Redazione

  • Antonio La Monica

    Direttore

    Fare il giornalista è pur sempre meglio che lavorare. Forte di questo antico adagio, ALM, nato a Ragusa nel caldo agosto del 1976, decide che più che la filosofia potè il digiuno. Attratto dai facili (?) guadagni abbandona privo di rimpianti la facoltà di Catania ed inizia a collaborare nel 2002 con il quindicinale di Ragusa e Provincia “La Città”. Un bel gioco che si trasforma in lavoro. Dal febbraio 2005 è iscritto all’Albo dei pubblicisti e nel frattempo collabora, oltre che con “La Città” di cui è attualmente capo redattore, con il quotidiano la “Gazzetta del sud” e con la rivista istituzionale della Provincia Regionale “La Provincia di Ragusa”. Per imparare qualcosa, da qualche anno ha la fortuna di tenere Corsi di Scrittura giornalistica per i ragazzi del Liceo Classico “Umberto I” di Ragusa. Suoi articoli sono apparsi anche in vari periodici e siti internet. Dal 2003 fa parte dei fondatori dell’associazione culturale “L’Occhio aperto” e sempre nello stesso anno contribuisce alla fondazione di “Operaincerta” che oggi ha l’onore e, grazie alle virtù dei collaboratori, non l’onere, di dirigere.

  • Meno Occhipinti

    Vicedirettore

    Meno Occhipinti nasce a Ragusa nel 1961 e vive un'infanzia piuttosto normale. Negli anni ottanta fonda il gruppo "Fantasia Creativa" e collabora con una radio privata per la quale realizza, insieme a Ciccio Martedì ed altri, programmi di satira come "Il contro e lo scontro", "Il notizioso" e la radionovela "Cancelli". Realizza, insieme a Daniele Colombo e a Raffaele Tumino, due documentari su Comiso, i missili e il movimento pacifista, per conto dell'ARCI Provinciale di Ragusa e del Comitato per la Pace di Roma, si diploma da ragioniere, fonda l'Associazione "Periferia" All'inizio degli anni novanta si trasferisce a Treviso e pubblica alcuni articoli per la rivista sindacale della CGIL di Venezia "Scatenatevi". A metà degli anni novanta ritorna a vivere a Ragusa e tra il 1996 e il 2001 pubblica i romanzi "Le parole sono chiuse" e "Fragili legami". Nel primo decennio di questo secolo collabora con il quindicinale "La Città" di Ragusa e torna a giocare nel Padua Rugby Ragusa con il ruolo di addetto stampa. Attualmente vive.

  • Carlo Blangiforti

    Comitato di redazione

    Nasce per puro azzardo in un clinica di Catania nel ’67, ma torna a Mineo dopo soli tre giorni. Studi tecnici prima a Caltagirone e poi a Catania. Perito informatico nell’86, si iscrive all’Università di Torino in Scienze dell’Informazione, dopo due anni torna a Catania e si iscrive in lingue : russo e tedesco. Si laurea nel '97 con una tesi dal titolo profetico La dimensione siberiana nell’esperienza di Cechov. Nel '98 emigra in Francia. Nel 2002 torna in Sicilia, si stabilisce a Ragusa. Animatore di giornali estemporanei e di centri culturali.È tra i fondatori del mensile online Operaincerta.it. Dal 2012 collabora alla rivista Le Fate con la rubrica L'ingrediente segreto. Nel 2009 pubblica il suo primo libro Distratti e lontani. Ha curato l'edizione in italiano dell’Opera Omnia del poeta Paolo Maura (2011), ha illustrato il libro di Salvo Foti, Come bere bene. Nel dicembre del 2015 tre racconti (ma non si può dire quali per via di un accordo tra gli autori) sono inclusi nella raccolta Trepertre della casa editrice Operaincertalibri. Nell'aprile del 2016 è stato pubblicato dalla casa editrice Le Fate il suo libro Panza e assenza.

  • Daniele Colombo

    Comitato di redazione

    Daniele Colombo è nato a Ragusa il 25 Aprile del 1962. Psicologo-Psicoterapeuta libero professionista: si occupa di psicoterapia individuale, di coppia e di gruppo e di formazione per operatori socio sanitari ed educatori. È supervisore, formatore, didatta e consulente scientifico presso diversi centri educativi, riabilitativi e presso numerosi enti ed istituzioni regionali e nazionali. Ha partecipato a congressi internazionali di psicoterapia presentando comunicazioni e relazioni e ha pubblicato alcuni articoli di psicologia sociale, dello sport e di psicoterapia. È padre a tre splendide figlie.

  • Saro Distefano

    Comitato di redazione

    Saro Distefano è nato a Ragusa l’8 maggio 1964. Dall’asilo al Liceo Scientifico “Enrico Fermi” ha frequentato le scuole a Ragusa, e l’Università a Catania, dove si è laureato nel novembre 1989 in Scienze Politiche. È giornalista dal 1982, iscritto all’Ordine dal 1990. Ha collaborato e collabora con numerose testate locali, ma negli ultimi anni ha intensificato l’attività di saggista, impegnandosi in numerose conferenze e nella pubblicazione di articoli e saggi sulla storia del territorio. La sua specializzazione è la storia economica della Sicilia ed in particolare della cuspide Sud-orientale. Ha inoltre approfondito gli studi sulla Storia generale della Sicilia (con particolare riferimento all’archeologia arcaica, classica, medievale, all’archeologia industriale, all’architettura, alla letteratura e alle arti figurative) e coltiva numerosi hobbies, tra i quali i principali sono certamente la meridianistica e la coltivazione di piante bonsai. È attivo da sempre nell’ambientalismo. Socio di Italia Nostra e del Club Alpino Italiano, ha prodotto svariati articoli anche di denuncia sulla tutela del patrimonio ambientale, soprattutto della Provincia di Ragusa.

  • Loretta Dalola

    Comitato di redazione

    Laurea in SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA facoltà di SOCIOLOGIA di Urbino sede di Pesaro – con indirizzo in Comunicazione tecnologica per la società delle reti LICENZA di MAESTRO IN ARTE PUBBLICITARIA conseguito presso ISTITUTO STATALE D’ARTE “SCUOLA DEL LIBRO” di URBINO. Il mio curriculum vitae è testimonianza dell'esperienza maturata nel corso degli anni nell'ambito dell'uso dell'immagine in tutte le sue forme espressive, inizialmente in qualità di regista televisivo, poi come grafica, web e graphic designer e infine come responsabile dell’area della comunicazione. La mia professionalità ha toccato vari aspetti legati al mondo dell’arte e alle sue esigenze che ritengo possano avermi fornito un interessante “bagaglio” personale. Originaria di Brescia, spostata poi a Verona e a Morciano di Romagna (Rn). Mi sono trasferita recentemente nel territorio ragusano, scrivo per il quotidiano online “Italianotizie” e curo l’immagine pubblicitaria della società Padua Rugby Ragusa e dell’Associazione culturale Danzaperdire di Ragusa.

  • Aldo Adamo

    Collaboratore

    Aldo Adamo nasce a Ragusa il 18.08.58. Nel lontano 1977 (o giù di lì) raggiunge l’agognata maturità classica e inizia la sua odissea “universitaria” che lo porta prima a Trento, dove si iscrive in Sociologia, poi a Catania, dove prosegue gli studi in Giurisprudenza, …ma non raggiungerà mai la laurea anche perché, specie in quei tempi, si dedica al suo hobby preferito: la pigrizia. Dopo alcune brevi esperienze di lavoro (da impiegato bancario ad agente di commercio) vent’anni fa approda nella sua Itaca: un vivaio che pian piano diventa anche garden; qui diventa “sciuraru”, slang siciliano che sta per fiorista, insieme alla moglie, donna bella e paziente, che oltre a collaborarlo nel lavoro gli dà due splendide figlie. Affannosamente cerca di riposarsi ma per svariati motivi non ci riesce. Si occupa di bonsai, ama molto la lettura e la cucina (non come cuoco ma da utente) ed è anche socio fondatore dell’AICC. Da qualche anno collabora al giornale.

  • Meno Baglieri

    Collaboratore

    Carmelo Baglieri nasce a Ragusa il 1° aprile del 1965, un Pesce d'Aprile DOC dunque, come fin dalle elementari i compagni di scuola amavano sottolineare. Inizia a lavorare giovanissimo, imparando e apprendendo migliaia di cose, che vista la congiuntura attuale potrebbero tornare molto utili. Adesso a 47 anni suonati, molti dei quali trascorsi imbracciando e strimpellando una o più chitarre, continua a coltivare le sue passioni: prima tra tutte la musica, l'amore per le chitarre appunto, che custodisce,alterna e accorda con gelosia e attenzione. Poi la fotografia che studia ed esplora da autodidatta. La sua speranza? Cercare di ottenere buoni risultati magari entro i prossimi 47 anni! Non ha molta dimestichezza con le parole, per questo preferisce raccontarsi e raccontare le sue storie (vedi la rubrica Fotorama) attraverso le immagini, che cattura in giro per il mondo...

  • Veronica Ferlito

    Collaboratore

    Nata nel1978 in Sicilia, a Catania. Ha sempre coltivato un amore incommensurabile per la cultura ed il sapere umanistico; Ha seguito studi umanistici presso il Liceo classico Nicola Spedalieri di Catania nel 1997 e ha conseguito una laurea in Scienze dell'Educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Catania nel 2004. Dal 2001, si è trasferita a Trento. Oggi opera come libera professionista nel settore della Formazione, come tutor-coach e assistente scolastico di un'attività privata avviata e realizzata come scelta e sogno di tutta una vita. I sogni sono desideri realizzabili: basta crederci. e lei l'ha fatto! Abbraccia con convinzione e consapevolezza ormai da anni, l'esperienza del volontariato presso un Centro di Accoglienza di cittadini migranti, come insegnante di lingua italiana, nella città di Trento. Con coraggio e determinazione ha creduto e coltivato la sua inclinazione verso la scrittura e ha deciso di sfruttarla tentando di comunicare e donare attraverso questa, avventurandosi così in concorsi di poesia e di scrittura per il gusto di dare libero sfogo alle emozioni più vere.

  • Francesca R. Longo

    Collaboratore

    Francesca Romana Longo è nata a Putignano (provincia di Bari) il 19 agosto del 1984; ha conseguito il diploma di maturità, presso il liceo Classico E. Laterza di Putignano; nel 2010 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’ Università degli Studi di Catania. Nel 2011 ha conseguito una borsa di studio quinquennale per medico specializzando in formazione, in Anatomia Patologica, presso la facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Catania . Attualmente vive a Catania ed è medico specializzando in Anatomia Patologica, al terzo anno. Ha numerosi interessi in campo scientifico, artistico, letterario e cinematografico, ha pubblicato diversi lavori scientifici su riveste di Anatomia e Istologia Patologica nazionali e internazionali; ha inoltre pubblicato, sulla rivista on-line “Narrabilando” nel 2013, una recensione del romanzo “Formalina” di G. G. Magro.

  • Vincenzo La Monica

    Collaboratore

    Vincenzo La Monica è una forma di vita bipede a base carbonio, primogenito di una famiglia dell’aristocrazia terriera siciliana. Padre latifondista e madre mamma. A 6 mesi pronunciò la sue prime parole che furono: “tra il lusco e il brusco”. Non ritenendole significative, il padre bloccò il biografo di corte in attesa di ben altri concetti. Piace in questa sede ricordarlo così, questo scriba concettoso, pronto ad eternare un’esistenza agli stupori dei posteri. Ora riposa, morto di inedia, nel cimitero di famiglia. Una penna di gabbiano infissa nel cuore. Presto la madre si accorse che Vincenzo non era un bimbo come gli altri. A tre anni gli piaceva molto il cioccolato al latte e lei, da sempre intuitiva ed associativa, lo iscrisse ad un collegio svizzero. Qui tra gli alpeggi e i fili spinati imparò l’arte dello Jodel per cui tutt’oggi è famoso. Non ama spiegare come sia stato scelto da Operaincerta in qualità di collaboratore. Persona modesta, lascia che sianoi fatti a parlare. I fatti e suo fratello direttore di Operaincerta. Da anni il cane Rigel intende comunicargli qualcosa di importante sulla vita, sulla morte e sul senso di tutto questo che ci gira intorno. I suoi tentativi vengono fraintesi, ma gli valgono spesso un biscottino WOW. “E il tuo cane dirà BAU.” Ha tre passioni: l’astronomia, la lettura, raccogliere asparagi in campagna e dire qualche bugia.

  • Giuseppe G. Magro

    Collaboratore

    Gaetano Giuseppe Magro è nato il 13 marzo del 1966 a Donnalucata (RG). Attualmente è professore associato di Anatomia Patologica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di patologia, prevalentemente nel campo della diagnosticata cito-istopatologica dei tumori della mammella, tiroide, tessuti molli, del colon-retto e dell’età pediatrica. Esperienze letterarie: "Il mare metafisico di Punta Corvo" (Romanzo) (Manni Editore 2005); “Fontana delle ore” (silloge poesia) (A&B editrice 2001); “Non sbagliò il vento” (silloge poesia) (Libroitaliano 2002); “Impermanenza” (silloge poesia)(Edizioni Il Giornale di Scicli 2005).

  • M. Cristina Vecchiarelli

    Collaboratore

    Da grande avrebbe voluto fare la giornalista o la scrittrice, perché scrivere le piaceva e a scuola era la più brava a fare i temi. Ma anche l'attrice, perché le affidavano sempre il ruolo di protagonista nelle recite. O la cantante, perché cantava da solista nel coro della chiesa. E invece, dopo essersi diplomata di liceo classico nel 1982 col massimo dei voti iscrittasi prima a Lettere Moderne e poi a Psicologia senza combinare granché in nessuna delle due Facoltà, è finita poco più che ventenne in uno studio commercialista a redigere bilanci, cavandosela, lei che non aveva mai avuta dimestichezza alcuna con i numeri, niente male. Poi, purtroppo, ha fatto il suo ingresso in Regione Lazio quale vincitrice di concorso di dattilografa, amministrazione dove ha faticosamente e ostinatamente scalato tutti i gradini di carriera sino al ruolo di funzionario che ricopre, con sua grande frustrazione, ancora oggi, elargendo contributi agricoli comunitari ai viticoltori della provincia di Roma. Festeggia in questo 2014 le sue nozze d'oro con la vita, essendo nata a settembre del 1964 a Roma, in una clinica affacciata sul Colosseo e posta sopra la Domus Aurea; è sposata e ha due figli, un maschio ventunenne universitario e una diciassettenne liceale soprannominata, per la soavità e la malleabilità del suo carattere, la giacobina; e della sua infanzia difficile ricorda, al posto dell'affetto non ricevuto, la fruizione di tanta musica classica tramite sua madre, e l'esposizione estatica a tanti tesori di arte e cultura grazie al suo defunto padre, archeologo dilettante, amico di ogni custode di musei e monumenti che si faceva aprire fuori orario come il protagonista de La grande bellezza; che fin da piccolissima la trascinava in giro per la loro adorata città in affascinanti e misteriosi tour che costituiscono il lascito più intenso e persistente del suo perduto rapporto con lui.

  • Gina Massari

    Collaboratore

    Il 1978 è l’anno dei tre Papi, della ferocia delle brigate rosse e di chissà quant’altro. Ma cosa volete che ne importi ad una bambina appena nata sotto il segno dei pesci? Così nasco e, altrettanto normalmente, cresco a Ragusa. Tra studi e tanto lavoro, trovo il tempo per innamorarmi della Fiorentina, svolgere il mio anno di servizio civile in un centro accoglienza per immigrati e portare a termine un corso di disegno e modellismo. Nel 2003 partecipo alla fondazione dell’associazione culturale “l’occhio aperto”, occupandomi soprattutto e con piacere della comunicazione grafica. Da qualche anno collaboro con il periodico quindicinale “La città”, curo la rubrica il libro sul comodino sul periodico locale “Il grillo” e dal luglio 2006 sono iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti. Attualmente sono responsabile di un Centro accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e sto conseguendo il diploma di consulente educativo. Per passare alle cose veramente importanti vi comunico che i miei miti sono Mafalda e Giorgio Gaber.

  • Alessandro Depegi

    Collaboratore

    Alessandro Depegi nasce a Genova il 24 maggio del 1936. È un figlio di Mussolini dato che a quei tempi si “facevano i figli per la Patria”. Anche se con difficoltä compie tutti gli studi nella stessa città e si laurea nel 1963 in Medicina e Chirurgia. Lavora nella Medicina Accademica in vari ospedali come anestesista ma contemporaneamente conosce la medicina complementare per cui, dopo venti anni di sala operatoria, abbandona la corsia ospedaliera per dedicarsi completamente alla medicina naturale. Nel 1966 sposa una bellissima fanciulla zurighese e, con lei, ha tre figli: due maschi e una femmina (come nella fotografia). Oggi ha quattro nipotini e un quinto in arrivo. Ha esercitato in Italia e in Svizzera. Non è mai stato scrittore e, più diventa “giovane”, meno sopporta i soprusi, le ingiustizie e le sofferenze “gratuite” (che potrebbero non esserci) della gente.

  • Gian Piero Saladino

    Collaboratore

    Gian Piero Saladino, nato a Palermo 52 anni fa, si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Catania e ha conseguito la Specializzazione in "Organizzazione e Formazione Aziendale". Coniugato, due figlie, da 26 anni collabora con Confindustria da Funzionario della Territoriale di Ragusa, ed è responsabile delle Relazioni Esterne, Comunicazione, Stampa e Immagine, Organizzazione e Sviluppo Associativo, Ufficio Studi, Scuola, Formazione, Ricerca e Innovazione. Per 2 anni (2004-05) è stato Portavoce del Sindaco e Dirigente della Comunicazione Istituzionale del Comune di Ragusa. Dal 2011, dirige la Scuola "F. Stagno d'Alcontres" di Modica, sede del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale, dopo aver svolto attività di docenza esterna in materia di Organizzazione Aziendale e Comunicazione Istituzionale presso diverse Facoltà universitarie siciliane. Nel 1989, per passione personale, ha iniziato a svolgere anche attività free-lance di selezione, formazione, orientamento e valutazione delle risorse umane, sviluppando interventi in materia di Comunicazione, Organizzazione e Management, assumendo la Direzione scientifica del Master AIF (Associazione Italiana Formatori) di Formazione dei Formatori siciliani e, nel marzo 2003, la carica di Consigliere Nazionale AIF. È autore di numerosi articoli e piccoli saggi di argomento economico, politico e sociale. È membro dell'esecutivo provinciale AVIS di Ragusa e delegato del Vescovo di Ragusa per la Direzione dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, da cui dipendono la testata "Insieme"

  • Ciccio Schembari

    Collaboratore

    Intellettuale ruspante, pensatore solitario. Nato a Ragusa oltre mezzo secolo fa. Vissuto a: Ragusa, Venezia, Ragusa, Bologna, Ragusa. Ieri: massaru, professore di matematica, sindacalista, preside, analista software, industriale, quality system manager. Oggi: mi godo la vita col teatro narrazione, col teatro sociale e con altro ancora. Domani: ...domani è un altro giorno!

  • Ester Procopio

    Collaboratore

    Nasce il 3 novembre 1991 a Gravedona, gradevole paesino situato sulla costa ovest del lago di Como, nella zona detta "alto lario". La madre è infermiera nativa del luogo, suo padre invece è figlio di calabresi emigrati a Milano e fa l'attore di teatro nella compagnia da lui stesso fondata. Ester cresce con la passione per i libri e la scrittura: il primo libro letto è "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery, mentre dalla sua penna fioccano poesie e racconti fantastici.
    La passione letteraria viene coltivata in sintonia con gli studi, dapprima con la scelta di frequentare il Liceo Classico a Sondrio (anche a costo di lunghi viaggi) e poi con la laurea triennale in Lettere, presso la Statale di Milano e tesi sui Trionfi di Petrarca. Ora, accanto alla predilezione per gli studi accademici e la scrittura drammaturgica, il suo sogno resta quello di inserirsi nel mondo del giornalismo.
    Profilo linkedin: https://www.linkedin.com/in/ester-procopio-b62a8a127

  • Marinella Tumino

    Collaboratore

    È nata a Ragusa nel febbraio del 1969. Ha studiato Pedagogia all’Università di Catania, dove si è laureata all’età di 23 anni. Ha seguito alcuni corsi di specializzazione tra cui uno biennale per operatori psicosociali. Ha lavorato in qualità di pedagogista, collaborando con l’équipe socio-psico-pedagogica, in un centro per bambini audiolesi e socialmente svantaggiati e, in seguito, all’Oratorio Salesiano. Coltiva diversi hobby, uno dei quali è la LETTURA ed il suo scrittore straniero preferito è Ken Follett. Possiede un sogno nel cassetto: VIAGGIARE 365 giorni all’anno!!! È sposata ed ha un bimbo di 2 anni e mezzo. Insegna Materie Letterarie in un istituto tecnico di Ragusa.

  • Carlo Poerio

    Collaboratore

    Nasce a Roma nell’anno 1958. La sua vita, almeno per ora, può essere riassunta in due distinte fasi. La prima, simile a quella di tante famiglie dalle origini umili e contadine che vissero il miracolo della crescita economica del Paese, iniziato nella seconda metà degli anni '50 e proseguito negli anni '60. Carlo vide la luce all’inizio del così detto "boom economico" italiano, quel quinquennio di massima espansione industriale e benessere diffuso che va dal 1958 al 1963. Infanzia normale, adolescenza normale, studi regolari, un diploma da geometra conseguito regolarmente. Insomma, una vita ordinaria vissuta in una fase di benessere che, purtroppo, per il Paese sarà di breve durata. Infatti, raggiunta l’età adulta, si affaccia al mondo del lavoro che la crisi degli anni '70 non è ancora terminata. Già da qualche anno, comunque, lavora regolarmente “a nero” nel tempo libero e così, constatato che il diploma non basta neanche per essere assunto come manovale in un cantiere edile, si adatta a fare diversi lavori. Sempre regolarmente "a nero"! Finché, un giorno, il diploma non gli consente di vincere un buon concorso pubblico ed iniziare quella che, all'epoca, era l'ambita carriera di impiegato statale. Con quel che ne consegue: mettere su famiglia, casa, fare figli che poi lo faranno diventare nonno e, dopo tante soddisfazioni, vivere una serena vecchiaia. Con questi progetti, alla soglia dei 30 anni si rende conto che lo specchio che ha davanti mentre si rade la barba, non riflette più la sua immagine. Con qualche inevitabile trauma, conclude la prima fase della sua vita e ne inizia un'altra. Meno scontata della precedente, spesso i problemi se li va a cercare e, comunque, piena di tante, a volte troppe responsabilità. Però, da allora, lo specchio ha sempre restituito l'immagine della sua persona. E' in questa fase della vita che si lancia in ambiziosi progetti per abbandonare l'impiego statale, come l'indimenticata esperienza di gestire, insieme a tre amici, un piccolo pub nella fantastica e particolare Trans Tiberim, quella zona di Roma che si trova sulla riva ovest del fiume Tevere ed a sud della Città del Vaticano, da tutti conosciuta come Trastevere. E poi quel particolare momento vissuto nel mondo della pubblicità, a contatto con fantasiosi designer e creativi. Ancora, la difficile esperienza nella realtà delle imprese edili. Oggi è ancora un impiegato statale ma non dispera di poter cambiare la sua vita, nonostante il succedersi, nel Paese, di crisi economiche sempre più drammatiche. Da semplice cittadino si interessa di politica e della classe politica che governa il Paese, a volte partecipando in maniera attiva, consapevole che le loro scelte condizionano la nostra vita giorno dopo giorno e, da un paio di decenni, peggiorandone il tenore. Da qualche anno dibatte di politica anche nel mondo dei blog e, recentemente, è approdato ad Operaincerta. Sta progettando una terza fase della sua vita, più tranquilla e dedicata completamente ai suoi interessi: il giardinaggio, curare un piccolo orto, leggere tanto, scrivere ancora di più, ascoltare tanta ma tanta musica, viaggiare per il mondo per poterlo raccontare.

  • Daniela Ferrara

    Collaboratore

    Una donna perennemente e irrimediabilmente ‘work in progress’. E' così che ama definirsi, una persona talmente "curiosa" del mondo che non riesce a considerarsi mai arrivata. Le piace mettersi costantemente in discussione, sperimentare, imparare dagli altri, di qualunque ceto sociale, razza, colore o latitudine essi siano. In tutto quello che fa con passione si nutre di "bellezza" e "classe": dalla scelta degli amici, all'arte, alla musica, all'amore.....tutto ciò di cui si circonda deve appagare il suo senso estetico, deve emozionarla in qualche modo, caricarla come fa la batteria per un orologio. Ogni suo gesto, ogni pensiero, la sua vita intera è illuminata, da sempre, da queste due frasi : 1) "il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (E.Kant); 2) "non condivido le tue idee ma darei la vita affinchè tu possa sempre esprimerle" (J.J.Rousseau). Nasce, di controvoglia, il 14 ottobre del secolo scorso in una poco ridente quanto anonima cittadina del profondo Sud (Ragusa,n.d.r), casualità questa che segnerà per sempre la sua cosmopolita personalità. Determinata a reagire a cotanta improvvida sorte che la vuole prigioniera di un borgo natio gradevole ma poco attivo culturalmente e convinta di possedere, per equità astrale, le medesime potenzialità di un Eisenhower o di una Katherine Mansfield, nati nel suo stesso giorno, si trova, invece, ben presto a realizzare di poter arrivare, più che altro, alla stessa capacità di successo (nella vita) di Alda D’Eusanio, altra “gemella” planetaria. Costretta, suo malgrado, a fare i conti con una più modesta e provinciale realtà, adempie con successo ai due principali doveri “istituzionali”: 1) studiare (prima la maturità scientifica, per sfida, e poi una laurea con lode in lingue e letterature straniere moderne), 2) lavorare (dopo varie esperienze di “volontariato” negli ambiti più disparati approda, per sfinimento, nel settore dell’impiego pubblico dove, dal 1996, “vegeta” tentando di svolgere mansioni amministrative ed informatiche nel campo della cultura e del turismo, insieme ad attività di traduzione da/per inglese- francese- spagnolo e di progettazione grafica di materiale promo-pubblicitario). Unici colpi di coda, per dimostrare, quantomeno a se stessa, di essere “viva”, l’abilitazione a guida turistica e quella a giornalista pubblicista, sue grandi passioni insieme alla traduzione. Il resto è vita di relazione che scorre in mezzo, tra passatempi vari (sport, canto, libri, teatro, cinema, fotografia, volontariato, viaggi, etc..) e dedizione assoluta agli affetti. Attualmente, “sopravvive”.

  • Salvo Bonaccorsi

    Collaboratore

    Nasce nel ’76, ultimo di quattro figli. Dalla famiglia ottiene tanto amore ma anche la privazione dei Puffi alle otto di sera, al posto dei quali è obbligato a vedere telenovelas brasiliane. Questa esperienza gli lascerà a livello inconscio il gusto del racconto e un amore quasi viscerale per la lingua portoghese. Aggiunta a ciò la tempra di aridi campetti salesiani, diviene pronto a molto, ma ciò non gli evita una devozione quasi scientifica per il dubbio. Si presenta così alla Segreteria per l’iscrizione all’Università con i moduli pronti per Lettere Moderne e Ingegneria Edile. Come conseguenza (e forse non avendo capito neanche lui cosa avesse scelto) il suo pari amore per le sicurezze della matematica e le incertezze delle parole lo porta, con calma – ma ottimi voti – a laurearsi, nonostante qualche incomprensione con i docenti su cose come le citazioni del Candido di Voltaire nelle tavole di Tecnica Urbanistica. Come Andrea Pazienza, che diceva: “so disegnare qualsiasi cosa in qualsiasi modo”, vorrebbe raggiungere l’obiettivo di “saper giocare qualsiasi gioco in qualunque modo” e per questo non ha mai dubbi quando si tratta di scoprire, indagare, studiare o costruire un gioco vecchio o nuovo, convinto che in questo bistrattato ambito della cultura si racchiuda molto della creatività più pura dell’uomo. In tutti gli altri campi non tende all’eccellenza, perseguendo una mediocrità versatile e allegra piuttosto che una perfezione settoriale e noiosa: suona male, canta peggio, scrive lungo, legge molto, corre pochissimo, può passare ore rapito davanti a un quadro e continuare a non capire l’Arte (se ciò fosse mai possibile..). Tutto ciò giova evidentemente al suo metabolismo, parchè mangia molto e non ingrassa: gli piace pensare che l’attività celebrale bruci il surplus di calorie. Ciò faciliterà enormemente la diagnosi e la valutazione di una sua molto probabile demenza, che potrà facilmente misurarsi in chili. Il suo spirito ludico non gli ha mai comunque impedito di portarsi via il pallone al momento giusto, ma quando le sue follie hanno trovato una sponda sono successe cose assurde come la fondazione della Associazione Gioco Tarocchi Siciliani “Michael Dummett”.

  • Alessandro D'Amato

    Collaboratore

    Nato a Ragusa Ibla il 09 maggio 1977, fugge dopo pochi giorni dall’Ospedale, per trovare riparo sotto i pini di Chiaramonte Gulfi. Dopo un’infanzia trascorsa a far rimbalzare un pallone da basket e a far crescere i capelli, decide di compiere una scelta seria e inizia a studiare antropologia, tra Roma, Napoli e Palermo: tale impegno gli offre mille soddisfazioni ma non un vero lavoro. Continua, così, nelle sue scelte molto remunerative e pubblica numerosi saggi e monografie etnografiche e di storia delle discipline demoetnoantropologiche su varie riviste, accademiche e non, per poi fondare l’Associazione Culturale NIVèRA, che opera a Chiaramonte e dintorni. Interessato in particolare ai fenomeni della cultura popolare nel sud Italia, ultimamente si è lasciato ammaliare dalle frontiere della zooantropologia, dedicandosi allo studio della storia, dei miti e delle leggende popolari attorno agli animali.