Maria Cristina Vecchiarelli

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  • Collaboratrice

    Da grande avrebbe voluto fare la giornalista o la scrittrice, perché scrivere le piaceva e a scuola era la più brava a fare i temi. Ma anche l'attrice, perché le affidavano sempre il ruolo di protagonista nelle recite. O la cantante, perché cantava da solista nel coro della chiesa. E invece, dopo essersi diplomata di liceo classico nel 1982 col massimo dei voti iscrittasi prima a Lettere Moderne e poi a Psicologia senza combinare granché in nessuna delle due Facoltà, è finita poco più che ventenne in uno studio commercialista a redigere bilanci, cavandosela, lei che non aveva mai avuta dimestichezza alcuna con i numeri, niente male. Poi, purtroppo, ha fatto il suo ingresso in Regione Lazio quale vincitrice di concorso di dattilografa, amministrazione dove ha faticosamente e ostinatamente scalato tutti i gradini di carriera sino al ruolo di funzionario che ricopre, con sua grande frustrazione, ancora oggi, elargendo contributi agricoli comunitari ai viticoltori della provincia di Roma. Festeggia in questo 2014 le sue nozze d'oro con la vita, essendo nata a settembre del 1964 a Roma, in una clinica affacciata sul Colosseo e posta sopra la Domus Aurea; è sposata e ha due figli, un maschio ventunenne universitario e una diciassettenne liceale soprannominata, per la soavità e la malleabilità del suo carattere, la giacobina; e della sua infanzia difficile ricorda, al posto dell'affetto non ricevuto, la fruizione di tanta musica classica tramite sua madre, e l'esposizione estatica a tanti tesori di arte e cultura grazie al suo defunto padre, archeologo dilettante, amico di ogni custode di musei e monumenti che si faceva aprire fuori orario come il protagonista de La grande bellezza; che fin da piccolissima la trascinava in giro per la loro adorata città in affascinanti e misteriosi tour che costituiscono il lascito più intenso e persistente del suo perduto rapporto con lui.