Poesia Emergente

"Mentre faccio la doccia" di Maria Caiazza

di Ester Procopio

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Cercare di tratteggiare un ritratto critico fedele di una poetessa da un solo componimento è impresa assai ardua e forse non deve nemmeno essere tentata. Non do infatti avvio a questa nuova rubrica, che ospiterà ogni mese la poesia di un emergente, con l’intenzione di giudicare e soppesare i singoli autori ma di presentare le loro opere (o almeno una piccola parte di esse), confidando nel potere della parola poetica di raccontare da sé del poeta, dell'uomo e del mondo.

 

MENTRE FACCIO LA DOCCIA

A volte sono la porta del bagno,
forte e robusta
sostengo con sottili stipiti
l’intera stanza.
A volte
unico
mattone prestante
tra compagni mattoni,
sono in equilibrio
con le antiche forze del mondo.
Come specchio
rifletto solo
ciò che voglio vedere.
Da suppellettile
sono incrinata
e melanconica.
Spesso sono tappeto.
Esisto solo
se mi calpestano
luride piante.

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Focus sull'autrice: Caiazza Maria, nata a Salerno il 14 agosto del 1992. Scrive poesie sin dall'infanzia ma la sua attività poetica si intensifica negli ultimi tre anni, parallelamente alla diagnosi di disturbo di personalità borderline. Scrivere le permette di dare forma e luce al suo malessere interiore e di liberarsene. La poesia ha quindi per lei valore catartico e terapeutico, strumento per tentare di dare ordine al coacervo di sentimenti che vive quotidianamente. Laureata in lettere a Milano, amante dei viaggi in solitaria e del teatro, pubblica le sue poesie su un blog: https://anticorpi.wordpress.com/.

Osservazioni critiche: la porta “robusta" con gli stipiti “sottili" è la perfetta metafora d'una tenace fragilità, robusta nell'apparenza e nella sostanza, ma fragile sui cardini. Così anche il verso: esile ma compatto, statico all'apparenza (come statici gli oggetti su cui l'io lirico proietta il proprio senso di esistere) ma attraversato da un dolore che, nel percorso difficile dall’immobile silenzio del corpo alla parola-anima, lotta per dispiegarsi e farsi ascoltare.