Vintage

Quasi un editoriale

di Antonio La Monica

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Chi ancora non crede al potere delle parole dovrebbe soffermarsi solo pochi secondi su uno dei termini più diffusi oggi. "Vintage". Aggettivo francese che vuol dire più generalmente "vendemmia". Oggi la parola è usata per sottolineare la particolarità, l'unicità e il valore di qualsivoglia oggetto d'annata. Oggetto che, al pari di un buon vino ben vendemmiato, ha acquistato valore con il tempo.
Un capo di abbigliamento che ha contraddistinto un'epoca. Un particolare pezzo d'arredo o quello che volete. Insomma, sarà la povertà dei tempi attuali, sarà che, come diceva Gaber, quando è moda è moda, ma oggi il "vintage" sembra aver preso il sopravvento.
Alcuni segnali rivelatori: non costituisce più vergogna farsi vedere, persino nelle realtà più provinciali, presso i mercatini dell'usato. Gli stessi, prima appannaggio degli appassionati delle poche cose d'epoca che si chiamavano antiquariato, oggi appaiono frequentatissimi.
Persino il mercato discografico, in coma vegetativo da decenni, torna a respirare facendo leva sul ritorno, assai discutibile per gli audiofili, sullo scricchiolante vinile.
Gli oggetti di uso comune, come gli occhiali, alcuni mobili, tornano di prepotenza su stili degli anni che furono. Fenomeno questo che, più che vintage, si definisce retrò. Ma la sostanza non cambia ed è questo il fulcro di questo quasi editoriale.
"Vintage" è bello, divertente, spinge ad una sano riutilizzo degli oggetti, ha persino una valenza etica ed ambientale. Tuttavia c'è anche qualcosa che non va... Sembra quasi il sintomo di un malessere diffuso, di una nostalgia che viaggia all'indietro ma non verso un Eden perduto, quanto in direzione di pochi decenni addietro. Gli anni Ottanta, prima immaginati come ricettacolo di cattivo gusto e disimpegno, oggi sembrano davvero l'età dell'oro. Perché? Siamo davvero così incapaci di creare qualcosa di nuovo, innovativo senza guardare al recente passato? Stiamo davvero così male, siamo così insoddisfatti al punto da vagheggiare tramite le cose un ritorno ad un altro ieri che fino a ieri appariva persino scialbo?
Così sembra essere la vita oggi. E a chi ha già compiuto i 40 anni o giù di lì non resta, tra contratti precari e incertezze esistenziali, che la soddisfazione di notare lo sguardo tutto ammirato del ragazzino super fashion e modaiolo che ti chiede con voce tremante dall'emozione: "ma quei Ray-Ban a goccia sono originali? Dove li hai trovati?". È il vintage baby.... e per un attimo il mondo torna a sorriderti!