La malattia

Latouche e la crescita

di Saro Distefano

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Il pensatore francese ha detto che per avere una seppure minima possibilità di salvare questo pianeta dobbiamo rallentare, anzi, decrescere.

Ha aggiunto, il filosofo che ha parlato a Scicli ma cenato a Modica, o forse parlato a Modica ma cenato a Scicli (questo della guerra mediatica tra le due cittadine iblee è argomento da trattare a parte, essendo anch’esso divenuto caso clinico, malattia….) che abbiamo, se abbiamo, pochissimo tempo. Poi, la malattia sarà allo stato terminale, così ha detto Sergio Latouche.

Per quanto possa valere, ovvero nulla, anche io sono d’accordo col quasi ottantenne professore di economia: se non rallentiamo, finiremo con lo sbattere a muro. Anche il sindaco di Milano, Sala, ha detto che la città lombarda deve rallentare se vuole migliorare, e sopravvivere.

Insomma, sembrerebbe di moda l’idea di stare calmi, rallentare, prendersela comoda. Geneticamente pigro, non posso non essere d’accordo, su tutta la linea. E a maggior ragione se il volere continuare a correre, sempre più forte, anziché tonificare i muscoli del corpo sociale, lo infiacchisce, lo maltratta e lo invalida.

E però bisognerebbe farlo sapere a tutti. Per esempio alla Vodafone, la compagnia telefonica che da qualche tempo ha lanciato uno spot televisivo che io ho osservato sui canali della piattaforma Sky. Prima non mi ero accorto, poi – sensibilizzato dal filosofo della decrescita – ho focalizzato meglio e infine analizzato lo spot di pochi secondi che, dovessero mostrarlo a Latouche e Sala rischierebbero i tumpuluna.

Si tratta di una velocissima sequenza di immagini che in pochi attimi mostrano l’evoluzione della comunicazione cellulare: telefonini con display da mezzo pollice, in bianco e nero, con “bip bip” anonimi, poi gli smartphone e le tarantelle all’arrivo della chiamata. Simpatico, senza infamia e senza lode. Ma è alla fine, negli ultimi due secondi che la Vodafone cala l’asso. Si sente una moderna voce da giovane dinamico, e sulle immagini di un robot di nuovissima generazione la slogan: “Vodafone, ti aiuta a vivere sempre al massimo!”.

Proprio così. Non solo l’istigazione a vivere al massimo, nel mentre il mondo per salvarsi deve rallentare, anzi decrescere, ma addirittura la compagnia dei telefoni ti aiuta a vivere al massimo. Come dire, se anche non dovessi farcela a correre, noi ti aiutiamo a vivere sempre al massimo. Si potrebbe parlare di suicidio assistito, se questo non fosse argomento troppo serio per utilizzarlo in questa sceneggiata (chiedo scusa se utilizzo la stessa parola pronunciata da tale Lotito, presidente della squadra di calcio della Lazio andando in sinagoga a Roma per tentare di ricucire lo strappo creato dai tifosi della sua squadra. Ma quella è altra malattia).