Non solo mio

Vite rubate

di Veronica Ferlito

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Anche se ero una bambina e come tutti i bambini credo avessi il diritto ad un po’ di affetto ed amore, venivo sempre a contatto con un mondo fatto di cattiveria ed ingiustizia, ero triste, molto triste.
Cercavo qualsiasi altra sistemazione che mi potesse dare serenità, come le case dei minatori che ci sfamavano, era molto diverso dalla colazione che solitamente vi era a casa di mamma, ma almeno a casa dei minatori non c'era ingiustizia e violenza.
Ricordo la delicatezza e la gentilezza di quella gente, io e mia sorella eravamo sempre insieme, io la portavo sempre con me anche se lei era più piccola; lei era il mio angelo per me, insieme ci sentivamo molto più sicure soprattutto quando eravamo a casa della nostra mamma. Era a casa di nonno che invece ci sentivamo più protette, lui a modo suo ci voleva bene. Tutto quello che abbiamo vissuto per moltissimi anni, è stato per noi un vero calvario, ricordo che per tanto tempo facevamo la pipì a letto e credo oggi di capire il motivo per cui questo succedeva. 
Non era facile sopportare molte angherie anche da parte di uno dei nostri zii da cui ricordo provenne ancora l'attuale paura che ho dei serpenti; lui mi rincorreva con uno di quegli esseri che non amo particolarmente, striscianti e viscidi anche se creature viventi.