Una promessa e un invito

È necessario individuare un politico onesto e capace di cui fidarsi

di Carlo Poerio

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La fine di un anno, per quanto mi riguarda, è sempre stata l'occasione di riflessioni e bilanci. Anche per quello appena concluso è stato così e non credo di generalizzare o di peccare di pessimismo se affermo che il 2017, purtroppo, si accoda all’elenco degli anni vissuti con difficoltà, in quanto confusi e turbolenti. Non mi riferisco alle personali disavventure che comunque non sono mancate ma allo stato generale della nostra società ed alle tensioni che la stanno attraversando, sempre più violente e preoccupanti. Non è possibile negare che anche il 2017 sia stato un anno di sofferenza per milioni di persone. Eppure a fronte di tragedie di cui conosciamo origini e responsabilità, è altrettanto vero che larga parte della nostra società e non solo questa nostra rimane impassibile, emotivamente indifferente al dramma vissuto da intere popolazioni, provocato dalla povertà estrema o da conflitti bellici. Sempre più individui, in questa nostra società, con i loro stili di vita dimostrano di essere incapaci di comprendere che il loro modo di vivere influenza e condiziona negativamente la vita di altri milioni di individui. Sempre più individui, infine, manifestano un crescente fastidio verso ogni appello alla pace, all'armonia, al rispetto ed alla tolleranza. Invece di pensare a cosa sia possibile fare per aiutare coloro che hanno bisogno, sempre più individui predicano e praticano intolleranza, disprezzo ed odio. Grandi mutamenti, ben peggiori di quelli già sotto gli occhi di tutti, si stanno palesando nella nostra società e nel mondo intero ma in molti sembra che non se ne rendano conto, preferendo vivere con le loro illusorie certezze. L’impressione è quella di vivere in una società non consapevole e, per questo, incapace di cambiare lo stato delle cose, di decidere liberamente, di guardare al futuro e di vivere il quotidiano senza fobie. La nostra classe politica, in tutto questo, ha le sue responsabilità, enormi. Sempre ben disposta ad alimentare e cavalcare le paure collettive per trarne un vantaggio, anche in occasione della campagna elettorale in corso sta mostrando il peggio di se. A marzo andremo a votare e, per quanto mi riguarda, andrò all'appuntamento con la cabina elettorale avendo le idee molto chiare.

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Purtroppo, come già accaduto in occasione di altri appuntamenti elettorali, sia a carattere locale sia nazionale, temo che anche stavolta rimarrò profondamente stupito dalle scelte elettorali fatte dalla "maggioranza" degli elettori. Come solitamente accade in queste occasioni, sto provando a conoscere i candidati della mia circoscrizione. La prossima volta voteremo con un sistema detto "uninominale", quindi dovremo scegliere un nome e uno solo, tra i tanti che si sono candidati nella circoscrizione alla quale apparteniamo. Credo sia ovvio, quindi, dare la preferenza ad un individuo di cui potersi fidare. In un passato purtroppo lontano, mi sono anche accontentato di un simbolo, della storia e dell'ideologia che c'era dietro lo stesso. Ma già da tempo non è più così. Alcuni simboli sono scomparsi oppure si sono trasformati nel tempo, fino a snaturare il significato di quello da cui discendono. Per quanto riguarda le ideologie, è accaduto anche di peggio. Se per tanti sono un sistema concettuale sconosciuto, di cui ignorano origini e significato, per tanti altri le ideologie sono superate, roba vecchia e per nostalgici del passato ma, soprattutto, un sistema di valori non più proponibili in un "mondo moderno" come il nostro. Nella scelta del miglior candidato, infine, non mi accontenterò neanche di semplici slogan o di qualche comparsata televisiva di presunti leader oppure di facente funzione e alter ego di leader, buoni soltanto a condurre le ridicole televendite elettorali che sempre più spesso animano le nostre campagne elettorali. Si tratta di essere rappresentati in Parlamento e quindi, quando mi recherò a votare, darò la mia preferenza ad un individuo che mi ispiri fiducia perché in possesso di comprovata onestà e capacità. Ho affermato che già da tempo rimango stupito dalle scelte elettorali fatte dalla maggioranza degli italiani. In verità, è più corretto affermare che non capisco quale sia il criterio con cui scelgono i loro rappresentanti, considerato che gli stessi, in genere, si rivelano degli emeriti incapaci o dei gran farabutti, personaggi più intenti ad arricchire se stessi ed a godere dei tanti privilegi che si sono riconosciuti nel tempo che ad agire per il bene dell’intero Paese. Io credo che nella nostra vita, prima di concedere fiducia a qualcuno che fino a quel momento è stato un estraneo, cerchiamo di sapere chi è, cosa fa per vivere, se ci risulta simpatico e cerchiamo di sondare gli umori ed i pareri di chi lo conosce già. Credo che questo criterio sia quello adottato da chiunque debba trovare soluzione ad una qualunque delle esigenze che si manifestano nel corso della nostra vita, dalla scelta di un meccanico che ripari la nostra vettura a quella di un medico che si occupi della nostra salute, dal dover ricorrere ad un idraulico alla scelta della banca a cui affidare i nostri risparmi. Se questo è il criterio diffuso per intraprendere ogni nuovo rapporto sociale perché la maggioranza degli italiani, quando si tratta di scegliere il politico che dovrà rappresentarli, si affida ad incapaci o farabutti? Perché si continua a favorire, in questo nostro Paese, una politica fatta di convenienze e popolata da personaggi solitamente squallidi e famelici? Nonostante quanto già visto e vissuto di questa nostra politica, sapranno gli italiani scegliere, finalmente, i loro rappresentanti in base alla competenza, al merito ed all'onestà quando a marzo andremo a votare? Me lo auguro. Per il momento la campagna elettorale in corso non offre particolari spunti di riflessione e, ancor più, possibilità di scelte qualitativamente apprezzabili e interessanti. Da una parte ci sono i giovani renziani che dopo aver definitivamente distrutto il centrosinistra, radunano centristi ed ex del centrodestra pur di ottenere un voto in più. Dall'altra c'è un pregiudicato che decide chi ricandidare e chi no, un vecchietto per nulla simpatico e prodigo di promesse fasulle, dietro al quale si sta muovendo una falange costituita da mafiosi, corrotti, incapaci, fascisti e razzisti. L’alternativa a tutto questo, di per se già nauseante, quasi sicuramente sarà un nuovo festival di perfetti sconosciuti, candidati grazie al voto del condominio in cui vivono e ad un movimento che si ritiene alternativo alla classe politica più screditate della nostra storia repubblicana. Perfetti sconosciuti che fino a ieri chattavano in rete e che domani, disgraziatamente, potrebbero rappresentare e governare l'intero Paese. Semmai a marzo si dovesse confermare l'attuale situazione e non dovessi individuare quel candidato "onesto e capace di cui fidarmi", mi recherò comunque al seggio. Credo fermamente nel mio diritto/dovere ad esercitare il voto e non condivido la scelta di chi diserta le urne. So bene che l'astensione è sempre più da interpretare come una protesta dell'elettorato, piuttosto che il classico e ancora diffuso menefreghismo italico. Tuttavia, stavolta il messaggio da indirizzare alla politica deve essere forte e chiaro, da non lasciare margini di interpretazione o strumentalizzazioni. Coloro che non si recheranno alle urne, pertanto, rimarranno quel che sono: menefreghisti. Quindi mi recherò al seggio, prenderò la scheda elettorale fornita dallo scrutatore e nella privacy della cabina elettorale scriverò sulla stessa "Cari politici, tutti voi ........" (seppur poche parole, non trascrivo il resto di quello che potrebbe essere il mio messaggio ai politici, per nulla ed in nulla moderato. Lascio perciò libera scelta interpretativa).

Foto http://pensieriimmaginati.blogspot.it