Malati gravi

La politica è malata perché la società è malata

di Carlo Poerio

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Ricordo ancora quando, agli inizi degli anni '90, una serie di inchieste giudiziarie diedero il via allo scandalo chiamato "Tangentopoli", caratterizzato da un intricato, diffuso e consolidato sistema di illeciti che aveva come protagonisti noti politici, imprenditori e altre oscure figure che ruotavano intorno a questi due mondi. Le inchieste condotte dalle varie Procure italiane furono definite con il termine "Mani pulite". I Magistrati di "Mani pulite" ebbero il sostegno della parte onesta della nostra società la quale, forse ingenuamente, credeva fosse iniziato un generale repulisti della parte disonesta del Paese che avrebbe consentito, in futuro, di avere una nuova e soprattutto onesta classe politica. Oggi stiamo vivendo quel futuro immaginato e possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che mai speranza fu più ingannevole. I politici che oggi governano il Paese, tra festini con minorenni ed escort mantenute, incapacità, arroganza e ruberie di ogni tipo, fanno sembrare delle educande i politici degli anni '90. L'abisso di disonestà in cui siamo sprofondati è talmente drammatico che non passa giorno senza che un amministratore pubblico o un politico venga indagato, inquisito, arrestato o condannato per qualche malefatta . La semplice percezione della valanga di soldi rubati o sprecati dagli stessi è ancor più scandalosa, considerato che viviamo oppressi dai tanti sacrifici che gli stessi hanno imposto all'intero Paese, per fronteggiare una crisi economica interminabile ed un debito pubblico forse sanabile tra mille anni. Ed oggi, come fu allora, sempre più spesso si sente dire che "i politici sono tutti dei ladri". Credo che tale affermazione sia riduttiva rispetto alla gravità del fenomeno e piuttosto superficiale, indice di uno spiccato qualunquismo, filosofia di vita molto diffusa nella nostra società. Guardiamo con attenzione alla realtà che ci circonda. Ogni giorno siamo testimoni e vittime di prepotenze e malefatte di ogni tipo, dall'automobilista che non rispetta i pedoni al commerciante che vende merce scadente; dal professionista che prima di esigere il suo compenso, con fare ammiccante ti chiede "le serve la fattura?" a quello che il compenso lo intasca senza neanche porsi il problema di emetterla, una fattura. Ma c'è anche chi il documento fiscale non lo chiede confidando di risparmiare sul costo di una prestazione professionale oppure chi "gli stranieri ci rubano il lavoro" ma poi non regolarizza la badante che assiste il nonno! Siamo testimoni della progressiva irrefrenabile distruzione dell'ambiente in cui viviamo, da chi distrattamente getta una cicca dal finestrino della vettura e provoca un incendio che distrugge migliaia di ettari di bosco a chi intenzionalmente sversa sostanze tossiche e inquinanti in cave dismesse, terreni agricoli, fondali marini. Ma c'è anche chi se ne fotte della raccolta differenziata dei rifiuti domestici, chi differisce gli stessi in modo sbagliato o chi trasforma stradine di periferia in discariche a cielo aperto. Il menefreghismo è la religione più diffusa nella nostra società, popolata da individui convinti che fregare il prossimo sia una cosa normale come mangiare o dormire. Considerato tutto questo ed altro ancora che non sto a ricordare, perché mai dovremmo aspettarci di essere governati da politici onesti, scrupolosi, capaci e dotati di senso civico? In fondo il politico non è un essere alieno, non arriva da un altro mondo. È un individuo che ha vissuto e vive nella nostra società, tra di noi. In quella società che ha perso ogni senso della ragione e della civiltà, popolata da individui alla perenne ricerca del potere, dei soldi e della visibilità. Ad ogni livello della scala sociale, dalle periferie degradate ai quartieri del lusso, dall'operaio al dirigente d'azienda, dallo studente al padre di famiglia, dal tifoso di una squadra di calcio al presidente di quella stessa squadra, questo è l'unico obiettivo di tanti, troppi individui tra noi: potere, soldi, visibilità. Ed allora, ripeto la domanda: perché mai in una società come questa dovremmo aspirare ad essere governati da una classe politica onesta? Siamo noi elettori a decidere quali politici siederanno in Parlamento. Se questi ultimi "sono tutti ladri", significa che abbiamo un elettorato disonesto o complice di quella classe politica disonesta che ad ogni livello istituzionale, ci governa. Un evasore fiscale seriale, tanto per fare un esempio (concreto e reale), in un Paese serio e con un popolo onesto non sarebbe accolto in uno studio televisivo per cianciare di ricette economiche con cui salvare quel Paese dalla crisi economica. Se consentiamo che ciò avvenga, significa che parte del nostro elettorato nel suo piccolo mondo si comporta come i politici disonesti che ha scelto per farsi rappresentare, li invidia perfino, aspira a diventare come loro.

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È possibile sperare oggi, come fu all'inizio di "Mani pulite", in una classe politica onesta? Si, certamente! Prima però è necessario che si realizzi una specie di rivoluzione copernicana: ribaltare completamente il nostro modo di vedere e vivere la società e la politica. Dovremmo cominciare con il chiederci che razza di popolo siamo se consentiamo a dei delinquenti di governarci. Poi dovremmo smetterla di delegare tutto alla politica o, peggio ancora, fregarcene. Dovremmo riprendere in mano il nostro destino favorendo, con virtuosi comportamenti quotidiani, quel cambiamento della società altrettanto necessario per dare concretezza ad un futuro migliore. Significa che dovremmo cambiare personalmente, prima di pretendere una classe politica onesta. Speranze di un illuso? Lo credo anche io. In effetti sono anche quell'illuso che spera nella nascita di una sinistra in grado di far dimenticare i rovinosi fallimenti del centrosinistra e del renzismo tutt'ora imperante. Un centrosinistra che nel modo di governare il Paese non è stato meno deplorevole e misero di successi, della detestabile classe politica italiana nel suo complesso. Se ripenso con attenzione a quella che è stata ed è ancora la nostra realtà, mi rendo conto che le condizioni di vita della gente comune non sono per nulla migliorate durante i periodi in cui ha governato un Berlusconi oppure un D’Alema, un Monti, un Renzi o un Gentiloni. E’ per questo che ancora spero nella nascita di una sinistra, di una forza politica capace di riconquistare la fiducia di larga parte della società e dei giovani ed in grado di proporre un progetto di sviluppo economico e sociale che metta al primo posto gli interessi e la dignità dei più deboli, allo scopo di favorire una radicale e profonda trasformazione della nostra società. Per farla breve, un'altra rivoluzione copernicana! L'alternativa è quel complesso di valori che ha ispirato l'azione politica del centrosinistra negli ultimi 5 anni e che, per ora, ha provocato solamente un'ulteriore peggioramento delle condizioni di vita all’interno della nostra società, l'aumento dell'astensione elettorale e della disaffezione alla politica ed il successo di movimenti che hanno fatto dell'antipolitica o del razzismo una bandiera. Un successo però l’hanno ottenuto quelli del centrosinistra: il potere economico imperante, continua a prosperare.

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