Del doman non v’è certezza

Siamo in piena campagna elettorale e se non fosse che in gioco c'è il nostro futuro, ci sarebbe di che ridere

di Carlo Poerio

    img

Ancora non conosciamo la data in cui saremo chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento italiano e neanche se voteremo con la legge elettorale approvata recentemente "a colpi di fiducia". Però sappiamo di essere già in piena campagna elettorale. A chi la segue, non sarà sfuggito un particolare piuttosto evidente: il ritorno di una generazione di politici di età piuttosto avanzata che credevamo definitivamente usciti dalla politica del Paese. Politici di cui nessuno sentiva la mancanza, senza alcun valore o qualità e spesso discutibili. Insomma, politici che per le qualità possedute non è possibile considerare vintage ma solamente vecchi. Se un merito va riconosciuto al centrosinistra renziano che ha governato in questi ultimi anni, ammesso che questo sia un merito, è l'aver dato nuova vita a personaggi che pensavamo finalmente relegati tra i ricordi del passato. Quelli brutti, ovviamente. I renziani, purtroppo, hanno dimostrato che non sempre il nuovo è meglio del vecchio e nemmeno che il futuro sarà migliore del passato. Siamo in piena campagna elettorale e se non fosse, come al solito, che in gioco c'è il nostro futuro, ci sarebbe di che ridere. Non sono mancati episodi particolarmente significativi di quello che sarà il tenore di questa campagna elettorale e dei politici che l’animeranno. Ricordo, per esempio, un recente programma televisivo di prima serata, con conduttore zerbino e, come ospite, un discusso ex senatore ex cavaliere ed ex tante altre cose. Ad un certo punto della trasmissione, si sente l’ex affermare che l'evasione fiscale è una deplorevole piaga di questo nostro Paese. Lui, un pregiudicato condannato in via definitiva a quattro anni perché ha frodato gli italiani per 280 milioni di euro di fondi neri, uno che non è finito in galera perché tre anni li ha avuti condonati, uno che è stato definito da un tribunale italiano un "delinquente naturale", dice a qualche milione di telespettatori che l'evasione fiscale è da deplorare. Quella degli altri, immagino! Come se non bastasse, l’ex di cui sopra non prova alcuna vergogna nemmeno quando, nel corso della stessa trasmissione, tuona contro i parlamentari che "cambiano casacca", ossia passano da un partito all’altro, da un gruppo parlamentare ad un altro, nel classico stile dei voltagabbana. Tralasciando di raccontare, tuttavia, quando i parlamentari se li comprava lui a suon di milioni, per far cadere un governo o per manovre di palazzo. Altro esempio di singolare pessima comicità riguarda un altro politico, sicuramente più giovane dell’ex ma che allo stesso pare ispirarsi, avendo fatto ciò che al predetto ex veniva contestato (dalle piazze e in Parlamento!). Lo stesso, pare abbia dichiarato guerra alle false notizie che potrebbero circolare in rete nel corso di questa campagna elettorale perché, secondo lui, è a causa delle stesse che ha perso un referendum su una riforma costituzionale e tutte le elezioni avvenute nell'ultimo biennio, tutte, comprese quelle al suo paesello natale dove, evidentemente, lo conoscono bene. Aveva anche promesso, il giovane politico anti bufale, di abbandonare la politica se avesse perso il suddetto referendum. Purtroppo si è rivelata una bufala pure quella. Simile campionario di politici sfacciati e ridicoli è comunque in ottima e nutrita compagnia in questo inizio di campagna elettorale, caratterizzata da cronaca politica demenziale per la quale il bianco diventa nero, la memoria del passato non esiste ed il futuro è una promessa raccontata da nani, ballerine, finti giovani, farabutti autentici e potenziali farabutti.

img

Coloro che invece sperano nell'avvento di una forza politica di sinistra, capace di tradurre in proposte concrete le tematiche rilevanti e sensibili che riguardano il nostro quotidiano vivere ed il nostro futuro; che auspicano la nascita di politici in grado di proporre e praticare nuovi stili di vita, dimostrando che gli stessi sono possibili; che vorrebbero seguire politici capaci di riportare all'attenzione dell'opinione pubblica concetti come uguaglianza o giustizia sociale, sempre più mal sopportati o considerati con fastidio dalla stessa; che sognano una figura politica capace di parlare un linguaggio semplice ma, soprattutto, in grado di esprimere concetti credibili perché comprovati dalla propria storia personale; tutti coloro che desiderano seguire una sinistra coesa e con l'obiettivo di governare il Paese, sappiano che le varie sigle e siglette contrarie ad allearsi con il Partito Democratico, per il momento sono impegnate ad organizzarsi e, pertanto, “del doman non v’è certezza”. Di probabile, c’è che continueremo a vivere di politici che si nutrono di neoliberismo, di libero mercato e di società dei consumi; c’è che continueremo ad ascoltare le bieche rivendicazioni di un'opinione pubblica sempre più chiusa in se stessa, individualista e spesso violenta; c’è che non verrà posto alcun freno agli effetti nefasti del turbocapitalismo dai consumi standardizzati, come la distruzione progressiva dell'ecosistema, del mutamento climatico già in stato avanzato o dello sfruttamento delle risorse energetiche pensando che siano infinite. Ancora, continueremo a subire sempre più il dramma delle migrazioni o della mancanza di lavoro. Assisteremo alla definitiva trasformazione del nostro sistema scolastico pubblico in azienda per la produzione di mano d'opera mansueta e di individui che avranno come uniche aspirazioni l'apparire ed il consumare. Assisteremo, inoltre, al dilagare dei nuovi fascisti e della mafia capitalista e finanziaria. Se saremo particolarmente sfortunati, e per ora le probabilità sono abbastanza alte, assisteremo anche ad una guerra nucleare. Due capi di stato che definire folli è da ottimisti, già da tempo stanno giocando a chi ce l'ha più lungo, il missile nucleare. L’opinione pubblica nel frattempo è moribonda, sempre più afflitta da una nuova forma di alienazione, collegata alla diffusione delle tecnologie della comunicazione. Queste ultime stanno distruggendo i legami sociali veri, reali e autentici, sostituiti da pseudo rapporti tra individui che pensano di esistere perché "connessi" ad una rete di social network in ogni momento della loro esistenza. Invece, le piazze come quelle della manifestazione del 2 dicembre per rivendicare “pensioni più giuste e dignità del lavoro”, rimangono (quasi) desolatamente vuote.

___________________

Foto tratte liberamente da internet e contrassegnate per essere riutilizzate