Pensieri cupi

Stiamo vivendo una dimensione di autentico fallimento

di Carlo Poerio

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Inizio questa riflessione dopo aver appreso i nomi dei vincitori del primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Quando questo numero di Operaincerta sarà online, il popolo francese avrà eletto il suo nuovo Presidente, scegliendo lo stesso tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Un risultato talmente balordo, questo del primo turno, da suscitare molti interrogativi e altrettanti pensieri cupi. Ciò che appare subito evidente è che la maggioranza dei francesi che ha votato, ha preferito i candidati della destra estrema (Marine Le Pen) oppure della destra (Francois Fillon). La maggioranza dei voti l'ha ottenuta, invece, il candidato del centro (Emmanuel Macron). Consolanti ma non decisivi il quasi 20% dell'estrema sinistra di Jean Luc Melenchon ed il 6,4% di voti andati alla sinistra rappresentata da Benoit Hamon. Questi, insieme al candidato della destra, non potranno partecipare al ballottaggio finale. Non credo sia sbagliato affermare che la maggioranza dei francesi si sia fidata dei politici della destra francese, quelli che i media chiamano populisti, decidendo che potrebbero affidare il proprio futuro agli stessi. I motivi potrebbero essere riconducibili alla più che deludente presidenza Hollande ma anche all'allarme terrorismo, alla paura dell'immigrazione ed alle politiche monetarie e mercantilistiche europee che purtroppo conosciamo bene anche noi. Tuttavia, se questi sono i motivi, non comprendo comunque la scelta fatta dai francesi, a meno che non si debba definitivamente sancire che le masse hanno rinunciato ad esercitare un seppur minimo pensiero critico. E' questa mia, in verità, riflessione non limitata a questo appuntamento elettorale francese. Le stesse perplessità e lo stesso pensiero me lo provocano certe scene che a volte accompagnano notizie di politica italiana, nel corso di telegiornali nazionali o locali. Per esempio, quando vedo gruppi di giovani sorridenti e vocianti che si accalcano intorno al nostro giovane ex Presidente del Consiglio e fanno a gara per scattare selfie con lo stesso.

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Oppure quando guardo decine di lavoratori che appaiono tra il felice e l'estasiato al passaggio del predetto, il quale sta visitando l'impresa in cui lavorano, puntualmente definita come un modello di genialità e intraprendenza italica. Accenno appena a quelle arzille vecchiette che qualche anno fa si vedevano andare in delirio al cospetto dell'ex cavaliere oppure a coloro che oggi fanno da festoso e variopinto codazzo ad un altro famoso e giovane Matteo nazionale, anche lui obiettivo ed artefice di immancabili e imperdibili selfie. Ho le stesse pessime sensazioni e gli stessi cupi pensieri provocati in questa occasione dall'elettore francese. Penso che se tutti questi individui non sono figuranti, se non sono comparse pagate per rappresentare quei nauseanti spettacoli che ho appena descritto, allora sono persone che hanno buttato il contenuto della loro testa in una discarica. E non bisogna fare l'errore di pensare e illudersi che essi siano pochi, come a volte mi è stato obiettato. Nel chiuso di una cabina elettorale sono milioni, sono la maggioranza che ha consentito a politici incapaci e spesso ladri di governare questo nostro Paese. Sta diventando frustrante puntare l'indice contro questo o quel politico reo di opprimere "le masse" e poi constatare che gli oppressi, nelle urne, votano per un Macron oppure una Le Pen (oppure sostengono, votano o tollerano questo o quel pessimo politico sparso per il mondo, sia che esso si chiami Matteo oppure Erdonag, Trump, Putin o Kim Jong-Un). I francesi, come quasi tutti i popoli europei, stanno male. La disoccupazione aumenta, le disuguaglianze pure e le nuove generazioni sono praticamente fottute sul nascere. Eppure cercare di immaginare cosa si aspettino gli elettori francesi da un Emmanuel Macron, banchiere d'affari presso Rothschild, Ministro dell'Economia del deludente governo Hollande, tecnocrate e candidato strettamente connesso agli interessi della grande finanza, è impresa assai complicata. Come è complicato cercare di capire cosa spinge l'elettore francese a votare una Le Pen, il cui movimento di estrema destra trae origine dal peggior fascismo (forse ripudiato, sembra) ed ha comunque una lunga storia xenofoba alle spalle. Sono domande alle quali è difficile dare una risposta ma che fanno apparire questo nostro mondo e chi lo sta portando alla rovina, piuttosto detestabile. Un mondo dove la speculazione finanziaria fa salire i prezzi dei generi alimentari o dei farmaci alle stelle; dove carestie ed epidemie condannano ogni anno milioni di persone a morti anonime; dove le politiche occidentali di sfruttamento delle risorse naturali e per il controllo delle risorse energetiche stanno opprimendo quella parte di mondo definito sottosviluppato; dove colossali investimenti economici vengono stanziati per la produzione di armi e non per il bene dell'umanità; dove fenomeni come la povertà, l'analfabetismo, la schiavitù, la violenza, la tortura, le migrazioni forzate o lo sfruttamento sono diffusi su larga scala. Come esseri umani stiamo vivendo una dimensione di autentico fallimento e le "masse" che fanno per porre fine a tutto questo e rendere il mondo migliore? E' necessario tornare a dare un senso alla democrazia quando, la stessa, in molti paesi è stata ridotta a pura finzione e le "masse" che fanno per riconquistare i diritti loro negati? Tante domande e nessuna risposta che possa dare conforto o speranza. Non ci sono risposte perché le stesse potrebbero trovare soluzione solo grazie ad un miracolo o se vi fosse un mutamento radicale della nostra società. La quale, invece, da come si comporta sembrerebbe rassegnata all'idea che al modello economico e sociale vigente non vi sia alternativa. Oppure che la stessa possa essere resa migliore da un banchiere d'affari, da una neofascista, da un giovane arrogante e presuntuoso, da un comico oppure da un miliardario convinto che alzare muri sia la soluzione ai problemi.

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Foto: http://pensieriimmaginati.blogspot.it/