Quasi un editoriale

Le secret des grandes fortunes...

di Carlo Blangiforti

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Ha torto Balzac a dire che dietro ogni grande fortuna, in qualche modo, si nasconde un crimine?[1] No, lo scrittore francese aveva ragione e anche Marx, perché alla fin fine anche il plusvalore è un imbroglio.
L’idea che la ricchezza sia frutto comunque di un misfatto, la condividiamo quasi tutti, almeno noi che straricchi non siamo. Omicidi, furti, appropriazioni e truffe creano spesso quelle sostanze che piano piano si diramano, come rivoli di un ruscello, nelle tasche delle generazioni a venire. Però si sa, la farina del diavolo finisce in crusca. Se una generazione costruisce (anche rubando) e quella dopo conserva, ci sarà sempre una terza che distrugge tutto. Nuovo giro, nuova corsa.
Chissà. Forse sì, forse no. Certamente la ricchezza non è questo, solo questo. Anzi. Alla ricchezza nel corso del tempo abbiamo dato tantissimi significati che piano piano si sono svincolati dalla sciocca contingenza del materiale. Si è ricchi non solo di beni e di averi, ma anche di spirito, di intelligenza; il vero ricco è quello che riesce a svincolarsi dalle cose terrene e riesce ad aspirare a beni superiori, trascendenti.
Il centoquarantanovesimo numero di Operaincerta tenta di “chiacchierare” di tante cose, come al solito e come è nella “mission” del nostro mensile, cerca di parlare dei vari significati che può assumere un termine. I collaboratori guardano le cose da angolazioni diverse, ognuno esprimendosi come vuole, secondo la propria indole e la propria inclinazione, alla fine l’illusione è quella di dare l’immagine più completa possibile del nostro “tema”.
Il lavoro di redazione va per gradi. Dopo la scelta del tema si sceglie la copertina. Si cerca sempre di essere meno banale possibile. Questo mese è stato semplice, siamo tutti sopravvissuti a pantagrueliche scorpacciate: a Capodanno abbiamo sgranocchiato, succhiato, spolpato, ingollato, ingoiato, abbiamo sbafato, ci siamo abbuffati perché questo è l’antico segno di opulenza che abbiamo ereditato dai nostri avi; ma abbiamo ereditato anche tradizioni e superstizioni. Un piatto di lenticchie si deve mangiare per San Silvestro, almeno se si desidera aspirare a qualche ricchezza.
Auguri e speriamo che la cornucopia riservi tante belle sorprese.

 

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[1] “Le secret des grandes fortunes sans cause apparente est un crime oublié, parce qu'il a été proprement fait.” (da Le Père Goriot).