L’arte del condividere

Fratelli/sorelle cosa ne pensano i giovani

di Federica Tribastone

    img

Quando impari a scrivere, i primi testi che le maestre ti fanno svolgere riguardano, nella stragrande maggioranza dei casi, i propri hobby o cosa si è fatto durante le vacanze estive o di natale. Non so per quale arcano motivo io non riuscivo a scrivere più di quattro/cinque righe, questi argomenti per me erano futili, non catturavano la mia attenzione e di conseguenza non ero per nulla ispirata.
Certo, una bambina di, allora, solo 6 anni doveva avere tanto di cui raccontare, magari sulle straordinarie vacanze al mare o sul proprio sport preferito che le occupava 2 ore del proprio tempo quasi ogni pomeriggio, ma io non avevo nulla da dire. Quando i temi invece si spostavano sulla famiglia, lì ecco arrivare l’ispirazione, quella voglia di raccontare, parlare e far conoscere a tutti i membri del mio straordinario nucleo familiare. Mi concentravo molto sulla figura di mio fratello, quasi mio coetaneo, con cui condividevo la cameretta, pomeriggi passati dai nonni, giochi, esperienze, per me, magiche e speciali.
Credo molto in questo legame spontaneo, naturale, vero, in cui condividere è la parola chiave e il noi subentra all’io così come, credo, anche nell’amicizia, quella sincera e concreta, quella in cui l’amico si può realmente considerare un “fratello”, nonostante non si abbia lo stesso sangue.
Molte persone sono figli unici ma il fatto che non abbiano un fratello o una sorella non impedisce loro di vivere a pieno quel rapporto di fratellanza con un amico o un amica.
Come ti senti ad essere figlio/a unico/a?
Giuseppe, 23 anni: Beh, penso si possa dire che non è non è male, si può capire a fondo cos’è l’amore dei genitori senza gelosie o invidie, si ha la piena attenzione verso di loro e viceversa.
Federica, 22 anni: Ha come ogni cosa i vantaggi e gli svantaggi. I pro sono la libertà, il fatto di non condividere le proprie cose con nessuno o avere tutte le attenzioni su di sé, anche se questo a volte potrebbe diventare uno svantaggio. Come contro, direi la solitudine.

Ti manca la presenza di un fratello/ sorella?
G: Posso affermare di no, ma solo perché, anche se non di sangue, ho un paio di legami creati e cresciuti negli anni.
F: A volte mi manca, e altre no. Si può percepire la mancanza in periodi della vita in cui ci si sente più soli e non vuoi condividere questo con i tuoi genitori. Allora, in quel caso, le cose sono due: o te lo tieni per te, o, se hai degli ottimi amici, ti confidi con loro.

Avresti voluto un fratello o una sorella?
G: Se potessi scegliere mi sarebbe piaciuto un fratello minore, ma non di tanto, per fare squadra o condividere alcune cose o alcuni momenti.
F: Un fratello maggiore. Credo mi troverei più in sintonia con lui che con una sorella. L’essere il “maggiore”, diciamo, non è una responsabilità ma credo si dovrebbe definire come un ruolo importante.

Sei soddisfatto?
G:Sì, sono contento di essere un figlio unico.
F: Sì. Ho un bel rapporto con i miei e nel mio nucleo familiare non mi sento sola. Però avrei la curiosità di sapere cosa si prova ad essere la sorella (di sangue) di qualcuno.

C’è chi avrebbe la curiosità di sapere come sarebbe stata la vita se la propria famiglia non fosse stata composta solo da tre persone, chi no e c’è chi, poi, non avrebbe mai potuto immaginare di vivere una vita senza il proprio fratello.

Hai fratelli o sorelle?
Francesca,23 anni: Una sorella maggiore e un fratello minore.
Andrea, 26 anni: Un fratello maggiore.

Che rapporto avete?
F: Fantastico, abbiamo molta complicità, scherziamo e ci confidiamo l’un l’altro. Nei confronti di mio fratello tendo ad essere protettiva perché vorrei sempre difenderlo e aiutarlo. 
A: Abbiamo due caratteri diversi, ci piacciono cose diverse, ma nonostante questo ci siamo l’uno per l’altro. Poi, vivendo in due città diverse, quando ci vediamo ritorniamo i ragazzini di un tempo che scherzavano, si abbracciavano e facevano giochi idioti solo per ridere e ritrovarci.

Francesca, pensi che il rapporto fratello-sorella sia diverso dal rapporto sorella-sorella?
Io che li vivo entrambi posso affermare che è uguale.

Andrea, il rapporto fratello-fratello in cosa si distingue dal rapporto fratello-sorella?
Se avessi avuto una sorella, io sarei stato più protettivo, più vicino, le avrei rotto le scatole per sapere le cose e aiutarla; invece con mio fratello, ognuno non si impiccia nelle cose dell’altro, ma comunque non lo sostituirei con una sorella.

Sei soddisfatto/a?
F: Sì, sarei solo curiosa di sapere come si sarebbe comportato mio fratello se io fossi stata la minore, mi piacerebbe scoprire se lui sarebbe stato così protettivo come me.
A: È una domanda che mi lascia un po’ indifferente. Mi piacerebbe condividere di più con mio fratello ma comunque il fatto che ci vogliamo bene già basta.

Tante domande, tante risposte, situazioni diverse l’una dall’altra. Ogni persona ha una propria concezione ed opinione su questo tema, ma quello che accomuna tutte queste figure è la voglia di costruire un rapporto basato sulla lealtà e sul rispetto, un rapporto vero, senza troppe pretese.
Il fratello (o la sorella) è o un amico o semplicemente un altro membro della famiglia, è il tuo avvocato, il tuo difensore, il tuo alleato, il tuo complice, lui è la prima persona da cui andrai quando avrai una notizia grandiosa, o la prima da cui vorrai conforto e sostegno. Lui (lei) è parte della tua storia.