Articoli

    Libertà, uguaglianza, fraternità

    Quasi un editoriale

    di Ciccio Schembari

    Libertà, uguaglianza, fraternità, le tre parole simbolo della rivoluzione francese. Le prime due, tenute in grande e unanime considerazione, continuamente sbandierate e declamate, sono state, in un certo qual modo, anche sperimentate, ma con scarsi risultati nel miglioramento delle relazioni tra le persone. Probabilmente in conseguenza del loro stesso significato.
    Libertà, punto: non ha senso! La persona esiste in quanto legata e vincolata alle altre e all’ambiente. Non può esistere libera da tutti e da tutto. Nel legame con le altre si sostanzia la sua identità, il suo pensare, il suo agire. Libertà ha senso e significato se in relazione a qualcosa di ben preciso e definito. Libertà dalla schiavitù. Ha senso. E per spezzare la catena della schiavitù ci si lega ad altre persone, non ci si libera dagli altri anzi si cerca forza negli altri.
    Uguaglianza, punto: non ha senso. Nessuno è uguale a un altro. Ognuno è unico e irripetibile. Né ha senso aspirare all’uguaglianza. La diversità è ricchezza... [continua]

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    La ducea Nelson

    Un incredibile anacronismo?

    di Nick Neim

    Esiste, a nord del vulcano Etna, in Sicilia, un complesso abitativo accostato ad una abbazia, risalente al 1173, e forse ad ancora prima. Sembrerebbe che in quei luoghi niente possa essere stabile e duraturo...

    Polvere sotto i piedi, dolore nelle tasche

    Una storia come tante di una ragazza africana

    di Laura Ciancio

    Mi hanno detto che il mio Paese è distante dall’Italia quasi 4.000 chilometri. Non so quanti possano essere.. Forse lontano come la luna e le stelle? Ho così tanta strada sotto i miei piedi! Davvero non so come li abbia ancora, i piedi! Ho camminato e camminato...



    Sistema democratico inceppato

    Quattro punti per liberare la politica dall'impasseo

    di Ciccio Schembari

    Qualcuno, giornalista, opinionista, politologo, sostiene che, in Italia e non solo, il sistema democratico (figlio della rivoluzione francese del 1789, creato dalla classe borghese e ad essa funzionale) è inceppato...

    Tra sogni e...

    Una riflessione

    di Vittore Collina

    Quando vado a fare un massaggio a volte mi capita di addormentarmi. Così è successo qualche giorno fa per una decina di minuti. E ho fatto un sogno che mi portava lontano. Vedevo forme colorate in movimento...




    Protezione alle parole

    La libertà di stampa un'arma fondamentale

    di Federica Tribastone

    “Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”, recitava...

    Il Gay pride

    Una celebrazione di libertà

    di Ester Procopio

    Quest’anno ho deciso di farmi un giro al gay pride di Milano: tanta gioia, sorrisi, voglia di emancipazione anche esibita. Il gay pride (tradotto: festa dell’orgoglio gay) è stata una delle prime conquiste storiche...











Fotorama / Fenomeni

di Meno Baglieri




    Liberi di dire stupidaggini

    Ma sono espresse per ignoranza, per convenienza o per deplorevole leggerezza

    di Carlo Poerio

    Sono convinto che il nostro sia un Paese degnamente rappresentato dalla maggior parte dei politici che siedono in Parlamento. Credo questo, perché non trovo altro motivo che giustifichi...

    Viva la libertà!

    Trapattoni, King e la Lamborghini

    di Saro Distefano

    Giovanni Trapattoni, il maggiore allenatore italiano di calcio, ebbe a rispondere ad una domanda del collega televisivo sull’esito di una partita. E disse: “Mi trovo completamente d’accordo con lei, ma a metà”...

    Invincibile

    Quando la libertà di un uomo passa attraverso quella del suo popolo

    di Meno Occhipinti

    L’11 febbraio del 1990, dopo una detenzione lunga 27 anni, Nelson Mandela, il leader dell’African National Congress, viene liberato dal governo segregazionista sudafricano...

    Siamo tutti sotto lo stesso cielo

    Riflessioni

    di Veronica Ferlito

    È come vivere in un mondo dove tutto sembra un punto di domanda, relativo, incerto, fatto di tante aspettative e di altrettante speranze ma di poche, anzi pochissime certezze....

    Dodici spiriti liberi

    I dodici professori che persero la cattedra universitaria per non giurare fedeltà al fascismo

    di Maria Cristina Vecchiarelli

    “Libertà va cercando, ch’è sì cara/come sa chi per lei vita rifiuta”. La vita in cambio della libertà è un equo scambio: uno scambio alla pari. La libertà vale esattamente la vita poiché non c’è vera vita senza di essa...



Occhio Strabico / La regina Boldrini

di Carlo Blangiforti




Libri

    Tracce di Blues

    Riflessioni sulla musica del diavolo

    di Lorenzo Vecchiato

    Come bere bene

    Guida "sentimentale" al vino

    di Salvo Foti

    Opere Complete

    raccolta dei componimenti del poeta secentesco

    di Paolo Maura

    Quel treno per la Polonia

    Studenti ragusani "Tul treno della Memoria"

    di Marinella Tumino

    L'araldica impostura

    Raccolta di racconti

    di Saro Distefano

    Parole degli Iblei

    Riflessioni introndo a proverbi e detti ragusani

    di Autori Vari

    Tre per tre

    Nove racconti

    di Carlo Blangiforti, Saro Distefano e Vito Campo

    Quaderni Tanzani

    "Diario di viaggio" della Tanzania

    di Giuseppe Cusumano

    Urlano anche i topi

    La dimensione siberiana nell'esperienza di Cechov

    di Carlo Blangiforti

    Quattro racconti

    di Vito Campo













Avvisi

    NONNO SARO

    Storia di una famiglia siciliana

    di Laura Ciancio Zacco

    Nel corso del restauro di Palazzo Zacco, ora di proprietà comunale e dove l’autrice soggiornava durante le vacanze estive infantili, viene trovato un plico nascosto nella nicchia di una stanza. Il testo conteneva vecchie pagine ancora leggibili dattiloscritte da Rosario, medico oculista vissuto a Ragusa agli inizi del Novecento e nonno dell’autrice; nel frontespizio erano scritte a mano queste parole: «Sto per volare con la mongolfiera alla maniera di Blondeau, verso i cieli del Signore, se mi vorrà. Prima di andare ho voluto lasciare alcune memorie, scrivendo di me e di voi, che mi avete conosciuto. Ho creduto utile serbare ricordi per i nipoti e per i pronipoti perché qualcuno prenda nota della vita, com’era». Le memorie di Nonno Saro, immaginate e ricostruite dall’autrice, abbracciano una cornice storica che spazia dalla fine dell’ottocento al dopoguerra, dalla inevitabile tragica nascita del fascismo intorno agli anni venti fino alla rivolta dei “non si parte” contro la leva obbligatoria nel 1945 e dà voce alle numerose testimonianze della povera gente, interlocutrice essenziale di Rosario, che esprime tutto il suo amore verso le tradizioni e il territorio ibleo. In fondo al volume, un’appendice di ricette siciliane trascritte dal nonno, conservate con cura e rielaborate, che danno lo spunto a tutto il racconto.

    "… la Sicilia è un pezzo d’Africa. E terra d’approdo: occhi normanni, nasi arabi, capelli spagnoli, bocca africana. E i fattori si possono invertire e mescolare aggiungendo un po’ di Grecia e di Francia…": ho voluto iniziare la mia recensione con questa citazione tratta dalle prime pagine di questo splendido libro di Laura Ciancio Zacco perché mi tange molto da vicino essendo nata in Sicilia da madre siciliana e avendoci trascorso trentacinque anni della mia vita oltre che averci avuto tre figli.
    Conosco bene, per averle visitate, anche le zone in cui si svolge la vicenda raccontata con appassionato affetto e voglia di ricostruire le proprie origini dall’autrice, la zona del ragusano vicino a Ibla, che le descrive così dettagliatamente che dalle pagine emergono chiaramente profumi, sapori, paesaggi e usanze della prima metà del ‘900 e al cui centro domina la figura di Saro, medico, padre e nonno.
    Splendidi i dialoghi in dialetto ragusano che arricchiscono ulteriormente la narrazione e davvero originale l’idea di concludere il libro con molte ricette di dolci che nonno Saro aveva diligentemente raccolto e trascritto.

    Daniela Domenici – Italia Notizie


    "Storia di una famiglia siciliana da leggere e rileggere. Il protagonista è questo nonno, nato a Ragusa nel 1876, raro, purtroppo, esempio di medico altruista e sensibile, onesto e sincero che intende la professione scelta come una missione. Padre di famiglia a volte un po’ padrone dei figli con una mentalità ottocentesca che merita piena comprensione, perché bagaglio dell’educazione ricevuta e del contesto sociale in cui si trova a vivere. Ma è sempre molto attento al bene della sua amata famiglia, a volte soffrendo in silenzio quando è costretto ad accettare imposizioni che umiliano i suoi principi e il suo senso di giustizia. Consapevole della propria inflessibilità, alla fine della vita si libera della naturale riservatezza e apre il suo animo a ciascuno dei figli e alla moglie, con parole che in loro presenza non è mai riuscito a pronunciare. Tutti gli avvenimenti sono inseriti in belle descrizioni di vita siciliana, paesaggi rurali assolati dove l’indigenza cronica con le gravi carenze alimentari miete deboli vittime; se quella bella terra è aspra con i suoi figli, lo Stato rincara la dose soffocando duramente ogni ribellione. Nelle dimore nobiliari non esiste nessun lusso e nemmeno piccole comodità. Vi sono molti dialoghi in un dialetto abbastanza comprensibile, che aggiungono colore e genuinità a questa piacevole narrazione, completata da semplici ricette di dolci tradizionali che vengono proprio dalla memoria di nonno Saro."

    Annamaria Cordano, Libromondo – Associazione culturale savonese Zacem


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Pagine : 144
Data di pubblicazione: marzo 2016
Isbn : 9788862523035 




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