Oh mare nero mare nero

di Antonio La Monica

Strano che le mie associazioni mentali in tema di petrolio mi riportino indietro alle domeniche invernali in cui, favoriti da una geografia provvidenziale, potevamo trascorrere la giornata al mare. Eravamo ancora bambini, troppo per sapere che il petrolio aveva fatto sognare molti nostri concittadini, alcuni li aveva arricchiti, molti li aveva fatti lavorare, alcuni sognare di diventare la cinquantaduesima stella della bandiera a stelle e strisce americana. Ennesima colonia, però felice, dell'impero. Al ritorno verso casa, l'ingresso nella nostra piccola città era salutato da alcune creature affascinanti che dondolavano su e giù in alcune campi recintati proprio ai lati della strada provinciale. A noi piccoli sembravano animali misteriosi dal lungo becco intento a cercare nel sottosuolo qualcosa di davvero importante. Erano le pompe che tiravano su dal sottosuolo il petrolio che, da queste parti, non è mai mancato e che ha certo contribuito a far pensare a quel genio di Mattei che il nostro Stato avrebbe potuto sperare in una autosufficienza energetica. [...]

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