Razza ieri, oggi e speriamo non domani!

Siamo fatti di carne, ossa e tratti distintivi, dunque le razze esistono solo nella nostra fantasia

di Loretta Dalola

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Ha ancora senso, oggi utilizzare questo termine? O meglio, se vogliamo continuare a fare distinzioni e razzismi, allora la razza umana esiste tanto quanto quella dei cani o dei gatti. Dal punto di vista scientifico la distinzione razziale non sussiste e non sta più in piedi dal momento che il meticciaggio è in atto da tempo. Le migrazioni di ieri e ancor più quelle attuali hanno mescolato i geni. Da sempre gli esseri umani si spostano e le molteplicità si incontrano e si mixano l’una nell’altra. Siamo fatti di carne, ossa e tratti distintivi che non sono predominanti al fine di una classificazione rigida. Dunque le razze esistono solo nella nostra fantasia, l’unico luogo dove è possibile che tale concetto possa essere preso sul serio e fare danni.
Un’idea impossibile da sradicare? Sembra proprio di sì. Se appare facile condannare i crimini contro gli ebrei, perché oramai lontani quel tanto necessario per assorbire ogni retaggio storico culturale, ci viene più difficile guardare nel nostro immediato. Un’eredità con radici troppo profonde per eliminarle tutte insieme, una ogni settant’anni!
Le differenze, innegabili, tra le popolazioni del mondo sono la conseguenza di adattamento all’ambiente, non sono paragonabili alle differenze psicologiche, emotive e comportamentali di ciascun essere e non giustificano la necessità di dominio o di superiorità. Il pensiero di distinguere e dividere in categorie superiori o inferiori è un’abitudine umana e la visione del “noi e loro” diviene fondamentale per distinguere ciò che non si conosce per trasformarlo, in alleato o nemico. Appare chiaro giungere alla conclusione che chi è razzista, lo è per paura. Meno facile annullare tra le varie etnie i pregiudizi legati ad esse. Per questo il razzista stabilisce una gerarchia che giustifica l’intolleranza e l’insensibilità verso differenze religiose, politiche, di genere e via dicendo, che vengono considerati come un peso che diviene una minaccia accecante e oppressiva. Ed ecco allora che vivere nell’attuale società piena di gravi problematiche, dove la disoccupazione e la disuguaglianza economica sono un fenomeno di grosse proporzioni, trovare capri espiatori da isolare fisicamente e psicologicamente a cui attribuire tutte le responsabilità risulta essere la naturale conseguenza. Se nel seicento il “dagli all’untore” debellava la peste oggi chi e quali forme assume il razzismo?
Le bastonate, gli stupri e il fuoco nei campi rom. Esponenti neonazisti e neofascisti che attaccano e danneggiano gli ebrei. Il bullismo tra i giovani. E infine gli extracomunitari che rimangono il “problema”. In una nuova società sempre più multiculturale e multietnica, le preoccupazioni sociali causate dalla grave crisi economica, una politica che non ha favorito l’integrazione, anzi ha sostenuto l’aspetto negativo dell’immigrato ha come conseguenze l’alimentarsi della paura del diverso rispetto alla maggioranza della popolazione italiana. E la paura si tramuta in rabbia e la rabbia sfocia in violenza. Per credere al giorno d’oggi all’esistenza di razze, e alla presunta superiorità di una sulle altre, bisogna essere totalmente privi di nozioni culturali, scientifiche e storiche. Ma si sa l’ignoranza abbonda tanto quanto i capri espiatori: immigrati, omosessuali, neri, ebrei, rom, sono fra le categorie più esposte. Stupidità e fanatismo sono alla base del loro agire, così come in misura variabile l’aspirazione di infliggere loro dolore. La politica spesso cavalca l’onda e talvolta ne è la prima istigatrice con forti frasi che incoraggiano la diversità allo scopo di ottenere voti e potere. La nostra moderna società italiana non sfugge certo a questo meccanismo. I mezzi di comunicazione amplificano e il delinquente, il depravatore, l’invasore, il disperato, lo stupratore, l’esagitato, e così via sono sempre loro, i diversi ovvero i più deboli, o meglio le minoranze etniche.
E purtroppo resta il fatto che molte persone ogni giorno subiscono soprusi a causa del proprio aspetto, del proprio credo, dello stile di vita, della propria supposta diversità. E purtroppo resta il fatto che questo è un fenomeno che non pare destinato a diminuire, al contrario, le vittime continuano a soccombere. L’intolleranza rimane la più grande piaga di ogni società, e se non troviamo un rimedio la situazione è destinata ad accrescere perché questo nostro mondo cambia velocemente, ma le persone sono evidentemente molto più lente o forse è più realistico accettare il male insito nell’uomo che sperare che il senso di appartenenza umana possa cambiare gli impulsi e gli odii. Nonostante ciò…“Vivere nel mondo di oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza o colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve” diceva William Faulkner qualche tempo fa.