Protezione alle parole

La libertà di stampa un'arma fondamentale

di Federica Tribastone

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“Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”, recitava l’artista di fama mondiale Charlie Spencer, meglio conosciuto come Charlie Chaplin.
La libertà è una condizione che l’essere umano si è conquistato pian piano, con le proprie forze, ricorrendo alle rivoluzioni, alle incursioni, alle guerre pur di aggiungere al proprio stato l’aggettivo “libero”.

L’uomo ha puntato a guadagnarsi, nel corso della propria esistenza, la libertà di parola, di scelta, di espressione, di stampa, rimanendo ancorato però alle regole che il proprio Paese metteva in atto. Ha raggiunto obiettivi importanti, come quelli sopracitati, spingendo a volte nella direzione sbagliata, sacrificando gente per amore di un diritto che avrebbe potuto giovare alle generazioni future e a tutte quelle persone che attendevano inermi il momento giusto per parlare, dire la propria, esprimere le proprie idee, dare fiato a tutto ciò che risiedeva nella loro mente.
Ad alcuni questa condizione può far paura, mentre per altri viene considerata il centro del potere, la propria sfida quotidiana contro il mondo.
Quando parlo di sfida quotidiana mi viene subito in mente la libertà di stampa, un diritto sancito, in Italia, dall’articolo 21 della Costituzione, emanato, in definitiva, nel 1948. Il popolo italiano ha combattuto per decenni per far affermare questo diritto, che tardava a definirsi e a imporsi. Durante l’epoca fascista ci fu una progressiva soppressione della libertà di informazione, per poi abolire e rendere illegali tutte le testate che non fossero in linea con il regime fascista. La vittoria si ebbe solo nel 1948, anno in cui venne emanato l’articolo nella Costituzione.
La libertà di stampa è definita un’arma a doppio taglio, in cui l’attenzione alle parole e al contenuto dell’articolo è fondamentale per far sì che la tua idea venga compresa da tutti, senza malintesi, in modo che nulla può ritorcerti contro.
I media, oggi, hanno tante informazioni a disposizione e tanti mezzi attraverso i quali poter trasformare queste informazioni in vere e proprie notizie da far girar per tutto il mondo, ma c’è qualcuno, qualcuno più forte e con mezzi ancora più potenti in grado di fermare gli articoli, considerati da loro, non “adeguati”. Con questo atto però la libertà d’informazione viene bloccata e quindi è come se si facesse un passo indietro, non attenendosi, così, alla costituzione, che fino a prova contraria è LEGGE.
Secondo la classifica annuale delle nazioni in termini di libertà di stampa stilata da “Reporter sans frontieres” e “Freedom house”, l’Italia si è posizionata nel 2015 e 2016 rispettivamente al 73° e 77° su 180 posti perché i giornalisti italiani che si sono trovati in maggior difficoltà sono stati per la maggior parte quelli che si sono occupati di inchieste su corruzione e crimine organizzato. La situazione, oggi, sembra migliorata facendo balzare il nostro paese al 52° posto, ma nonostante questo miglioramento i problemi relativi all’informazione italiana sembrano ancora tanti.
Il 3 maggio di ogni anno l’UNESCO organizza la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, un evento che celebra i fondamenti di questo diritto, valuta la libertà di stampa in tutto il mondo e rende omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la vita nell'esercizio della loro professione. È un evento volto a sostenere tutti i media del mondo e cercare, in qualche modo, di tutelarli e trovare soluzioni agevoli per far sì che questa professione sia sicura da qualsiasi pressione e condizionamenti.
La professione di giornalista appare così semplice agli occhi degli altri, non comprendendo tutto ciò che c’è dietro. Il giornalista, se è serio, non vuole apparire, ma vuole poter mettere a disposizione degli altri tutte le notizie da lui apprese e rielaborate, ponendo l’accento sulla veridicità dei fatti e sul peso delle sue parole, vuole essere libero di poter esprimere le proprie opinioni miscelandole con la verità senza timore di essere ripreso, censurato o, nelle peggior delle ipotesi, rischiare la propria vita per imporre le proprie opinioni in questo mondo in cui la libertà è tutelata da leggi e da associazioni ma che in realtà sembra ancora in difficoltà in affermazione e tutela.