L'acqua in bollore

Il vintage: un muoversi tra passato e presente con la complicità del motivo estetico

di Vittore Collina

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Trovo che il vintage sia in perfetta sintonia con la dinamica delle cose di oggi.
I mezzi che abbiamo a disposizione consentono una mobilità impensabile fino a qualche decennio fa sia sul piano fisico degli spazi che su quello meno fisico delle comunicazioni. A parte l'uso dell'auto, cresciuto lentamente e con una tradizione assai più lunga, solo di recente gli aerei, i voli low cost, i treni veloci hanno introdotto nell'uso comune dimensioni spaziali che in precedenza erano appannaggio di pochi. Ma, più o meno contemporaneamente, anche sul piano delle comunicazioni la 'mobilità' si è accresciuta e forse non è così esagerato dire che sia 'esplosa': il 'vicino' e il 'lontano' hanno assunto lineamenti nuovi, data la facilità di scrivere, sentire e vedere a distanza (a partire dalle e-mail fino a Skype, WhatsApp,  e ai vari  social network …).  Gli spazi che siamo in grado di 'frequentare' oggi, dunque, sono tanti, implicano rapidi o rapidissimi spostamenti dell' attenzione e comportano una mobilità mentale e fisica decisamente accresciuta rispetto al passato.  
Per accennare alle analisi fatte su queste tematiche, l' 'universo' in cui ci muoviamo oggi è decisamente più complesso ed è fatto di piani, di sistemi, sottosistemi, gerarchie, sovrapposizioni, differenze, interdipendenze ... Il che mette in serio pericolo categorie consolidate (e all'apparenza granitiche) quali quelle di 'realtà', 'verità' e di 'causalità.[1]
Oggi abbiamo i mezzi per coltivare una grande quantità di rapporti; per muoverci (fisicamente o meno) tra luoghi e contesti diversi; per giocare tanti ruoli secondo modalità e contenuti anche assai diversi. Attorno a noi si aprono e si chiudono spazi  materiali e più spesso immateriali, percorribili in tante direzioni, che ci ospitano più o meno fugacemente in senso fisico ma anche no. Anzi in un senso che tende a diventare sempre meno fisico, meno statico e piuttosto plurale. Esempio: un tempo andavamo a ritirare lo stipendio in banca ogni mese;  oggi  disponiamo dell'home banking, di carte varie e per i contanti (se proprio necessari) ci sono i tanti bancomat.

Visto in questo contesto il vintage è, in fondo, un muoversi disinvoltamente tra tempi e luoghi; andare su e giù tra passato e presente con la complicità del motivo estetico.
Le rappresentazioni del tempo come fluire universale e lineare non sembrano più tanto soddisfacenti: nel sentire comune, in prima istanza, il tempo non è più tanto il religioso cammino dell'umanità su questa terra con l'obiettivo finale dell'eterna salvezza. E non è più, neanche, marcia progressiva dell'umanità verso un futuro in costante miglioramento.
Oggi queste grandi interpretazioni lineari della storia umana  convivono faticosamente con l'incalzare delle scadenze a breve termine, con la molteplicità di prestiti e saldi, con le tante molle che premono da ogni parte, col criterio  performativo di specifiche finalità e anche col capriccio di modeste evasioni. 
In questo ambito il gusto del vintage si inquadra bene. 
Col vintage, nel quadro del nostro microcosmo personale, prendiamo il tempo e lo spazio per mano, avanti e indietro, seguendo ricordi, intuizioni, slanci estetici, mode tramontate e riscattate … con il piacere delle scelte che ci distinguono e il gusto anche di discostarsi e contraddire, in un bazar di movimenti e di sistemi che si fanno, si disfano,  si intrecciano, si ignorano …
Sappiamo bene la fortuna della metafora della 'società liquida' di Bauman. Michel Serres ne Le passage du Nord-Ouest del 1980[2] usa un'altra immagine, quella delle molecole dell'acqua che bolle: sempre un ambiente liquido e sempre il movimento; ma, se guardate le particelle dell'acqua in ebollizione, vedete un agitarsi irregolare di minuscole bollicine che vanno in tutte le direzioni, si urtano, sbattono contro le pareti, si inseguono, deviano, si avvicinano, si allontanano, salgono, scendono … una visione meno sintetica (= meno performante), ma più aderente nel rappresentare la vita odierna.
In un simile quadro il vintage, come estetico zigzagare  tra tanti sistemi e tante temporalità, mi sembra proprio a casa propria.

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 [1] In una molteplicità di fattori in movimento difficilmente a una causa segue sempre un solo unico effetto.

[2] Il libro fu pubblicato da Les Editions de Minuit, a Parigi.