Liberi di dire stupidaggini

Ma sono espresse per ignoranza, per convenienza o per deplorevole leggerezza

di Carlo Poerio

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Sono convinto che il nostro sia un Paese degnamente rappresentato dalla maggior parte dei politici che siedono in Parlamento. Credo questo, perché non trovo altro motivo che giustifichi l'indifferenza manifestata dalla pubblica opinione anche quando, all'interno delle Aule parlamentari, si pronunciano frasi becere e proclami razzisti oppure, sempre in quelle Aule, alle parole seguono ridicole manifestazioni che sovente sfiorano la violenza fisica. In occasione della recente discussione sullo "ius soli" il nostro Parlamento ha offerto l'ennesimo spettacolo avvilente ed offensivo che però non ha turbato l'opinione pubblica. La quale, infatti, già da tempo mostra di essere sempre più intollerante, scossa da diffusi sentimenti razzisti e violenti, profondamente incapace di confrontarsi in maniera civile e di trovare una soluzione condivisa anche quando occorre decidere del destino di coloro che fuggono da guerre, povertà estrema e fame.
Come i nostri parlamentari. Lo sproloquio più diffuso che si è costretti ad ascoltare quando si discute di "ius soli" è che se siamo un Paese ancora in profonda crisi economica e se manca il lavoro tra i giovani e nel sud, è proprio per colpa dei tanti migranti che sono arrivati e ancora giungono sulle nostre coste. Una riflessione che non ha alcun senso o rapporto con la realtà, frutto della perversa logica di una classica "guerra tra poveri". Essi ignorano che all’inizio del secolo scorso fummo noi i protagonisti di migliaia di epopee familiari e di viaggi lunghi e difficili, a volte dolorosi ed altre volte felicemente conclusi, realtà vissuta da tanti nostri connazionali i quali, costretti dall'estrema povertà diffusa in tutto il Paese, migrarono lontano, in America. Ignorano che perfino durante il così detto "boom economico" italiano, tra gli anni 50 e 60, assistemmo alla migrazione di migliaia di italiani dal sud "povero e arretrato" al nord del Paese, ricco e industrializzato. Ignorano infine che se l'Italia versa nelle attuali pessime condizioni non è per colpa degli immigrati da sempre sfruttati e ricattati da datori di lavoro senza scrupoli ma di coloro che per decenni hanno rubato impuniti. E non mi riferisco solamente alla nostra corrotta e incapace classe dirigente politica ed amministrativa ma a tutti coloro che nel loro quotidiano, con i loro comportamenti da piccoli o grandi "furbetti", hanno portato questo Paese allo sfascio. Siamo ben strani noi italiani.
Ci opponiamo allo "ius soli" e poi tolleriamo che un pregiudicato, "delinquente naturale" come lo definì un Tribunale, sia ancora a capo di un partito ed appaia in televisione, in prima serata, per blaterare di formulette risolutive delle condizioni economiche del Paese e per dispensare consigli. Come se non bastasse già questo, tanti tra coloro che lo ascoltano vorrebbero che lo stesso fosse di nuovo capo di un governo. Si vorrebbe negare la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese perché "non si può essere italiani solo perché si nasce in Italia" e poi si tollera che italianissimi neofascisti manifestino in piazza contro lo "ius soli", nelle piazze di quello stesso paese che ha vissuto l'infausta esperienza della dittatura fascista, delle leggi razziali e della guerra nazifascista. Anche nelle piazze virtuali la discussione non è delle migliori. In questa nostra epoca di social, ogni mattina ti svegli e scopri che ci sono migliaia di tuttologhi, soggetti specializzati nel diffondere "la verità" alla totalità degli individui che popolano non solo la rete ma l’intero globo terracqueo. E se nauseato dalla tanta stupidità, dall’arroganza e dal razzismo che dalla nostra società si diffondono come fetide esalazioni, decidi di bandire i social network dalla tua vita per seguire i tradizionali mezzi di diffusione delle informazioni come i quotidiani, i telegiornali o le trasmissioni di approfondimento, allora può capitare di ascoltare un giovane Vicepresidente della Camera che per giustificare l'astensione dei senatori grillini in occasione del voto sullo "ius soli", afferma che dentro al Movimento di cui fanno parte "c'è chi porta avanti i valori di Berlinguer, chi quelli di Almirante e chi quelli della Democrazia Cristiana". Lo ammetto, superare il primo attimo di smarrimento dopo aver ascoltato un'affermazione del genere non è stato facile. Ho sempre pensato che i 5 Stelle peschino voti nel qualunquismo rabbioso e frustrato diffuso nel Paese, manifestato prevalentemente nel mondo virtuale e altrettanto spesso nascosto dietro l’anonimato che può offrire la rete. Non nego a me stesso che lo stesso possa accogliere al suo interno simpatizzanti che provengono da esperienze di militanza politica o di semplice sostegno a partiti di destra come di sinistra. Gli stessi esponenti politici del Movimento, hanno sempre affermato che lo stesso è "post-ideologico" e questo, in un Paese culturalmente arretrato e senza più ideologie, magari porta anche voti.

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Ma come accidenti sia possibile affermare che nello stesso movimento, contemporaneamente, possano essere perseguiti i valori dell'Antifascista e Comunista Enrico Berlinguer e dell’ex Capomanipolo della Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, ex redattore capo della rivista “difesa della razza”, ex capo di gabinetto del ministro della cultura popolare della pseudo repubblica di Salò ed ex parlamentare del movimento sociale italiano Giorgio Almirante è qualcosa di offensivo, inconcepibile, inaccettabile e stupido, soprattutto se a proferire tale mostruosità è un politico, nel corso di un programma di approfondimento politico, su una rete televisiva nazionale ed in prima serata. Tra le poche libertà di cui ancora godiamo in questo Paese c'è anche quella di dire stupidaggini, purtroppo. Consapevoli, tuttavia, che le stesse sono espresse per ignoranza, per convenienza oppure per deplorevole leggerezza. Se questo è il livello della discussione sullo "ius soli" da parte della nostra politica e dell'opinione pubblica che la sostiene o la tollera, tra i così detti opinionisti o autorevoli commentatori del Bel Paese è anche peggio. Può capitare, infatti, di dover leggere di una potenziale "sostituzione etnica" [1] se dovesse essere approvato lo "ius soli". Affermazione neanche troppo originale perché ne ricorda una identica, proferita durante un’altra discutibilissima polemica sui flussi migratori e sui "governi che promuovano l'auto-invasione da parte di migliaia di clandestini" [2]. Infine, non giova neanche guardare oltre le nostre frontiere. Anche lì, in genere, impazza burocrazia, razzismo e ignoranza al pari di quanto accade in Italia. A parole l'Unione europea elogia gli sforzi italiani profusi nell'accoglienza di profughi e migranti ma nei fatti, appunto, rimane a guardare e nulla fa per censurare le politiche dure e miopi della maggior parte dei governi dei Paesi europei. Quindi accade che da un paio di anni assistiamo ad un po' di tutto: frontiere chiuse o militarizzate; muri e filo spinato per impedire il transito di profughi e migranti; migliaia di profughi bloccati tra Turchia e Grecia; un piano europeo di redistribuzione dei migranti giunti in Italia e Grecia, praticamente rimasto lettera morta perché nessuno Stato sta rispettando le quote di redistribuzione che erano state definite. Questa è la desolante situazione in Italia ed in Europa, mentre le problematiche alla base dell'accoglienza e dell'integrazione rimangono irrisolte e quelle all’origine dell’esodo biblico di intere popolazioni, sempre più drammatiche.
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[1] http://www.ilgiornale.it/news/ius-soli-sostituzione-etnica-subito-800mila-nuovi-italiani-1409527.html
[2] http://www.ilgiornale.it/news/politica/questa-sostituzione-etnica-1391592.html
Immagini: www.pensieriimmaginati.blogspot.it