Viaggio nel tempo

Ciò che viviamo oggi, è già stato vissuto

di Carlo Poerio

    img

Ricordo ai meno attenti che è in corso la campagna promozionale del giovane Matteo, in vista del prossimo congresso che si terrà alla fine di aprile, quando verrà eletto il nuovo Presidente del Partito Democratico. Come già constatato non si ritira dalla politica ma si ricandida alla presidenza dello stesso. E’ seriamente intenzionato a costruire un nuovo "partito pensante" ed ha tante mirabolanti sorprese in serbo per gli italiani ed anche per il resto del mondo. Consiglio vivamente la lettura del documento predisposto per la sua candidatura, disponibile sul web [1], sicuramente più divertente delle riflessioni che io affido ad Operaincerta. Potreste leggere di cose già ascoltate nel recente passato, per esempio in occasione delle primarie del 2013 oppure quando scippò la poltrona di Premier a Enricostaisereno. E’ proprio per questo e per altri motivi che l’ho trovato spassoso, tanto da consigliarne la lettura. In un prossimo futuro, forse, tornerò a parlare con più attenzione dello stesso. Forse. In questa occasione, invece, vorrei proporre un viaggio nel passato, anche questo in un tempo non molto lontano. Infatti non siamo neanche partiti che già lo abbiamo raggiunto: siamo nell'anno 2008. Il Paese è governato dal centrodestra berlusconiano ed al Ministero dell'Interno siede un leghista. Si percepiscono i primi segnali di una crisi economica che di lì a poco sarebbe esplosa in tutta la sua virulenza e che ancora oggi sta soffocando il Paese. Il governo, piuttosto che occuparsi della nascente crisi, meglio nasconderla, preferisce affrontare quello che ritiene essere il problema più grave del Paese: la sicurezza. Tutta la campagna elettorale che ha consentito al centrodestra (ed alla Lega Nord) di vincere le elezioni si basò sulla promessa di azioni immediate e drastiche per garantire la sicurezza dei cittadini, minacciata dall'immigrazione. I migranti, più o meno regolari, furono rappresentati come un esercito di clandestini, invasori che andavano ad ingrossare la manovalanza criminale, la prostituzione o che minacciavano il decoro urbano. Contro gli stessi il centrodestra aveva promesso di adottare "la linea dura". In effetti è proprio nel 2008 che il ministro dell'interno leghista, dopo le promesse elettorali, passa ai fatti ed adotta un provvedimento, sotto forma di decreto, contenente una serie di norme in materia di sicurezza, decoro urbano, poteri ai sindaci ed altro, raccolte in un così detto "pacchetto sicurezza". Interessante ai fini di questo nostro viaggio sono quelle norme che consentono ai sindaci di emanare provvedimenti utili a garantire l'ordine e la sicurezza delle città che gli stessi amministrano. Provvedimenti che di lì a poco si manifestano in tutta la loro creatività. In breve tempo i quotidiani si riempiono di gustose notizie che raccontano di sindaci che vietano l'accattonaggio o di chiedere l'elemosina stando seduti; di sindaci che dichiarano guerra ai così detti "lavavetri" ai semafori; che vietano di sedersi in modo scomposto sulle panchine pubbliche oppure di sedersi sulle stesse a più di tre persone, dopo le 23; di sindaci che vietano di passeggiare per la città con voluminosi borsoni oppure che sostituiscono le panchine pubbliche già in uso con altre munite di braccioli, così da impedire ad un individuo di potersi sdraiare sulle stesse; di sindaci che istituiscono folcloristiche "ronde cittadine", alle quali demandare il controllo del territorio comunale. Insomma, l'anno 2008 si caratterizza per la "tolleranza zero" verso gli ultimi, i poveri e gli emarginati.

img

Ciarpame securitario che si alimenta di una nuova fobia collettiva, la così detta "insicurezza percepita". La società che assiste impotente e preoccupata ai nascenti e sempre più intensi fenomeni migratori è assalita da una sensazione di paura, non giustificata da alcun dato reale ed oggettivo circa il rapporto che potrebbe intercorrere fra fenomeno migratorio ed aumento della criminalità. Una sensazione e basta. Tuttavia, invece di rassicurare l'opinione pubblica il centrodestra e la Lega Nord ne cavalcano le paure. Alle inevitabili critiche dell’opposizione, all’epoca ancora esisteva un’opposizione sia dentro sia, soprattutto, fuori dal Parlamento, è sempre il centrodestra berlusconiano a ricordare, con orgoglio, che la sicurezza non è né di destra né di sinistra. Fine del viaggio e torniamo ai nostri giorni. Ingenuamente, abbiamo pensato di non rivivere più certe follie conservatrici. Il Paese è governato dal centrosinistra, questi sono progressisti e riformisti che diamine! I progressisti promuovono i diritti civili e sociali, la loro politica si ispira al socialismo democratico! Nulla di più sbagliato. Alla fine dello scorso mese di marzo, con voto di fiducia, è stato approvato dal Senato il Decreto Minniti-Orlando sull'immigrazione e quello Minniti sulla "sicurezza urbana". Per rendere più scorrevole questa riflessione li riassumerò, seppur brevemente e in maniera incompleta, nel loro insieme e non distintamente. L'obiettivo delle norme in essi contenute è uno solo: gli immigrati ed i diseredati, gli ultimi. Lo scopo, perseguirli e nasconderli. Quali norme contengono questi due Decreti? Sinteticamente, più o meno quelle contenute nel "pacchetto sicurezza" del 2008, volute dal centrodestra e dai leghisti. Per esempio, non viene abolito il reato di immigrazione clandestina voluto dal centrodestra. Peraltro, è singolare che proprio il giorno in cui il Senato votava la "fiducia", il Governo riceveva una lettera dal Comitato per i Diritti Umani dell'ONU nella quale, lo stesso, esprimeva biasimo perché nel nostro Paese non era stato ancora abolito il reato di immigrazione clandestina ed invitava a limitarne il suo uso, solo come ultima e possibile linea d'azione. Il duo Minniti-Orlando si è inventato i "centri di permanenza per il rimpatrio", nuova edizione ma in versione detentiva degli ex "centri di identificazione ed espulsione" del centrodestra. Ancora: viene negata ai migranti la possibilità di ricorrere in appello quando la richiesta d’asilo non viene accolta, negando agli stessi un vero e proprio accesso alla giustizia. Alcune norme proposte dal "centrosinistra" hanno fatto esultare la gran parte dei sindaci italiani. Perché? Come fatto dal centrodestra nel 2008, vengono riconosciuti e attribuiti agli stessi maggiori poteri per garantire la sicurezza urbana ed il decoro delle città amministrate. Per esempio, introducendo una sorta di "Daspo urbano" che, nella sostanza, si traduce nel divieto di accesso alla città, da sei mesi a due anni, per chiunque sosti in una stazione ferroviaria o luogo di interesse turistico. Se poi questi è uno spacciatore oppure un barbone che cerca un riparo per dormire, un mendicante oppure un senza tetto non fa differenza. Insomma, invece di destinare ai sindaci maggiori risorse economiche per fronteggiare la povertà e l’esclusione sociale, come chiunque si aspetterebbe da un governo di centrosinistra, si dice agli stessi di nascondere e perseguire questi fenomeni, reprimendoli. Il centrosinistra, come fu per il centrodestra, affronta il tema della sicurezza criminalizzando il povero e non la povertà; confonde la sicurezza con il decoro urbano; decide di nascondere alla vista i più miserabili, gli ultimi, magari deportandoli nei quartieri poveri delle periferie degradate delle nostre grandi città. Alle inevitabili critiche mosse al suo indirizzo, il Ministro dell'Interno ha tenuto a precisare che "è necessario sfatare il tabù che le politiche di sicurezza siano di destra". Pur riconoscendo che "spesso un impulso securitario nella società e nell'opinione pubblica produce uno spostamento a destra dell'elettorato", il Ministro si è dichiarato "convinto che la sicurezza sia pane per i denti della sinistra". Appunto, i denti! Quelli del Ministro del centrosinistra sono uguali a quelli dell'ex Ministro leghista e del centrodestra. E' così questi pseudo progressisti che governano il Paese, dopo aver enunciato e rivendicato tale verità, certificano senza possibilità di fraintendimenti di rinnegare le proprie origini e, soprattutto, l'ideologia alla base delle stesse. Non più una visione del mondo quanto più possibile particolare, organica, logica e condivisa da un certo numero di individui che si riconoscono in essa e per essa si impegnano a realizzarla, distinguendosi da altri individui che vorrebbero il mondo in altro modo. Non più una classe politica espressione di interessi ben riconoscibili e particolari. Questo è diventato il Partito Democratico, un coacervo di individui che ha smarrito il concetto di "bene comune", rappresentato da politici che invece di dar voce ad un programma sul quale hanno ottenuto il consenso si danno all'avventurismo, capaci di esprimere solo infinita sfrontatezza ed immensa ignoranza. In fondo, è questo che piaceva e piace ancora alla maggior parte degli elettori: un politico agile, duttile, pragmatico e soprattutto disinvolto nel cambiare idea(le). Politici più simili a volgari rappresentante di commercio che a intellettuali che rappresentano una cultura, un'etica e degli ideali. Per chi ha memoria, tutto questo è già stato vissuto ed ha cambiato, in peggio, questa nostra società. Quasi 20 anni fa assistemmo, in Italia, alla nascita del primo "partito azienda". Gli italiani accettarono che lo stesso fosse guidato da una specie di monarca, illuminato e capace di fare miracoli. La maggioranza degli stessi credette nelle sue promesse, per quasi due decenni gli concessero credito ma ancor più lo invidiarono e cercarono di emularlo. Il Partito Democratico si sta trasformando in un altro partito azienda grazie al giovane Matteo, un leader non più incarnazione del senso etico e culturale di un partito ma che di quel partito ha fatto lo strumento della sua personale "narrazione" della politica e del Paese. Con qualche piccola variante, per essere più aderenti al mercato politico attuale. Si ridimensiona l'azienda, si tollerano poche e compiacenti ramificazioni sul territorio e si pretende un'efficienza che sia aderente alla guida personalistica del "capo". E si scopiazza la concorrenza, blog del Capo compreso [2].

________

[1] http://www.partitodemocratico.it/congresso-2017/avanti-insiememozione-congressuale-matteo-renzi/
[2] http://blog.matteorenzi.it/
Immagini liberamente tratte da internet e contrassegnate per essere riutilizzate