuola, il collegio, qualche supplenza in scuole di montagna e poi la fuga nella grande città di Milano. Dopo faticose, nonché affamate, ricerche trova un lavoro in fabbrica. Cinque anni di precariato.
Torna all'insegnamento, altro precariato, fino all'entrata in ruolo. Dopo vent'anni accetta un lavoro amministrativo e torna in fabbrica.
Nel frattempo si è sposata, ha avuto tre figli e nove nipoti. Ora è pensionata e vive a Peschiera Borromeo, una cittadina dell'hinterland milanese, dove dal 2008 conduce un laboratorio di scrittura e lettura. Ha un blog “Pensieri incustoditi” in cui, a proposito della sua attività di scrittrice, dice «scrivo perché parole stregate stringono buffe alleanze con mani disubbidienti». Inoltre ha appena pubblicato una raccolta di poesie intitolata “Tra fuorvianti brezze”, in collaborazione con il sito ilmiolibro.it perché «gli editori – dice la Murachelli in un’intervista rilasciata per 7giorni - tendono a intromettersi un po’ troppo nella struttura del libro».[1]

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[1] Link dell’intervista.