Un confronto inedito

di Carlo Poerio

La possibile sfida delle nuove generazioni a caste, privilegi e gerarchie soffocanti

In altro articolo di questo numero di Operaincerta ho proposto la versione testo di un video che riproduce l'intervento di un giovane studente universitario catanese, Alessio, il quale in occasione di un incontro tra il Ministro Boschi e studenti dell'Ateneo di Catania, esprime dettagliatamente cosa pensa della riforma costituzionale. Il video di cui parlo, in pochi giorni si è diffuso in rete in maniera virale e quel giovane studente, per la maggior parte dei commentatori, è diventato un eroe. Anche se ho ammirato lo stesso, ritengo che definirlo un "eroe" sia sbagliato. Forse in pochi hanno colto la reale importanza di quell'intervento e se proprio vogliamo innalzare a simbolo colui che l'ha formulato, è per motivi diversi da quelli che la rete gli ha diffusamente attribuito. Premetto: non mi illudo che tutti i giovani siano come Alessio. Anzi, penso siano ancora troppi quelli che si disinteressato alla politica e tanti coloro che proprio in occasione del referendum di ottobre non si preoccuperanno del destino della possibile futura forma-Stato italiana. E ci sarà anche chi andrà a votare NO, non solo tra i giovani ovviamente, solo perché spera che il Premier manterrà la promessa data ossia, in caso di vittoria di chi si oppone alla riforma della Costituzione, dimettersi dall'incarico di Capo del Governo (forse, aggiungo io) e lasciare la politica (forse, aggiungo io). Tuttavia se quel "Coordinamento per la democrazia costituzionale", di cui lo studente universitario catanese è membro ed i cui Comitati sono sparsi in tutto il nostro Paese [1], raccoglie l'adesione di tanti altri giovani come Alessio, c'è da immaginare che il prossimo futuro del Premier e del suo Governo non sarà affatto tranquillo. Tra parentesi, confido nella buona memoria di quei 16 milioni di elettori che all'indomani del recente referendum sulle "trivelle", sono stati scherniti a suon di "ciaone". Mi auguro stiano attendendo il momento migliore, per ricambiare la cortesia e la correttezza dimostrate da certi nostri politicanti. Riguardo alla reale importanza di quell'intervento appassionato, polemico e puntuale durato quasi otto minuti ed interrotto per quattro volte dal Rettore, personalmente ritengo che Alessio, fino a quel momento anonimo studente, sia stato più utile alla causa del NO, quanto meno nella realtà virtuale della rete, delle decine di costituzionalisti e professori che già da tempo formulano critiche alla riforma costituzionale. La rete è un luogo dove difficilmente un dibattito accademico o politico si diffonde in modo "virale", soprattutto tra i giovani. Il merito di Alessio è aver formulato una critica facilmente comprensibile e più convincente e coinvolgente di qualunque altro dibattito, soprattutto tra i giovani (ma non solo). Una critica, come già detto, che si è propagata in rete in pochissime ore, alimentando dibattiti su migliaia di pagine web e sui principali social network. Ma c'è dell'altro, forse anche più importante dell'aver contribuito a diffondere, tra i giovani, le motivazioni del NO alla riforma costituzionale. Viviamo in una società dove è sempre più diffusa la convinzione che possa risultare dannoso esprimere una personale opinione. L'esercizio del diritto a poter dire ciò che si pensa, infatti, è di fatto impedito da uno status sociale fatto di barriere gerarchiche, di caste e di privilegi che impongono di conformarsi a determinati e rigidi comportamenti, il più delle volte improntati alla convenienza. L'Università italiana, luogo in cui si alimentano e proliferano le gerarchie, i poteri ed i baronati, è il simbolo di tale mentalità. Ebbene, nel momento in cui Alessio si è alzato in piedi per criticare un Ministro, per giunta al cospetto di un Rettore, credo sia andato in scena un confronto tra generazioni e gerarchie che rappresenta qualcosa di inedito, una sfida a caste e privilegi che stanno soffocando la nostra società, come non si vede già da decenni. Io penso che non esprimere il proprio pensiero o non esporlo per convenienza, come avviene frequentemente, stia facendo sprofondare questa nostra società nell'oblio più profondo. Come spesso affermo, puntando l'indice verso una pubblica opinione sempre troppo indifferente o assente, è questo il male del nostro Paese, un male che ha permesso il proliferare di tutti quei fenomeni di malgoverno di cui spesso ci lamentiamo senza, tuttavia, provare a modificare lo status quo di cui ci riteniamo vittime. Sembra quasi che il sempre più diffuso disinteressarsi alla politica ed a ciò che accade grazie alla stessa, sia una sorta di autoconvincimento che tutto vada bene, libertà e democrazia comprese che, invece, sono sempre più compresse e delegittimate. Alessio ha dimostrato che questo modo di pensare e di comportarsi, è falso. All'inizio del suo discorso, nel ricordare che gli era stato consigliato di "ammorbidire i contenuti" del suo intervento, Alessio afferma che non lo aveva fatto perché modificarlo avrebbe significato "una mancanza di rispetto nei confronti di me stesso". Aver sfidato ruoli e gerarchie nel luogo in cui le dinamiche di questi poteri si esprimono al massimo, è il vero messaggio che dovremmo cogliere. Comportarsi diversamente, significa perdere il rispetto verso noi stessi e facilitare il compito di chi vuole impedire che si possa esercitare il diritto ad esprimere un’opinione. Mi auguro che la generazione di Alessio raccolga il messaggio e decida di sfidare privilegi, caste e assurde scale gerarchiche che le generazioni precedenti hanno alimentato e subito passivamente, dando vita a quella società falsa e opprimente in cui viviamo. Solo quando i giovani acquisiranno consapevolezza che i padri hanno fallito; solo quando i giovani volteranno, giustamente, le spalle a chi avrebbe dovuto dar loro una mano; solo quando i giovani rifiuteranno di essere zittiti da chi pretende di togliere loro la parola allora, forse, potremo sperare in una nuova e più democratica società. Nei padri, purtroppo, c'è ben poco in cui confidare.

[1] https://coordinamentodemocraziacostituzionale.net/about/elenco-delle-adesioni-al-cdc/

Foto: http://pensieriimmaginati.blogspot.it