La vita e tutto quanto

Piango unchained

di Francesco Zurzolo

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Cominciamo col dire che le palestre sono frequentate solo da chiattoni [1] e che questi si dividono in due categorie: quelli con il grasso nel corpo e quelli col grasso nel cervello! Iin alcuni i frequentatori appartengono ad entrambe le categorie.
I primi vedono la palestra come una forma di espiazione dei propri peccati, per lo più di gola; i secondi... non so..! Comunque se entrate in una qualsiasi palestra vi balzerà all'occhio la differenza; i chiattoni nel corpo, soprattutto di sesso femminile, si muovono tendenzialmente in gruppetti; i chiattoni nella testa invece si confrontano. Comunque salta all'occhio che i due gruppi difficilmente si mescoleranno mai.
In palestra il ciclo delle stagioni è leggermente diverso ed influenza spaventosamente l'afflusso dei chiattoni: l'offerta speciale porta ad un mese di turbolenza con presenza di ragazzini/ne e signore; l'imminenza della bella stagione porta ad un intasamento delle attrezzature di cardio-fitness a causa della valanga di ragazze mature; la bella stagione porta all'esodo di tutti tranne quelli con più grasso nel cranio; la fine delle vacanze di Natale e Pasqua porta al ritorno in massa dei chiattoni del corpo... e così via..!
Fatto è che nella mia palestra vuoi per vetustà, vuoi per mancanza di manutenzione tutti gli attrezzi per l'attività aerobica vanno a smaltimento. All'inizio c'erano tre tappeti, ma il display di uno funzionava un pò a caso, per poi rompersi definitivamente, quando il gestore si è deciso a farlo riparare si è rotto anche il secondo.
Quando il display è completamente saltato, il proprietario anziché l'onerosa riparazione, ha preferito comprarne uno da Decathlon, va da sé che è assolutamente inadatto per l'uso che se ne fa in palestra: a causa del peso degli atleti il tappeto "saltella" e "strappa", assolutamente da evitare per mantenere le ginocchia integre. Questo ha portato ad inevitabili file di chiattoni chilometriche presso l'unico tappeto superstite. La stessa cosa, più o meno, è capitata per la cyclette ellittica, che ora è "passiva" in quanto la parte elettrica è saltata, la cyclette orizzontale che ha il fermo del seggiolino rotto e le spinning sono passate da tre ad una. Un ecatombe.
Se si considera che ogni chiattone nel corpo dovrebbe utilizzare questi strumenti per non meno di 20 minuti, quando si trovano occupati le sedute di allenamento si allungano all'inverosimile. Per ripicca quando tocca me raddoppio il tempo d'utilizzazione.
Questo variegato mondo, queste schermaglie, queste piccole rivincite si svolgono con un sottofondo musicale a dir poco pessimo.
Quest'anno poi il gestore ha pensato bene di chiudere la palestra per 25 giorni in agosto: questo è bastato per farmi perdere quel minimo di forma tanto faticamente sudato.
Fortunatamente mossi a compassione o forse stufi delle mie lamentele, moglie e figlio mi hanno regalato per il mio compleanno un fichissimo lettore mp3 studiato apposta per gli sportivi; è tutto nell'archetto delle cuffie, è impermeabile, è intraurale (cioè ti spara la musica direttamente dentro l'orecchio) e quando lo uso è l'equivalente di una dose massiccia di nandrolone. Diventerò sordo prima di rimettermi in forma, ma nel frattempo fare cardio è una esperienza assolutamente divertente.
Mi impadronisco del tappeto, mi metto le cuffie, chiudo gli occhi e mi immergo nella mia musica. È come, tre volte a settimana, assistere in prima fila a concerti rock fenomenali. Anche se il tempo del mio turno finisce, non esito ad allungarlo un po', giusto per finire una canzone o un concerto.
Devo essere uno spettacolo: io che ansimo ad occhi chiusi sul tappeto con le labbra che seguono i testi delle canzoni, purtroppo le batterie ricaricabili del giocattolo ogni tanto mi mollano senza preavviso: un down alla realtà terrificante. Peggio è quando mi scordo di ricaricarlo o di prenderlo con me.
La palestra non mi basta, faccio anche judo: abbiamo ripreso l'attività in un nuovo dojo e quando posso mi sfizio un pochino, sempre con le limitazioni impostemi del medico. Tendo a strafare e alla mia età il conto è immediato ed è salato: ti confronti con i ragazzi più grandicelli, per costringerli a mettersi in gioco, dai soddisfazione al figlio ecc. Ti capita di entrare in torsione sul braccio, rotei su te stesso, sollevi l'avversario con il braccio ancora storto. Un ragazzo di cinquanta chili circa, tirato su in quella maniera è troppo anche per uno come me. E finisci con il pagare lo scotto: un braccio fuori uso, deriso da moglie e amici al grido di "Ormai hai una certa età!" Li odio!

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[1] In dialetto sta per grassoni.