Libertà, uguaglianza, fraternità-sororità

Quasi un editoriale

di Ciccio Schembari

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    Il celebre motto francese

Libertàuguaglianzafraternità, le tre parole simbolo della rivoluzione francese. Le prime due, tenute in grande e unanime considerazione, continuamente sbandierate e declamate, sono state, in un certo qual modo, anche sperimentate, ma con scarsi risultati nel miglioramento delle relazioni tra le persone. Probabilmente in conseguenza del loro stesso significato.

Libertà, punto: non ha senso! La persona esiste in quanto legata e vincolata alle altre e all’ambiente. Non può esistere libera da tutti e da tutto. Nel legame con le altre si sostanzia la sua identità, il suo pensare, il suo agire. Libertà ha senso e significato se in relazione a qualcosa di ben preciso e definito. Libertà dalla schiavitù. Ha senso. E per spezzare la catena della schiavitù ci si lega ad altre persone, non ci si libera dagli altri anzi si cerca forza negli altri.

Uguaglianza, punto: non ha senso. Nessuno è uguale a un altro. Ognuno è unico e irripetibile. Né ha senso aspirare all’uguaglianza. La diversità è ricchezza. Uguaglianza ha senso e significato se in relazione a qualcosa di ben preciso e definito. Uguali rispetto alla legge. Uguali rispetto ai diritti umani.

Fraternità, la meno frequentata, la meno declamata eppure la più pregna di significati e di stimoli per il miglioramento delle relazioni tra le persone. Basta cercare sul vocabolario. Fraternità: duratura armonia di intenti [Devoto Oli]. Fraternizzare: fare propri gli scopi, gli ideali di qualcun altro [Nuovo Zingarelli]. Fraternizzazione: affermazione di cordiale amicizia e solidarietà fra persone già nemiche oppure estranee [Devoto Oli].

«E non abbassare gli occhi ché non è vero mai che sei diverso da me, ché stendo le braccia e ti chiamo fratello e ti voglio amico a tavola con me, ti voglio amico a tavola con me» dice il poeta Ignazio Buttitta nella poesia "Nun mi lassari sulu". La fraternità non si esaurisce nel dirsi fratelli e poi uno va a mangiare e l’altro resta a pancia vuota. Forse per questo non ha avuto la stessa fortuna parolaia di libertà e uguaglianza.

Eppure fraternità è bello! I deboli, i diseredati, gli affamati, i potenti, i ricchi, i bianchi, i neri, i gialli, i magri, gli obesi, i furbi, gli ingenui . . . proiettati verso la ricerca di una duratura armonia di intenti, di scopi, di ideali; proiettati verso le ambiziose mete dell’amicizia e della solidarietà fra persone già nemiche oppure estranee.

È difficile trovare armonia, amicizia e solidarietà tra chi ha usi, costumi, interessi diversi e anche contrapposti. Certo che è difficile. Ma è l’unica via. L’alternativa è quella del mito antico di Etiope e Polinice, figli di Edipo: scannarci reciprocamente.

Fraternità, punto: ha senso!

Sororità: (parola poco usata nel linguaggio comune) relazione di amicizia, di solidarietà, di comunione "al femminile" tra sorelle, e tra sorelle e fratelli. Tale relazione è vissuta sia a livello di rapporti familiari e di sangue, sia a livello di sororità umana e nella fede tra persone che vivono nello stesso luogo o ambiente, oppure tra persone geograficamente e culturalmente distanti, o ancora tra persone vissute in epoche diverse. 

 La sororità potrebbe essere la fraternità purificata da eventuali incrostazioni, scorie, venature, inflessioni prodotte dalla cultura maschilista della sopraffazione sedimentata e radicata in millenni di guerre in cui il vincitore sbaraglia e annienta il perdente.